Sezione di Archeologia subacqueaLa sezione fu allestita il 3 agosto 1981, quando l'esposizione a Reggio delle statue trovate nel mare di Riace giustificò la raccolta in una speciale sezione di tutti i reperti di provenienza subacquea già custoditi al Museo.
Nella prima sala sono esposte anfore da carico di tipo greco, punico e romano; differenti tipi di ancore, fra cui due primitive pietre-ancora con foro centrale; un elmo corinzio del V secolo a.C. proveniente da Capo Colonna; parti di statue in bronzo provenienti da una nave greca di circa 15 metri di lunghezza affondata verso il 400 a.C. all'imboccatura settentrionale dello Stretto di Messina, proprio fra Scilla e Cariddi, zona che ti ho ritenevano pericolosa per la navigazione.
Attraverso una porta di vetro che viene aperta controllando il numero di visitatori (per conservare il microclima della sala), si accede ad un grande ambiente di 24 x 9 m. Qui sono esposte le quattro opere in bronzo che hanno permesso di documentare in uno stesso Museo l'evoluzione dell'arte greca sia in Magna Grecia che in Grecia (cosa eccezionale per un museo italiano):
- i bronzi di Porticello con la testa di Basilea e la testa del Filosofo;
- i bronzi di Riace (il giovane e il vecchio).
Bronzi di Porticello
Il relitto trovato nel 1969 da alcuni pescatori poco a nord di Villa San Giovanni (località Porticello), fu subito parzialmente spogliato del materiale sparso sul fondo. Quando intervenne la Soprintendenza di Reggio fu possibile ottenere la consegna di varie anfore per derrate alimentari ed alcuni pezzi di tre statue in bronzo a grandezza naturale fra cui due fianchi destri di personaggi nudi, ed una testa raffigurante un vecchio dalla lunga barba.
Dal 1993 a questi reperti si è aggiunta un'altra testa in bronzo, denominata oggi "Porticello B", esposta nel Museo di Reggio dal 1997. Appartenuta al giacimento di Porticello, fu sottratta al relitto prima dell'intervento della Soprintendenza reggina e finita in Svizzera, da dov'è stata restituita nel 1993.
Testa di Basilea
Nota anche come Testa di porticello B, si ritiene che fu amputata dal busto di una statua per mezzo di violenti colpi che hanno causato anche la perdita di entrambi gli occhi ed il danneggiamento della radice, del naso, dell'occhio e dell'orecchio sinistro a causa di una lunga frattura nel metallo.
La Testa di "Porticello B", dall'aspetto serio del volto, può essere appartenuta alla statua di un dio o a quella di un personaggio d'alto rango, statua certamente realizzata nei modi artistici dello stile severo, caratteristici della prima metà del V secolo a.C., quando l'arte greca si esprimeva ancora con le maniere convenzionali che appaiono in quest'opera: capelli a piccoli riccioli inanellati ornati da una benda o forse da un diadema; volto dai tratti idealizzati con i profili netti delle arcate sopraccigliari e del naso; barba modellata in forma raccolta.
Testa del Filosofo
Anche la testa del "Filosofo" (450 a.C. - 400 a.C.) è danneggiata per essere stata amputata violentemente da una statua, di cui sono stati recuperati alcuni pezzi, fra i quali c'è anche una mano ossuta da vecchio.
Alla testa manca l'occhio sinistro, mentre il destro conserva l'iride in pasta vitrea; mancano anche alcune ciocche di capelli alla nuca ed un cordone che cingeva la testa come indica la sua traccia visibile sui capelli.
Non essendo disponibile alcuna notizia per identificare il personaggio raffigurato, la testa è stata denominata "Ritratto di Filosofo" prendendo spunto dal corto mantello riconosciuto in uno dei pezzi recuperati fatti con lo stesso materiale di fusione, che costituiva il tipico abbigliamento dei letterati e dei pensatori dell'antica Grecia. Secondo alcuni il ritratto raffigurerebbe Pitagora.
Del "Filosofo" si possono osservare i capelli radi, segno di calvizie avanzata; il naso affilato ed aquilino che si staglia sotto la fronte ossuta ed aggrottata da "pensatore"; i folti baffi che coprono interamente le labbra serrate; e la barba particolarmente lunga ed abbondante.
La testa che esibisce le naturali simmetrie del volto e i segni di una vita vissuta, fu realizzata nella seconda metà del V secolo a.C., superato lo stile Severo dei decenni precedenti. Uno stile che in questo caso orientò il proprio interesse verso la raffigurazione realistica della figura umana, iniziando una corrente artistica che insieme ad altre belle opere ci ha dato i Bronzi di Riace.
