Al Ubaid è
una cultura protostorica del Vicino Oriente antico con
cui viene fatto tradizionalmente iniziare il calcolitico relativo
all'area mesopotamica.
La
cultura prende il nome dall'omonimo sito guida (Tell al-ʿUbaid,
posto a circa 6 km a ovest di Ur), dove per la prima volta
fu individuata (da Henry Hall e Leonard
Woolley negli anni venti del Novecento). Nasce e si
sviluppa in Mesopotamia, per poi diffondersi lungo l'Eufrate, fino a
toccare il sud dell'Anatolia.
L'importanza di questa cultura consiste
innanzitutto nella grande diffusione che ebbe in Mesopotamia: essa
produsse moduli artigianali diversi nella parte settentrionale,
caratterizzata da un diverso rapporto tra uomo e natura. Al periodo
di Ubaid risalgono poi le prime opere di canalizzazione delle acque
dell'alluvio, ancora in proporzioni solo locali. Importanti (e di
dimensioni inedite) sono le realizzazioni templari e il deciso
passaggio verso una religiosità collettiva (cioè non più gestita a
livello familiare, come accadeva a Çatalhöyük). Si sviluppa
il commercio e la produzione ceramica in serie.
La cultura di
Ubaid è un passaggio fondamentale verso le cosiddette "grandi
organizzazioni" che egemonizzarono la Bassa Mesopotamia. Il
dibattito su di essa è strettamente legato alla questione
dell'origine dei Sumeri: per alcuni, in particolare gli
archeologi, che pongono l'accento sulla continuità culturale tra
Ubaid e il successivo periodo di Uruk, tale popolazione, la cui
effettiva origine resta oscura, sarebbe giunta in Mesopotamia proprio
in coincidenza degli inizi della cultura di Ubaid (fase 1 o 3); per
altri, in particolare i filologi, influenzati dalla considerazione
della ceramica, che da dipinta (Ubaid) diviene non dipinta (Uruk),
oltre che dalla constatazione di una "tardiva" comparsa
della scrittura, tendono a far coincidere l'arrivo dei Sumeri
con gli inizi del periodo di Uruk.
Limiti cronologici e geograficiLa produzione
ceramica del tipo Ubaid (d'impasto verdastro e
talvolta ingubbiatura bianca, dipinta in nero su fondo
crema) è stata ripartita convenzionalmente in diversi modi:
- J. Oates ha ipotizzato quattro
periodi (I o Eridu, II o Haggi Muhammad, III o Ubaid classico, IV o
Ubaid recente)
- Lloyd
considera le prime due fasi come pre-Ubaid (rispettivamente
denominate Eridu e Haggi Muhammad), la terza e la quarta come
propriamente Ubaid (una fase antica, detta ancora "classica",
che va dal 4500 al 4000 a.C., e una fase tarda, che va dal 4000 al
3500 a.C.).
Riassumendo e conglobando le due
prospettive:
- Eridu (Ubaid 1): 5200-4800
- Haggi Muhammad (Ubaid 2):
4800-4500
- Ubaid "classico" (Ubaid
3): 4500-4000
-
Ubaid "tardo" (Ubaid 4): 4000-3500
Esiste, in generale, una forte continuità (in particolare
nell'ambito della produzione ceramica) tra Ubaid e le culture
leggermente più antiche di Eridu e Haggi Muhammad. Le
diverse classificazioni accademiche danno seguito a queste
sovrapposizioni, in modo che le culture di Eridu, Haggi Muhammad,
Ubaid classico e Ubaid tardo vengono appunto rispettivamente
indicate, con alcune oscillazioni, anche come Ubaid 1, 2, 3 e
4. A Oueili sono stati rintracciati dei livelli
stratigrafici di tipo Ubaid: trattandosi di livelli più antichi di
quelli di Eridu, essi danno corpo a una fase che è stata indicata
come Ubaid 0. Come afferma Jean-Louis Huot, la ceramica di Ubaid
0 è accostabile a quella di Choga Mami.
