giovedì 13 novembre 2025

Campania - Stabia, scavi archeologici: Ville rustiche V / Le Ville interrate


Villa Petrellune è una villa rustica rinvenuta in località Petrellune, dal quale prende anche il nome: la villa fu esplorata in minima parte durante l'epoca borbonica, precisamente nel 1779, da Pietro la Vega. Come già accennato, la villa fu in piccola parte esplorata e poi abbandonata quando, dopo l'asportazione del pavimento, si notò la presenza di lapillo, che fece ritenere la costruzione fosse successiva al 79: in realtà questa ipotesi era sbagliata poiché non teneva conto dell'abituale uso che i costruttori romani facevano, come base per la pavimentazione, del lapillo proveniente da eruzioni precedenti a quella del 79. Furono esplorati diversi ambienti servili come il torcularim, le cellae destinate alla famiglia, l'horreum, il trapetum con un frantoio per le olive ed ambienti patronali come il calidarium con un praefurnium ed una latrina. I mosaici pavimentali e i marmi parietali rinvenuti denotavano il livello di agiatezza dei proprietari, nonostante si trattasse di una villa rustica: questi furono asportati nel 1779 e trasferiti alla reggia di Portici: si trattava di un tessellato bianco con alcuni disegni geometrici in nero. La villa è interrata.


Le ville dell'Ogliaro sono una serie di tre edifici ubicati tutti in località Ogliaro, a Gragnano. La prima è stata esplorata nel 1779 da Pietro la Vega, ma i suoi scritti contenenti le descrizioni della costruzione sono andati successivamente perduti, anche se, prima del loro smarrimento, è stata realizzata nel 1850 una mappa della villa. La costruzione dispone di un lungo portico che immette in diversi ambienti, ognuno con funzione diversa: è infatti presente la stanza dedicata alla produzione del vino, un'altra a quella dell'olio, due ergastula per il riposo degli schiavi e addirittura un piccolo quartiere termale. La seconda villa è stata scoperta tre anni dopo, nel 1782, ed è stata esplorata sempre da Pietro la Vega: la costruzione ha un'estensione maggiore rispetto alla precedente e una pianta irregolare. È composta da tre cortili, una zona termale con pareti affrescate e pavimentazione in tessellato e una serie di ambienti pavimentati con ciottoli marini: dalla presenza di una scala si deduce che la dimora era dotata anche di un piano superiore. La terza villa è stata scoperta nel 1957 ed è stata solo parzialmente scavata, riportando alla luce ruderi di mura in opus incertum e un ambiente con un frantoio. Tutte le ville dell'Ogliaro sono interrate.


La villa rustica del Filosofo è stata esplorata nel 1778 e deve il suo nome al ritrovamento, in una delle stanze, di un anello adornato con una corniola intagliata raffigurante il busto di un filosofo. L'accesso alla villa avviene da una strada lastricata e si sviluppa tutto intorno a un cortile che presenta un criptoportico fenestrato nella parte nord e dei portici nei lati sud ed est, mentre al centro è presente un'ara in tufo e un pozzo per la raccolta dell'acqua: intorno al cortile si aprono diversi ambienti destinati sia a uso abitativo che rustico. Villa del Filosofo dispone anche di una zona termale pavimentata a mosaico bianco con alcune tessere in nero che riproducono il disegno di un delfino nell'atto di avvolgere un timone, mentre le pareti sono affrescate con dipinti che raffigurano animali e maschere e uno di più pregevole fattura rappresentante Venere: in uno di questi ambienti è stata inoltre ritrovata una stufa decorata con stucchi. Al momento della sua scoperta la villa era rimasta immutata dall'eruzione del Vesuvio del 79, non avendo subito, come capitato per altre, dei saccheggi e ha quindi offerto una cospicua quantità di reperti tra cui il più importante l'anello con la corniola con la raffigurazione del filosofo, di cui Ulrico Pannuti fa una precisa descrizione: «Il personaggio probabilmente un filosofo o un oratore è di profilo verso sinistra, il busto è nudo ma con un po' di panneggi sulla spalla sinistra e sotto il petto. L'indice destro è levato in alto; le altre dita stringono forse uno stilo, cornice ovale riempita a tratteggio, colore arancio vivo, anello in oro vecchio, fulgido in controluce.», Tra gli altri reperti un ago crinale in avorio con Venere, attrezzi agricoli, oggetti in terracotta, candelabri, vasi in bronzo e lo scheletro di un cavallo. La villa è interrata.


Villa Casa dei Miri è una villa rustica riportata alla luce nel biennio 1779-80, che prende il nome dalla strada in cui si trova, a pochi metri dalle ville d'otium dell'antica Stabia. La costruzione è divisa in due zone: quella abitativa e quella rustica; la zona abitativa è composta da un vestibolo con tre colonne, nel quale si trova anche la scala che conduce al piano superiore, che divide l'ingresso da un piccolo atrio: da questo si apre l'accesso oltre che a diversi cubicula anche a un grande peristilio, affrescato e pavimentato a mosaico in frantumi di marmo, dove sono presenti venti colonne disposte a colonnato e ad un quartiere termale. La parte rustica comprende una serie di ambienti destinati principalmente alla produzione dell'olio come testimonia il ritrovamento di due torchi oleari con una vasca: è inoltre presente un'aia nella quale è stato rinvenuto un vaso di terracotta, diviso in vari scomparti, utilizzato per ingrassare i ghiri, uno dei cibi prediletti dai romani. La villa è interrata.


La Villa Sassole è una villa rustica esplorata prima nel 1762 e poi tra il 1780 ed il 1781 ed apparteneva con molta probabilità a C. Pomponius Trophimus come dimostrato da un cippo funerario ritrovato a poca distanza dalla casa: gli ambienti termali della villa furono trasformati in stalla dopo che vennero asportati i rivestimenti in marmo dalle pareti e le suspensorae dai pavimenti, nell'horreum sono stati rinvenuti diversi strumenti agricoli ed accanto alla cella vinaria era posto il torcularium; in queste stanze sono inoltre stati ritrovati diversi affreschi, staccati e conservati al museo archeologico nazionale di Napoli, come Dioniso, Sileno e Menade. La villa era dotata anche di un orto, recintato da un muro, che presentava esternamente un sacello, coperto da una volta e dotato di un piccolo altare. La villa è interrata.

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