giovedì 13 novembre 2025

Campania - Stabia, Necropoli dell'ager stabiaus



Nella zona dell'ager stabiaus sono state individuate ed esplorate diverse necropoli, in particolar modo queste sorgevano lungo le strade che collegavano Stabia con Pompei, Nocera e Sorrento: le più importanti sono localizzate presso Madonna delle Grazie, Gragnano e nella zona collinare e antica di Castellammare di Stabia, precisamente nei pressi del castello e della cattedrale. Queste necropoli sono caratterizzate da un alto numero di tombe di bambini a testimonianza dell'alta mortalità infantile.
Necropoli Santa Maria delle Grazie
La necropoli più importante e più ampia dell'ager stabianus è quella di Santa Maria delle Grazie, individuata nel gennaio 1957 durante dei lavori per la costruzione di un distributore di benzina, lungo la strada che collega Castellammare di Stabia a Sant'Antonio Abate, in prossimità dell'abitato di Madonna delle Grazie: è stata esplorata per la prima volta da Libero D'Orsi; anticamente la necropoli si trovava lungo l'asse viario che collegava Stabia con Nocera.
Durante lo scavo sono state riportate alla luce circa trecento tombe risalenti al periodo che va dal VII al III secolo a.C.: di queste, centoventuno sono del periodo arcaico, ossia comprese tra il VII e VI secolo a.C., e circa cinquanta del periodo sannitico (V - III secolo a.C.). Le tombe arcaiche sono tutte a inumazione con scheletro supino posto in una fossa o cassa di tufo, quelle sannitiche sono a cassa di tegole con copertura a cappuccina o di lastra di tufo. In tutte le tombe sono stati ritrovati una grossa quantità di corredi, che variavano a seconda delle dominazioni che interessavano l'ager: si notano oggetti appartenenti a tradizioni degli etruschi, dei greci, sanniti e romani. Nelle tombe più antiche il corredo funerario è posto ai piedi del defunto, si trattava prevalentemente di lekythos, skyphos e kylix dipinte in nero a cui si accompagnavano delle olpette dipinte a vernice. Inoltre per distinguere il sesso dei defunti nelle tombe degli uomini venivano messe delle armi, mentre in quelle delle donne oggetti ornamentali dei costumi femminili, come fibule, grani vitrei di collane, qualche anello e i fusi. Le tombe risalenti al IV secolo a.C. sono disposte intorno a quelle più antiche e nei corredi funerari al posto delle kylix si trovano skyphos e olpette a vernice nera. Infine, nelle sepolture del III secolo a.C. sono presenti quasi esclusivamente unguentari, indice di un chiaro impoverimento del territorio: infatti lo sviluppo di Pompei e la nascita di altri centri lungo la penisola sorrentina portò a un lento spopolamento della zona dell'ager stabianus. La necropoli non è visitabile.