I siti
più importanti che definiscono la cultura, oltre allo stesso sito
guida, sono Eridu e Ur. Successivamente, la cultura di Ubaid si
diffonde al nord, in particolare a Tell 'Uqair (nei pressi
di Kutha), a Ras el-ʿAmiya (nei pressi di Kish) e a Tell
Madhur (nei pressi del lago Hamrin). Gli strati
archeologici più antichi sono di difficile individuazione:
spesso gli scavi che riguardano le sequenze storiche non li
raggiungono, mentre per gli insediamenti ad un certo punto
abbandonati è da credere che siano stati sepolti dai
progressivi depositi alluvionali.
Alla cultura
di Ubaid succede, per preminenza nella Bassa Mesopotamia, la cultura
di Uruk: non si tratta di una rottura, perché si segue la via di un
progresso tecnologico e organizzativo già in corso. La scansione
nella periodizzazione è suggerita da un cambio di stile nella
produzione ceramica, che con Uruk diviene lustrata, sia in
grigio che in rosso.
È in questa fase di Ubaid che l'uomo avvia una prima opera di
canalizzazione dell'alluvio mesopotamico: gli scavi permettono tanto
di indirizzare le acque verso terreni che ne sono privi, quanto
soprattutto di effettuare un drenaggio delle zone
acquitrinose e paludose, concentrate per lo più nei pressi
del delta. Ciò che avanza dalle piene stagionali viene inoltre
raccolto in bacini. Sarà però solo con il tardo-Uruk che
questa mobilitazione assumerà un livello almeno cantonale (cui si
accompagna la possibilità del trasporto fluviale).
Gli insediamenti si dispongono lungo i canali ed hanno un'evidente
funzione agricola. Un importante manufatto-guida per Ubaid è
il falcetto di terracotta, strumento ormai diffusissimo per
un'attività, quella di raccolta delle graminacee, che è ormai
divenuta massiva. Il falcetto risulta assai più economico rispetto
alle falci in selce fabbricate in
precedenza. Altro manufatto-guida è la ceramica, cotta
abbondantemente e decorata con temi geometrici in marrone e in nero,
forse nei termini di un'influenza da parte di Haggi Muhammad.
Un
ruolo importante deve aver avuto anche l'allevamento (bovini e
caprovini). È possibile che sempre in questa fase abbiano esordito
l'arboricoltura, in particolare di palme da datteri, e
l'orticoltura (con cipolle e legumi vari),
quest'ultima favorita da un'ormai larga disponibilità di acqua di
superficie.
Oltre
all'allevamento, a seconda dei siti, è esercitata anche la pesca:
come nel caso tipico di Eridu, nei templi di diverse località sono
state rintracciate offerte legate a questa dieta (ami e chiodi
ricurvi, usati per fissare le reti).
Nei centri
della fase Ubaid, tanto quelli meridionali quanto quelli
settentrionali, è attestata una prima metallurgia: si lavora il rame
puro e quello arsenicale, con una perizia di un certo rilievo. I
manufatti sono però poco documentati, anche perché il metallo
veniva spesso riutilizzato. È però nelle zone di maggiore
concentrazione della materia prima che si ha riscontro di una
tecnologia realmente diffusa, come nell'Anatolia orientale (Ergani
Maden) e nella Palestina meridionale, in cui la cultura
ghassuliana sfrutta i giacimenti della 'Araba.
Architettura templare e stratificazione della societàLe
abitazioni sono inizialmente assai povere: le capanne sono fabbricate
con canna ed argilla, ma nel tempo le strutture si
vanno irrobustendo. Sempre maggiore imponenza va assumendo il tempio:
quelli presenti ad Eridu sono piccole "cappelle", ma nella
fase "classica" di Ubaid (strati 11-8) assumono la forma di
cella allungata, con ai lati ambienti più piccoli e sporgenti.
Successivamente, con i templi coevi allo strato 8 e poi, pienamente,
nella fase degli strati 7 e 6 (Ubaid tarda), si impone il modello del
tempio "tripartito" (alla cella allungata al centro vengono
associate due file di stanze). L'ingresso, originariamente posto al
centro, diviene laterale e vi si accede tramite una scala che
sopravanza con le ultime alzate la piattaforma di accesso. I muri
esterni sporgono e rientrano in alternanza: questo tipo
architettonico diverrà caratteristico del Vicino Oriente per 3000
anni.
