Il Museo archeologico nazionale di Reggio Calabria (MArRC), o Museo nazionale della Magna Grecia, è un museo statale italiano. Espone una delle più ragguardevoli collezioni di reperti provenienti dalla Magna Grecia.
Formato inizialmente da un nucleo di materiale ceduto dal museo civico della città, sorto nel XIX secolo, il Museo archeologico nazionale della Magna Grecia è cresciuto poi con i molti reperti, frutto delle varie campagne di scavo condotte fino ad oggi dalla Soprintendenza archeologica della Calabria. I reperti oggi rinvenuti in Calabria non sono più riuniti e custoditi in un museo unico, bensì esposti in quelle località nelle quali nuovi ritrovamenti hanno permesso di allestire piccoli musei locali (Crotone, Locri, Roccelletta di Borgia, Sibari, Lamezia Terme), che affiancano il museo reggino.
È di proprietà del Ministero per i beni e le attività culturali, che dal 2014 lo ha annoverato tra gli istituti museali dotati di autonomia speciale.
Le collezioni archeologiche del museo comprendono materiali di scavo da siti della Calabria, della Basilicata, e della Sicilia, che illustrano l'arte e la storia della Magna Grecia dall'VIII secolo a.C., e materiale dei periodi precedenti (preistoria e protostoria) e successivi (periodi romano e bizantino).
Tra i materiali più significativi:
- I Bronzi di Riace: ritrovati in provincia di Reggio, sono due grandi statue in bronzo, originali greci della metà del V secolo a.C. pervenuti in eccezionale stato di conservazione, che potrebbero raffigurare, secondo recenti studi, Tideo e Anfiarao o Eteocle e Polinice de I sette contro Tebe, provenienti da un più numeroso gruppo di guerrieri bronzei.
- La Testa del Filosofo, ritrovata insieme ad altri pezzi a Porticello, nei pressi di Cannitello (frazione di Villa San Giovanni), è parte un ritratto di Pitagora di Samo del V sec. a.C. ed è un rarissimo esempio di ritrattistica greca;
- La Testa di Basilea, originale greco in stile "tardo-severo" del V sec. a.C. parte di una statua di Zeus Liberatore trovata nel relitto di Ponticello. Si tratta si una riacquisizione recente da parte del museo poiché fu trafugata al ritrovamento e venduta al museo di Basilea, da cui prese il nome prima della restituzione.
- il Kouros di Reggio, scultura arcaica in marmo pario che raffigura Apollo Reggino, risalente al VI sec. a.C. proviene dal tempio di Apollo maggiore (rinvenuto sotto la stazione Lido);
- L'acrolito di Apollo Aleo in marmo, da Cirò;
- Il gruppo dei Dioscuri che scendono da cavallo nella battaglia della Sagra, da Locri Epizefiri;
- Il Cavaliere Marafioti, scultura che raffigura uno dei due Dioscuri a cavallo portato da una sfinge, pertinente al tempio di Zeus di Locri Epizefiri;
- La collezione di pinakes, ex voto in terracotta recanti a rilievo scene del ratto di Persefone provenienti da Locri Epizefiri;
- Le Tavole bronzee, dell'archivio del tempio di Zeus di Locri Epizefiri;
- Diverse collezioni di gioielli, di specchi in bronzo, e medagliere.
Fino al 2008 la Pinacoteca civica di Reggio Calabria era ospitata nel Museo nazionale.
Distribuzione degli ambienti
Pianterreno:
sezioni di Preistoria e Protostoria, con reperti provenienti dal territorio calabrese;
prima parte della sezione dedicata alle colonie della Magna Grecia, che ospita ritrovamenti provenienti dagli scavi di Locri Epizephiri;
primo piano:
seconda parte della sezione delle colonie greche, che ospita ritrovamenti provenienti dagli scavi di Rhegion, Matauros, Medma, Kaulon;
sezione di numismatica;
sezione romana e bizantina;
secondo piano:
Pinacoteca comunale (oggi trasferita ad altra sede);
seminterrato:
sezione di archeologia subacquea, allestita nel 1981, ospita una collezione di anfore e di ancore, i Bronzi di Riace e i Bronzi di Porticello.
Si accede al Museo da piazza De Nava. All'ingresso si trovava la statua di un telamone in tufo, proveniente da un edificio pubblico del III secolo a.C. di Montescaglioso. Nel 2015[13] il telamone è stato restituito al Museo di Montescaglioso.


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