sabato 23 agosto 2025

REGNO UNITO - Londra, British Museum / Elmo di Waterloo

 

L'elmo di Waterloo (noto anche come Elmo del ponte di Waterloo) è un elmo celtico cerimoniale in bronzo della Britannia pre-romana (circa 150-50 a.C.) ritrovato nel 1868 nel Tamigi presso Waterloo Bridge (Londra) ed oggi British Museum di Londra.
Si compone di due lamine di bronzo rivettate insieme alle quali si aggiungono due ornamenti conici, anch'essi in bronzo, e provvisti di bottoni superiori. La calotta è decorata con motivi repoussé tardo-lateniani. La foggia, per l'età del ferro, è attualmente unica in Europa. È comunque possibile, anche se i due non sono identici, avvicinarlo all'elmo cornuto raffigurato sul Calderone di Gundestrup. Per il luogo del suo ritrovamento e per la data della sua fabbricazione è da attribuire al popolo dei Cantiaci cui, secondo Claudio Tolomeo, apparteneva la città di Londinium. L'elmo fu dragato dal letto del Tamigi vicino al Waterloo Bridge nel 1868 e nel marzo dello stesso anno fu dato in prestito al British Museum dalla Thames Conservancy. Nel 1988, l'ente successore della Thames Conservancy, la Port of London Authority, donò il manufatto al British Museum.
La calotta dell'elmo è costituita da due fogli di bronzo, uno formante la parte anteriore e l'altro quella posteriore, rivettati insieme ai lati e in alto. Un pezzo di bronzo a forma di mezzaluna separato è rivettato alla parte inferiore del foglio anteriore e due corna di bronzo coniche con manopole terminali sono rivettate sulla parte superiore dell'elmo. Una striscia decorativa con una fila di rivetti copre l'unione tra i fogli anteriore e posteriore e gira intorno alla base delle corna. Alla fine della striscia, su entrambi i lati del casco, c'è un anello adatto per un sottogola o un guanciale. Ci sono una serie di piccoli fori attorno al bordo inferiore, che potrebbero essere stati usati per attaccare un rivestimento.
L'elmo era decorato con sei borchie in bronzo, di cui una ora mancante, tre sul davanti e tre sul retro. Questi hanno segni incrociati su di essi che suggeriscono che siano stati progettati per contenere borchie di smalto di vetro rosso ma questi non sono più presenti. C'è anche una decorazione a sbalzo lateniana sulla parte anteriore e posteriore dell'elmo. Il design è simile a quello della Grande Torque di Snettisham.
Essendo realizzato con sottili fogli di bronzo, l'elmo sarebbe stato troppo fragile per l'uso in battaglia, e quindi probabilmente era destinato ad essere utilizzato per scopi cerimoniali o da parata. Sotto questo aspetto è simile agli scudi in bronzo dell'età del ferro che sono stati trovati, che non sarebbero stati efficaci contro le armi contemporanee e avrebbero potuto essere usati solo a scopo di visualizzazione. In alternativa, è stato suggerito che l'elmo sia in ogni caso troppo piccolo per la maggior parte dei maschi adulti e potrebbe essere stato indossato da una statua in legno di una divinità celtica.
Si pensa che il motivo per cui l'elmo di Waterloo e gli scudi cerimoniali di bronzo come lo scudo di Battersea e lo scudo di Witham furono tutti trovati nei fiumi sia che furono gettati nel fiume come offerte votive agli dèi.
L'elmo di Waterloo è uno dei soli tre elmi dell'età del ferro trovati in Inghilterra e anche l'unico elmo con le corna risalente all'età del ferro ad essere stato trovato ovunque in Europa. Tuttavia, ci sono diverse raffigurazioni dell'età del ferro di persone che indossano elmi con le corna provenienti da altre parti d'Europa. Ci sono alcune incisioni di Galli che indossano elmi con le corna sull'Arco di Orange risalenti al 55 a.C. circa ma sono molto diverse dall'Elmo di Waterloo. Mentre l'elmo di Waterloo ha corna diritte e coniche con un'ampia base che sono rappresentazioni stilizzate di corna di animali, gli elmi raffigurati sulle incisioni di Orange mostrano corna di toro curve e realistiche tra le quali è collocata una ruota verticale. Simile alle raffigurazioni sull'arco trionfale di Orange è l'immagine di una figura che salta che indossa un elmo cornuto e tiene una ruota sul Calderone di Gundestrup dalla Danimarca, risalente al I secolo a.C. Quest'elmo ha una forma diversa dall'Elmo di Waterloo e le corna sono curve come quelle di Orange ma come l'Elmo di Waterloo le corna dell'elmo non sono appuntite, ma sono dotate di manopole terminali. Un bassorilievo dell'età del ferro a Brague, vicino ad Antibes (Francia), mostra anche rappresentazioni di persone che indossano elmi con le corna.
Nonostante le raffigurazioni di elmi cornuti sull'arco trionfale di Orange e altrove, l'elmo di Waterloo rimane l'unico esempio noto di un vero elmo con le corna di questo periodo e altri elmi dell'età del ferro che sono stati trovati, come l'elmo di Canterbury e l'Elmo di Meyrick della Gran Bretagna settentrionale, sono senza corna. Tuttavia, influenzate dalle caratteristiche iconiche dell'elmo di Waterloo, le moderne interpretazioni artistiche dei guerrieri dell'età del ferro li mostrano con indosso elmi cornuti, il che ha portato Miranda Aldhouse-Green, professore di archeologia all'Università di Cardiff, a commentare che è "un peccato che ha trovato un posto così saldo in molte ricostruzioni popolari di guerrieri britannici".


