La
Piedra del Sol ("Pietra
del sole"), è un monolite azteco conservato al Museo
nazionale di antropologia di Città del Messico. Detta
anche "pietra di Tenochtitlan", ha forma circolare, misura
circa 3,60 metri di diametro e pesa 25 tonnellate. Fu ritrovata il 17
dicembre 1790 presso il lato sud nella piazza principale di
Città del Messico (Zocalo), vicino al Palazzo Nazionale.
Precedentemente, il 13 luglio dello stesso anno, era stata portato
alla luce un altro monolito, la Coatlicue Maxima, dedicata alla
divinità della Terra. Il 27 giugno 1964 la Piedra del Sol è stata
trasferita definitivamente nella Sala Mexica del Museo Nazionale di
antropologia.
Scolpito in un blocco
di basalto olivino, il monolito secondo la
cronaca scritta da Hernando Alvarado Tezozomoc, proviene dalla
Sierra di Cuyuacan ed è stato trasportato da migliaia di indios a
turno con l'utilizzo di grosse funi, carrelli e chiatte per farlo
scivolare sia sul terreno che sull'acqua. Gli Aztechi infatti non
conoscevano l'uso della ruota. La Piedra del Sol fu scolpita
utilizzando esclusivamente attrezzi di selce molto affilati
da un artista chiamato Técpatl durante il regno
di Axayacatl (1469-1481).
In origine era probabilmente dipinta,
con colori fortemente simbolici tratti da elementi naturali,
soprattutto il giallo ocra ed il rosso, simbolo del sangue. Alcune
parti però rimasero grezze per consentire alle componenti
cristalline della pietra stessa di brillare sotto i raggi del sole,
in sintonia con il volto centrale del dio.
È opinione comune tra gli storici che
si trattasse di un calendario, ma non è certo il luogo esatto
in cui fu collocata. È molto probabile, vista la sua funzione, che
si trovasse nella Plaza Mayor di Tenochtitlán, posta sul tempio
doppio, il principale, dedicato a due divinità: Tlaloc, dio
della pioggia e Huitzilopochtli, dio della guerra e
personificazione del Sole. Gli studiosi hanno anche discusso se la
sua posizione fosse orizzontale o verticale e propendono per la prima
ipotesi. Da essa venivano fatti dipendere il destino dei
singoli e della comunità, i sacrifici umani e le fasi della vita
quotidiana.
La Piedra del Sol è costituita da una
serie di cerchi concentrici che rappresentano vari elementi della
cosmologia e della teologia azteca.
Al centro è scolpita la testa di una
divinità che gli studiosi ritengono essere il Quinto Sole, Tonatiuh:
circondata da una doppia linea, la figura presenta capelli ben
pettinati e la bocca aperta per mettere in evidenza il coltello
sacrificale di ossidiana, usato per i sacrifici. Il collo e le
orecchie sono ornati rispettivamente da una collana di perle
di giada, 3 rotonde e 4 oblunghe, e da orecchini di giada. È il
simbolo della vitalità del movimento immobile.
Il primo cerchio (Ollin o movimento)
Vi sono rappresentati i 4 soli
generatori del mondo, periodi in cui il genere umano si estinse
tragicamente. Leggendo da destra a sinistra abbiamo nella parte
superiore il giaguaro (nahui ocelot) o Primo Sole, il vento
(nahui ehecatl) o Secondo Sole; nella parte inferiore la pioggia di
fuoco (nahui quiàhuitl) o Terzo Sole e l'acqua (nahui atl) o Quarto
Sole. Il Quinto Sole è la figura centrale di Tonatiuh. Ai lati di
queste figure si vedono artigli d'aquila che trattengono un cuore.
Appaiono qui i bracci della croce nota come quincunce.