I templi acquistano via via un'imponenza mai raggiunta fino ad allora
da alcun tipo di edificio: quelli della fase Ubaid classica potevano
misurare anche 20x12m. Mario Liverani arguisce che l'enucleazione
della funzione cultuale comportò subito dei precisi contraccolpi
sull'organizzazione del potere economico e politico, nella direzione
della centralizzazione. Le offerte affluiscono al tempio,
richiedendo un'organizzazione dell'attività di culto, ormai
pubblica. La stessa costruzione dei templi richiede un coordinamento
e una mobilitazione "statale" e il sacerdozio è da
presumersi divenga ben presto "professionale".
Esistono diversi indizi che avvalorano
l'ipotesi della riuscita centralizzazione delle funzioni di governo:
- Cresce
la presenza di prodotti artigianali di pregio, che presuppongono un
commercio già articolato, risultando insufficiente l'antica
distribuzione "ad alone" dai centri di produzione.
-
Cresce altresì la collocazione di crescenti margini di
ricchezza in contesti non strettamente funzionali alla
sopravvivenza, ma invece gravidi di significati simbolici. I
corredi funerari, ad esempio, mostrano una progressiva differenza in
termini di ricchezza, a dimostrazione che questa società comincia
a stratificarsi funzionalmente ed economicamente.
- La ceramica è
sempre più spesso prodotta in serie: diventa sempre di minor pregio
quanto più aumentano le richieste. Ciò presuppone la presenza di
artigiani impiegati a tempo pieno, rispetto ai quali una dirigenza
politica funge da committente permanente. Così, ad esempio, la
ceramica del periodo Ubaid "classico" è ancora fatta a
mano e risulta pregevole: le pareti "a guscio d'uovo" sono
sottili ed avanzate risultano le tecniche di impasto e di cottura,
mentre la pittura, oltre a recuperare motivi del passato, ne
aggiunge di nuovi, figurativi e zoomorfi. Nella fase dell'Ubaid
tardo, invece, la produzione risulta più frettolosa, la cottura è
irregolare e le forme denunciano l'"introduzione del tornio
lento", funzionale ad una produzione per grandi numeri. Questa
tendenza alla produzione seriale vedrà il suo culmine con
il periodo di Uruk.
Nella fase di Ubaid si va dunque verso
una centralizzazione del potere e una stratificazione sociale:
si assiste alla nascita di manodopera specializzata che aveva bisogno
di una committenza istituzionale che la mantenesse.
Il tempio diviene l'edificio
centrale, intorno al quale ruotano le funzioni di coordinamento, di
guida della società e di accumulo del surplus alimentare.
Culture
coeveA
nord, diversi centri prendono il posto della cultura di Halaf,
destinata a scomparire. Meglio nota è la zona che diverrà
l'Assiria, con i siti di Tepe Gawra, Arpachiya e Ninive,
ma anche altri nelle zone di Nuzi, di Shemshara, del Gebel
Singiar (in particolare Telul el-Thalatat) o del "triangolo
del Khabur" (in particolare Tell Brak).
I templi di
Tepe Gawra si succedono in una sequenza del tutto simile a quella di
Eridu, pur se leggermente tardiva. Nello strato 13 di Gawra si trova
un complesso templare formato da tre santuari, in cui a tratti
originali si mescolano tratti meridionali. Nella fase Ubaid, insomma,
il nord e il sud sembrano manifestare lo stesso avanzamento culturale
e tecnologico. Eppure le differenze spiccano e non mancheranno di
farsi sentire nel tempo. A Gawra sono frequenti gli edifici rotondi,
ereditati dal periodo di Halaf e presenti ancora nello strato 11
(corrispondente all'Uruk antico), che attestano la vicinanza di gusti
"pedemontani". Il meridione, nel complesso,
demograficamente è sempre più preponderante e si profila come
centro organizzativo rispetto alle aree "marginali", che
forniscono pietre dure e metalli. Pur avvertendo con forza l'influsso
culturale del sud, il nord si attesta su un sistema gentilizio, in
cui un forte ruolo ha appunto la personalità del capo.