Bronzi di Riace
Il 16 agosto 1972 le due statue conosciute oggi come "I Bronzi di Riace", furono trovate da un subacqueo nelle acque del Mar Ionio, lungo la costa di Riace, in provincia di Reggio Calabria. Dopo il lungo restauro i due Bronzi sono stati collocati nella grande sala a loro riservata, tenuta a clima controllato con l'umidità al 40-50% e la temperatura a 21-23 gradi.
Trovandosi Reggio in una zona altamente sismica, le statue sono state protette da questo rischio, ponendo ciascuna di esse sopra una struttura antisismica dedicata e parzialmente interrata nel pavimento che, mentre svolge il compito d'attutire e smorzare le eventuali oscillazioni dovute a scosse telluriche, svolge anche la funzione di piedistallo della statua. Ogni statua è vincolata alla struttura antisismica mediante un'asta d'acciaio verticale che, utilizzando le aperture esistenti nella pianta dei piedi dei Bronzi, sale lungo la gamba destra fino alle spalle dove uno snodo la unisce ad una barra posta orizzontalmente. Questa barra orizzontale, utilizzando la gamba sinistra, è poi collegata mediante cavi d'acciaio alla struttura antisismica di modo che ogni singola statua risulti saldamente ancorata al proprio piedistallo. Nell'occasione del nuovo posizionamento dei due Bronzi, è stata attivata anche una protezione contro eventuali atti vandalici, consistente in un sistema anti-intrusione, basato su telecamere e sensori, che attivano un'invisibile gabbia elettronica d'allarme intorno ad ogni statua.
Statua A
La statua A, definita "il Giovane" per le fattezze più giovanili se confrontata con l'altra, è una figura maschile nuda, stante, con un'altezza di 2 m ed il peso di 190 kg. Lo spessore del bronzo è di circa 8 mm. Risulta chiaro che la statua in origine fosse dotata di scudo ed asta.
Nella parte sinistra della testa manca una ciocca di capelli che lascia vedere una parte d'orecchio che appare già modellata. Considerando che l'orecchio non sarebbe stato visibile senza questo danneggiamento, è stata fatta l'ipotesi di un cambio d'intenzione dell'artista o di una modifica della testa della statua, in tempi successivi, quando possono essere state applicate le ciocche di capelli che hanno coperto l'orecchio. Gli occhi sono privi di pupille; all'avambraccio sinistro vediamo saldato il bracciale a cui era fissato lo scudo.
Questa statua, comunemente conosciuta come "il Giovane", ha le sembianze di un giovane uomo con lo sguardo in atteggiamento di sfida verso un ignoto avversario. Il viso è contornato da una folta barba ricciuta, come ricciuti sono i lunghi capelli che, alla sommità del capo, sono accuratamente definiti. I capelli sono cinti dal segno piatto di una benda. Su questo segno, in origine, era sovrapposto un serto d'elementi vegetali o, forse, una benda d'oro fusa a parte. Le labbra sono in rame, per imitare il colore vero: sono dischiuse e lasciano intravedere i denti, resi con una lamina in argento che, col suo colore bianco, riesce a simulare il colore reale.
Statua B
La statua B, definita "il Vecchio" per le fattezze più mature se confrontata con l'altra, è una figura maschile nuda, stante, con un'altezza di 1,98 cm ed il peso di 190 kg. Lo spessore del bronzo è di circa 7 mm. Risulta chiaro che la statua in origine fosse dotata di scudo, asta ed elmo.
Manca l'occhio sinistro e la falangetta al dito indice della mano destra. I capelli appaiono solo a piccole ciocche, tutte intorno al volto e alla nuca. Al loro posto vediamo una struttura oblunga, sulla quale l'elmo, fuso a parte, veniva calzato in modo che, comunque, non avrebbe fatto vedere tutti i capelli, anche se fossero stati realizzati. Per tale ragione fu modellata solo la parte inferiore delle orecchie, perché visibile con l'elmo che, per questa statua, era previsto rialzato sul capo, nella posizione di riposo.
Le braccia, che sappiamo d'altra fusione (quindi, forse, oggi in posizione diversa dal modellato iniziale), sono disposte in modo da tenere, in posizione di riposo, scudo ed asta: nell'avambraccio sinistro, vediamo saldato il bracciale e la piastra a cui era fissato lo scudo. Le mancanze sommatesi, dell'elmo e dell'occhio sinistro, non permettono di percepire pienamente l'animazione che aveva il volto concepito dall'autore. Tale volto (contornato da una fluente e morbida barba) rivela comunque l'età matura del personaggio che, per questa ragione, nel confronto inevitabile con l'altra statua, ha ricevuto il nome convenzionale di "il Vecchio".




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