domenica 26 aprile 2026

STATI UNITI - Gemma Marlborough

 



La "gemma Marlborough" è un cammeo di onice inciso che raffigura una cerimonia di iniziazione di Amore e Psiche. Era la gemma più famosa e preziosa della collezione (ereditata per matrimonio nel 1762 e progressivamente ampliata) di George Spencer, IV duca di Marlborough. Attualmente è conservata al Boston Museum of Fine Arts, dove viene definita Cammeo col Matrimonio di Amore e Psiche, o un rito di iniziazione,.
Nell'incisione, Cupido e Psiche sono raffigurati come putti velati accompagnati da altri putti, uno dei quali tiene sopra la loro testa un cesto pieno di melograni, simboli di fertilità e di vita coniugale. Il cammeo è firmato Tryphon, e venne realizzato probabilmente nel corso del I secolo d.C. anche se la sua data è stata oggetto di discussione in quanto conservato in una scatola apposita realizzata nel XVI secolo. La gemme venne donata da Peter Paul Rubens, il quale dichiarò di amarla su tutti i prodotti dell'antichitià, a Thomas Howard, XXI conte di Arundel, nel XVII secolo.
Dverse fonti del XVIII secolo riportano come Luigi XIV di Francia fosse stato pronto a offrire l'equivalente di 4000 sterline nel secolo precedente per avere questa gemma nella sua collezione. Il soggetto venne raffigurato nel XVI secolo dall'architetto e appassionato di antichità Pirro Ligorio, ritrovato tra le carte di Rascas de Bagarris come riportato da Jacob Spon. Il disegno della gemma venne ripresa da Theodorus Netscher e poi incisa da Bernard Picart per il Gemmae antiquae caelatae di Philipp von Stosch del 1724.
Giunta nella collezione Marlborough, la gemma venne spesso ridisegnata da altri artisti: Giovanni Battista Cipriani dipinse una versione della gemma, Francesco Bartolozzi ne ricavò un'incisione, James Tassie ne realizzò una copia su una base di pasta di vetro colorata, e ne venne realizzato un bassorilievo, poi realizzato in scala più grande da John Flaxman; entrambe le versioni ricavate vennero realizzate su sfondo azzurro dal laboratorio Wedgwood & Bentley con la tecnica del jasperware; la 'Marlborough Gem' apparve per la prima volta nel catalogo di Wedgwood del 1779. Questo bassorilievo, in forma di cammeo, apparve su diversi mobili parigini o londinesi dell'epoca, oltre ad apparire su diversi camini. Il tema divenne così noto che il caricaturista James Gillray ne realizzò una parodia nel 1797 per ironizzare sul matrimonio tra Lord Derby e l'attrice Elizabeth Farren da lungo tempo rimandato.
Fu il VII conte di Marlborough a vendere la gemma assieme alle altre della sua collezione di famiglia tramite Christie Manson & Wood, London nel 1875. La collezione, in un singolo lotto, fruttò 35.000 sterline e se la aggiudicò David Bromilow di Bitteswell Hall, Leicestershire, che mantenne intatta la sua collezione; quando sua figlia successivamente vendette la collezione col resto dei gioielli di famiglia a Christie's nell'asta del 26–29 luglio 1899, il solo cammeo venne venduto a 2000 sterline. Ad oggi la collezione è andata dispersa, con molti pezzi in musei americani.


CITTA' DEL VATICANO - Museo Gregoriano Profano

 

Il Museo Gregoriano Profano è uno dei Musei Vaticani ed ospita la raccolta di antichità che un tempo faceva parte del Museo Lateranense, oggi scomparso.
Il museo fu fondato da Gregorio XVI nel Palazzo del Laterano nel 1844, e venne trasferito in Vaticano per volere di Giovanni XXIII e riaperto nel 1970.
Il museo comprende materiali che, per la maggior parte, provengono da scavi e ritrovamenti effettuati nello Stato Pontificio.
Si suddivide in cinque sezioni principali:
  • Sezione I: raccoglie frammenti di sculture e di rilievi originali greci del V-IV secolo a.C.;
  • Sezione II: raccoglie copie o rielaborazioni romane di età imperiale (I-III secolo d.C.) di originali greci;
  • Sezione III: espone sculture romane del I secolo e dell'inizio del II, ordinate in ordine cronologico, soprattutto busti e are; tra esse l'Ara dei Vicomagistri;
  • Sezione IV: è la galleria dei sarcofagi, ordinati per temi;
  • Sezione V: espone opere di scultura romana del II e III secolo.
Tra le opere esposte, di notevole interesse sono le copie romane del gruppo Atena e Marsia di Mirone (circa 450 a.C.)[1] e di un ritratto di Sofocle, da originale greco del IV sec.; inoltre ampio spazio è dedicato al reparto del lapidario ebraico, in cui sono raccolte 137 iscrizioni in greco o in latino su lastre sepolcrali provenienti dalla catacomba di Monteverde, scoperta nel 1602 ma esplorata nel 1904-1906, i cui reperti risalgono al I-III secolo d.C

