La
Gemma augustea (latino: Gemma Augusti) è
un cammeo in rilievo su due strati. Si ritiene comunemente
che chi realizzò questo capolavoro possa essere stato Dioscoride o
uno dei suoi discepoli nel 12. È conservata presso
il Kunsthistorisches Museum di Vienna.
La Gemma augustea si presenta come un cammeo in leggero
rilievo su due strati, intagliati su di una pietra araba d'onice. Uno
strato è bianco, mentre l'altro è di colore marrone-bluastro, per
meglio mettere in risalto i dettagli delle figure rappresentate, e
creare un netto contrasto con il fondo scuro. Misura 23 x 19 cm
ed uno spessore di poco più di 1 cm circa.
La Gemma fu probabilmente creata in occasione del trionfo tributato
a Tiberio nel 12 d.C., erede
del Princeps, Augusto, e futuro imperatore, dopo i successi
ottenuti su Dalmati e Pannoni al termine
della rivolta dalmato-pannonica del 6-9, oltre che
sui Germani che si erano ribellati nel 9.
Se è vero che è Dioscuride l'intagliatore della gemma, ciò
potrebbe significare che si tratta di un oggetto posseduto da un
membro della famiglia imperiale della dinastia giulio-claudia.
Questo oggetto potrebbe essere stato portato dai palazzi imperiali
del Palatino a Bisanzio sotto Costantino I.
La gemma fu scoperta essere stata custodita nel 1246, nel tesoro
dell'abbazia di San Sernin a Tolosa in Francia. Più
tardi, nel 1533, Francesco I di Francia se ne
appropriò e la spostò a Parigi dove presto scomparve
intorno al 1590. Non molto tempo dopo fu venduta per 12.000
monete d'oro a Rodolfo II. Durante il XVII secolo fu collocata
presso il tesoro tedesco. Questa nuova collocazione fa supporre che
la gemma sia stata poco tempo prima danneggiata. La parte in alto a
sinistra, infatti, sembra sia stata rotta con la possibile perdita di
uno dei personaggi. Questo potrebbe essere accaduto prima che Rodolfo
II l'acquistasse, sicuramente prima del 1700.
La parte superiore del cammeo
La figura seduta sul trono rappresenta l'imperatore Augusto con
in una mano una lancia e nell'altra il lituo, lo
strumento sacro degli auguri. La figura alle spalle di Augusto, sulla
destra, è una donna, facilmente identificabile con Oikoumene,
la personificazione del mondo abitato, che rappresenta il mondo
civilizzato dell'Impero Romano. Ella indossa sulla testa una "corona
muraria" ed un velo, e a sua volta incorona Augusto con la
"corona civica" di foglie di quercia, usata per lodare chi
abbia salvato la vita ad un cittadino romano. In questa
rappresentazione Augusto è lodato per aver salvato una moltitudine
di cittadini romani.
Le figure alla destra dell'imperatore, sono una stante e l'altra, più
giovane, seduta. La prima rappresenta Nettuno/Oceanus, la
seconda la Terra (o l'Italia). Sono tra loro strettamente correlate e
bilanciano le altre due figure alla sinistra dell'imperatore.
Rappresentano ovviamente il regno dell'acqua e della terra, mentre i
bambini che li circondano potrebbero rappresentare le stagioni,
estate ed autunno, poiché uno di essi tiene in mano delle spighe di
grano.
La figura posta sotto Augusto è l'aquila di Giove. L'aquila
potrebbe significare che l'imperatore è seduto al posto di Giove. È
importante premettere che Augusto, malgrado accettasse pienamente e
incoraggiasse la venerazione dell'imperatore al di fuori di Roma,
nelle provincie, non permise a se stesso di essere venerato dentro
Roma come un dio.
Seduta accanto all'imperatore sta Roma, che indossa un elmo
sulla testa e tiene una lancia nella mano destra mentre la sinistra
tocca delicatamente l'elsa della sua spada, probabilmente a
dimostrare che Roma era sempre pronta a combattere una nuova guerra.
Oltre a tenere il piede sopra l'armatura delle popolazioni
conquistate, la dea Roma sembra guardare con ammirazione ad Augusto,
e alcuni ritengono vi sia una qualche somiglianza con la moglie
dell'imperatore, Livia Drusilla, oltreché essere madre del
successore, Tiberio. Tra Augusto e Roma il simbolo
dello Capricorno, caro allo stesso imperatore (probabilmente
ricorda il giorno dell'incoronazione imperiale, cioè il 16 gennaio
del 27 a.C., nella costellazione del Capricorno).
A fianco di Roma troviamo un giovane in uniforme militare,
identificabile con Germanico, il nipote prediletto di Augusto,
imposto a Tiberio come figlio e futuro erede al trono.
Al suo fianco un carro trionfale, su quale troviamo una figura che
indossa una toga. Si tratta di Tiberio il successore
designato. La toga rappresenta la civiltà e la pace, non la guerra,
appena combattuta e vinta. È il simbolo del ritorno alla pace.
Tiberio sta scendendo dal carro del trionfo per recarsi da
Augusto, in segno di obbedienza e di ossequio al grande imperatore.
Alle sue spalle la dea della Vittoria guida il carro
trionfale.
La parte inferiore del cammeo
Alcuni studiosi interpretano tutte le figure rappresentate nella
parte inferiore della gemma come anonime. Altri descrivono le figure
come tutte importanti ed identificabili. Le due figure sedute in
basso sulla sinistra potrebbero rappresentare i popoli dei Pannoni,
dei Dalmati e dei Germani appena sottomessi.
Alle loro spalle dei soldati romani sono mostrati mentre erigono
un trofeo con le spoglie dei nemici battuti: simili scene
sono rappresentate anche nei secoli successivi come sulle due colonne
presenti a Roma (quella traianea ed aureliana), oppure
nel Trofeo delle Alpi augusteo.
Il soldato più a sinistra sembra indossare un elmo di tipo trace,
probabilmente attribuibile al re Remetalce I, che
aiutò Tiberio in Pannonia negli anni 6-9.
Un altro dei soldati potrebbe essere identificato con Marte stesso,
per l'armatura pregiata che indossa.
La figura subito alla destra dei soldati che stanno montando il
trofeo, potrebbe essere Diana, o solo un soldato ausiliario
insieme alla figura alla sua destra. Diana sembra tenere nella sua
mano sinistra alcune lance. Alla sua sinistra un uomo, identificabile
con Mercurio, sembra tenere per i capelli una donna, una
prigioniera di guerra. A terra sempre sulla destra un uomo con la
barba, con al collo un torque, tipico collare dei popoli celti o
di alcune popolazioni germaniche.