I 20 giorni
Il calendario e le relative conoscenze
furono trasmesse agli uomini dal dio Quetzalcoatl, il dio
serpente piumato, insieme all'agricoltura, alla tecnica, alle
scienze. Sono due i sistemi calendarici che scandiscono il tempo
presso gli Aztechi: il calendario divinatorio o tonalpohualli e
il calendario solare, civile ed agricolo o xiuhpohualli. Secondo
quest'ultimo un anno aveva 18 mesi di 20 giorni ciascuno, più 5
giorni chiamati memotemi, vale a dire giorni del nulla. Il
totale dei giorni era 365 (366 nell'anno bisestile). La perfetta
coincidenza tra i due calendari si verificava ogni 52 anni. Ogni
giorno corrispondeva ad una divinità: partendo dall'alto e
leggendoli in senso antiorario abbiamo: coccodrillo (cipactli), vento
(ehécatl), casa (calli), lucertola (cuetzpallin), serpente (còatl),
morte (miquiztli), cervo (màzatl), coniglio (tochtli), acqua (atl),
cane (itzcuintli), scimmia (ozomatli), erba divina (malinalli), canna
(àcatl), giaguaro (océlotl), aquila (cuauhtl), avvoltoio
(cozcacuauhtli), movimento (ollin), coltello di selce (técpatl),
pioggia (quiahuitl), fiore (xochitl).
Terzo
e quarto cerchio
Compaiono qui 4 grandi raggi solari a
forma di angolo sovrapposti ad una fascia in cui sono presenti molti
elementi che simbolizzano l'universo, il calore del sole, gocce di
sangue, piume di aquila e spine, che a volte venivano usate nei
sacrifici per procurarsi lesioni ed offrire così il proprio sangue.
Quinto cerchio ( i due Xiuhcoatl o Serpenti di Fuoco)
Due enormi serpenti circondano e
delimitano il disco solare; dalle loro fauci aperte emergono i volti
di due divinità con aspetto umano, che corrispondono alle armi
di Huitzilopochtli, dio del Sole e della Guerra: a
destra Xiuhtecutili, dio del fuoco, e Tonatiuh, dio del Sole a
sinistra, rispettivamente cielo notturno e cielo diurno. Le loro
spire sono costituite da elementi simili a fiamme inserite in
riquadri. L'alto, nel punto in cui le spire si incontrano, è
inserita una data: matlactli omey acatl, tredici canna, che è
quella in cui si terminò questa grande opera scultorea e che
corrisponde all'anno 1479 del calendario gregoriano; il 13 canna è
anche la data di nascita del quinto Sole, sotto il regno di
Axayacatl. Il bordo esterno è decorato con una miriade di punti, che
rappresentano le stelle.
Funzione e significato della Piedra del Sol
È un monumento dal significato molto
complesso e fortemente simbolico che ruota attorno alla figura del
Sole, come centro del monolito e centro dell'Universo, mediatore tra
gli uomini e il cielo. Da qui si diparte l'energia che si diffonde
sulla Terra e che viene messa in relazione con tutti gli altri
pianeti, soprattutto Venere. La Piedra del Sol è quindi:
- un calendario solare che definisce
i ritmi stagionali e la vita quotidiana;
- un compendio
della cosmologia e cosmogonia del popolo azteco;
- la somma di complicate
osservazioni astronomiche;
- la sintesi delle credenze, delle
conoscenze più profonde e degli usi del popolo azteco, una perfetta
unione di arte, religione e scienza;
- una pietra sacrificale: i
sacrifici umani non erano una semplice offerta, ma il sistema per
nutrire il Sole, che solo mediante il sangue umano poteva rinascere
ogni giorno;
- la manifestazione di una vera e
propria filosofia degli opposti: vita e morte, giorno e notte,
interno ed esterno, movimento e stasi, dinamismo e conservazione;
- infine una vera e propria
esaltazione della guerra come elemento creatore ed
innovatore; non si deve intendere solo la guerra tra uomini, ma
anche i conflitti delle divinità che sono sempre sul punto di
rompere l'equilibrio dell'ordine universale. A questo si può
rimediare attribuendo a ogni divinità il proprio posto e la propria
funzione e collocandola appunto nel calendario.
Le conoscenze legate ai calendari, ai
misteri del cielo e la capacità di interpretare il destino degli
uomini e dell'intero universo erano riservate ai sacerdoti e
trasmesse attraverso l'insegnamento della scuola
sacra o calmecac, che poteva essere frequentata solo dai
membri di alcuni clan che, soli, potevano fornire i capi e i grandi
sacerdoti.