CITTA' DEL VATICANO - Museo pio cristiano

 
Il Museo pio cristiano fa parte dei Musei Vaticani, ed ospita opere dell'antichità cristiana, che fino al 1963 erano esposte nel palazzo del Laterano.
Il museo venne fondato da Pio IX nel 1854, due anni dopo l'istituzione della Commissione di archeologia sacra, che aveva il compito di dirigere gli scavi nelle catacombe e tutelarne la conservazione; il museo doveva ospitare quei reperti la cui conservazione in loco era impossibile. Esso venne allestito a cura di Giuseppe Marchi e Giovanni Battista de Rossi.
Il museo è composto di due grandi sezioni:
- la sezione che comprende i monumenti architettonici, scultorei e musivi; in essa si distingue in modo particolare la raccolta dei sarcofagi;
- la sezione che raccoglie materiale epigrafico, suddiviso per età e soggetti; a causa del suo carattere specialistico, questa sezione è aperta solo agli studiosi, su richiesta.
La famosa statua del" Buon pastore " è in realtà il frutto di un restauro con ampia rielaborazione settecentesca, secondo il gusto dell'epoca. La base era un bassorilievo frammentario proveniente da un perduto sarcofago paleocristiano del III secolo. Il restauro lo ha fatto divenire una statua tutto tondo, aggiungendo la parte superiore della testa e le gambe dell'agnello, il retro della statua, un braccio e le gambe del pastore.

CITTA' DEL VATICANO - Museo Gregoriano Etrusco

 

Il Museo Gregoriano Etrusco fa parte dei Musei Vaticani.
Esso fu fondato da papa Gregorio XVI nel 1836 per raccogliere le opere che all'inizio dell'Ottocento venivano scoperte con scavi archeologici nelle città dell'Etruria che a quell'epoca erano parte dello Stato Pontificio.
Con la scomparsa dello Stato della Chiesa cessarono le acquisizioni sul campo, mentre il museo si arricchì tramite acquisti o donazioni, tra cui quelle di Falcioni nel 1898, di Benedetto e Giacinto Guglielmi nel 1935 e 1987, e di Mario Astarita nel 1967.
Il Museo è disposto su 22 sale ed accoglie opere e manufatti risalenti al IX-I secolo a.C. Esso si trova all'interno del Palazzetto di Innocenzo VIII (della fine del Quattrocento) e di un altro edificio del XVI secolo: in essi sono esposti affreschi di Federico Barocci, Federico Zuccari e del Pomarancio.

CITTA' DEL VATICANO - Museo Chiaramonti

 
Il Museo Chiaramonti fa parte dei Musei Vaticani e prende il nome da papa Pio VII (al secolo Barnaba Chiaramonti), che lo fondò agli inizi del XIX secolo. Esso fu allestito e ordinato da Antonio Canova ed è composto da tre gallerie:
  • la galleria Chiaramonti, dove sono esposte numerose sculture, sarcofagi e fregi;
  • la nuova ala, detta Braccio Nuovo, costruita da Raffaele Stern, che ospita celebri statue;
  • la galleria lapidaria, che contiene più di 3.000 pezzi di iscrizioni, epigrafi e monumenti, che rappresentano la più grande collezione del mondo di questo tipo di manufatti. Tuttavia viene aperta ai visitatori solo su richiesta, generalmente per motivi di studio.
La Galleria Chiaramonti
È la parte più antica del Museo, fondata nel 1807, ed espone quasi mille sculture antiche di ogni tipo e qualità, statue di divinità e
statue-ritratto, are e ornamenti architettonici, urne e sarcofagi. Su incarico del Canova, alcuni pittori dell'Accademia di San Luca decorarono la galleria e nelle lunette raffigurarono l'impulso dato alle Belle Arti da Pio VII.
Il Braccio Nuovo
Il Braccio Nuovo, che separa il Cortile della Pigna dal Cortile del Belvedere, è opera di Raffaele Stern, portato a termine da Pasquale Belli, ed inaugurato nel 1822. Nel pavimento sono inseriti alcuni mosaici del II secolo d.C., provenienti da scavi effettuati presso Tor Marancia sulla via Ardeatina.
Questa galleria espone importanti e celebri statue antiche, tra cui:
  • statua dell’Augusto di Prima Porta;
  • statua dell’Athena Giustiniani (copia romana del II secolo d.C. di un originale greco del IV secolo a.C.);
  • statua del Doriforo (portatore di lancia), copia romana da un originale bronzeo greco di Policleto (V secolo a.C.);
  • statua colossale del Nilo.
La Galleria lapidaria
La galleria, visitabile solo su richiesta, ospita una collezione di oltre tremila pezzi, che comprendono una grande varietà di epigrafi (pagane e cristiane) e monumenti (lastre, basi, cippi, urne, are, sarcofagi); essa si è formata gradualmente nel corso del Settecento, fu ordinata da Gaetano Marini all'inizio del XIX secolo, che personalmente curò la suddivisione e la posa in opera delle iscrizioni. Questa galleria è una delle più importanti fonti per lo studio del mondo romano e cristiano.
Nella galleria sono conservate due travi lignee recuperate nel 1827 nel fondale del lago di Nemi, ed appartenute alle navi dell'imperatore Caligola; è ciò che resta delle due navi scoperte poi in seguito e distrutte dagli eventi bellici nel 1944.

STATI UNITI - Gemma Marlborough

  La " gemma Marlborough " è un cammeo di onice inciso che raffigura una cerimonia di iniziazione di Amore e Psiche. Era la gemma...