Area Christianorum e necropoli al Castello

Durante lo scavo delle fondamenta per la costruzione della cappella di San Catello, all'interno della concattedrale di Santissima Maria Assunta e San Catello di Castellammare di Stabia, tra il 1876 e il 1879, è stata ritrovata una necropoli paleocristiana, chiamata poi area Christianorum, tra le più importanti dell'ager: questo testimonia che l'area stabiana fu nuovamente abitata poco dopo l'eruzione del Vesuvio, forse già a partire dalla fine del I secolo, quando Nocera per avere uno sbocco sul mare, riorganizzò il suo porto nei pressi della costa stabiana ed è per questo motivo che la religione cristiana, che nei primi periodi si diffondeva soprattutto attraverso le vie del mare, dovette giungere abbastanza presto. Costruita lungo la strada che collega Stabia a Nocera, la necropoli fu utilizzata originariamente come cimitero pagano e aveva una forma ad alveare, cioè era costituita da formae, tombe sovrapposte fatte in muratura e coperte di tegole: gli scavi non sono ancora completati e sono stati riportati alla luce soltanto due ampi vani collegati da uno stretto corridoio. La maggior parte dei reperti scoperti nell'area Christianorum sono conservati al museo diocesano sorrentino-stabiese, dopo molti anni di abbandono all'interno dell'antiquarium stabiano; tra i reperti più significativi il sarcofago di Gaio Longinio, risalente al 250 e rinvenuto il 4 agosto 1879: si tratta di un sarcofago marmoreo raffigurante le nove Muse, Apollo e Minerva, mentre il coperchio, di fattura diversa, è decorato da due coppie di delfini e riporta la scritta tradotta dal latino: «La moglie Giulia Maria fece questo sepolcro al benemerito Giulio Longino, il primo dei decurioni della colonia di Miseno, uno dei primi dieci il quale visse anni 54, giorni 55»
Altro reperto di fondamentale importanza è il cosiddetto Abbraccio: si tratta di un fermaglio di un libro, forse un messale, a forma di placchetta, in osso, che raffigura l'abbraccio tra san Pietro e san Paolo, dove i due apostoli vanno incontro l'uno verso l'altro con le braccia tese.
Nel 1932 un'area sepolcrale è stata individuata presso il castello di Castellammare di Stabia, durante la costruzione della strada Panoramica che scende verso Pozzano: secondo gli archeologi si tratta di una necropoli risalente al IV secolo a.C. e il gruppo di tombe ritrovato era a cassa, a tegola, a lastre di tufo, mentre una sola era costituita da un unico blocco di tufo. Sempre nella stessa zona, a seguito di lavori per la costruzione della rete idrica è stata riportata alla luce una tomba integra contenente uno skyphos e un'anforetta. Molti anni prima inoltre, nel 1759, a Scanzano, non lontano da questa necropoli, durante uno scavo per l'estrazione di pozzolana, fu rinvenuta una tomba a cassa appartenente a una donna: la tomba faceva forse parte di un'area cimiteriale più grande risalente all'epoca sannitica. Purtroppo il corredo funerario è andato perduto ma da alcuni scritti dell'epoca si è venuti a conoscenza che al suo interno erano presenti tre piccole anfore: sulla prima era raffigurata una donna seduta sugli scalini di un monumento funebre, sulla seconda una Nike seduta su una roccia e sulla terza il profilo di una testa femminile.
Necropoli minori
Necropoli minori, sparse per l'ager stabianus, ne sono state ritrovate in gran numero nel corso degli anni. Poco distante dalla necropoli di Santa Maria delle Grazie, nel 1985 è stata ritrovata una necropoli con otto tombe arcaiche tutte risalenti al VII secolo a.C., di cui sette sepolture infantili in casse monolitiche in tufo, e una di adulto in una fossa: all'interno delle tombe erano posti degli oggetti personali, mentre all'esterno dei vasi. Nel 1984 una necropoli è stata scoperta in via Staglia a Gragnano ed è costituita da sei tombe a cassa di tegola con copertura a cappuccina: purtroppo al momento del ritrovamento era già stata depredata di tutti i corredi, eccetto qualche piccolo oggetto in pittura nera; altra necropoli era in via Carmiano: le tombe risalivano al VII-VI secolo a.C. ma sono andate distrutte a seguito dell'edificazione di un palazzo.
Si ha notizia di ritrovamenti nei pressi del torrente Vernotico: furono rinvenute delle tombe con corredi funerari andate poi distrutte per far posto a delle abitazioni. Nella stessa zona, durante la costruzione di un ponte ferroviario verso la stazione di Gragnano, vennero alla luce altre cinque tombe in pietra tufacea, con all'interno resti umani, oggetti in metallo, vasi e vetri colorati: il materiale tufaceo delle tombe fu riutilizzato nei basamenti del ponte mentre dei corredi funerari non si è più rimasta alcuna traccia, così come indicato da alcuni documenti del 1888.

Nessun commento:

Posta un commento

CITTA' DEL VATICANO - Augusto di Prima Porta

L' Augusto di Prima Porta , nota anche come Augusto loricato (dalla lorìca, la corazza dei legionari), è una statua romana che ritrae l...