REGNO UNITO - Londra, British Museum / Piatto di Euforbo

 
Il piatto di Euforbo è il nome di un piatto della ceramica greco-orientale, dipinto con una scena mitologica in stile orientalizzante (stile delle capre selvatiche).
Prodotto forse a Coo, fu rinvenuto a Camiro, nell'isola di Rodi. È stato datato circa al 600 a.C., ha un diametro di 39 cm. ed è esposto nel British Museum di Londra.Nell'Iliade si racconta che Menelao, dopo aver ucciso il giovane troiano Euforbo, ne avesse poi portato via il cadavere con la sua armatura: il piatto rappresenta il successivo duello tra l'eroe acheo ed Ettore sul corpo di Euforbo. Vicino alle figure sono dipinti i nomi dei personaggi rappresentati. Il fatto che il cadavere sia più vicino a Menelao indica che questi starebbe vincendo il duello, anche se Ettore non verrà ucciso in tale confronto.

REGNO UNITO - Londra, British Museum / Leoni Prudhoe


I Leoni Prudhoe (anche Leoni rossi di Amenofi III) sono una coppia di sculture monumentali in granito rosso realizzate sotto la XVIII dinastia egizia, intorno al 1370 a.C., cioè durante il regno di Amenofi III "il Magnifico". Si trovano al British Museum di Londra. Erano originariamente posti a sorvegliare l'ingresso del Tempio di Soleb in Nubia, edificato dal nipote abiatico di Amenofi III, il giovane Tutankhamon.
I due leoni sono fissati in una posa rilassata e naturalistica, con le zampe anteriori placidamente incrociate e la testa rivolta di lato, che li differenzia dalle sfingi classiche con le zampe rigidamente distese in avanti e il muso fisso a guardare di fronte a sé. I leoni recano numerosi iscrizioni che ne attestano il riutilizzo da parte di vari sovrani nel corso dei secoli: destino condiviso da numerosi monumenti egizi di notevole pregio e prestigio. Le iscrizioni originali risalgono ad Amenofi III. In seguito la loro superficie accolse anche la testimonianza del restauro del Tempio da parte di Tutankhamon, con le seguenti parole: «Colui che rinnovò il Tempio di [per] suo padre [termine simbolico], il re dell'Alto e Basso Egitto Nebmara [Amenofi III], immagine di Ra, figlio di Ra, Amenofi, signore di Tebe»
Un'ulteriore iscrizione ne ricorda lo spostamento da parte di Ay, successore di Tutankhamon. Nel III secolo a.C. furono nuovamente spostati a Gebel Barkal, città meridionale, da parte di Amanislo, re kushita di Meroe; anche Amanislo fece incidere il proprio nome sui leoni.
All'inizio del XIX secolo i due leoni furono reperiti a Gebel Barkal da parte di Algernon Percy, IV duca di Northumberland, noto come Lord Prudhoe, di cui prendono il nome e che lì donò al British Museum nel 1835. Le due statue hanno la sigla d'inventario EA 2.

REGNO UNITO - Londra, British Museum / Lente di Nimrud

 

La "Lente di Nimrud" è un pezzo di cristallo di rocca dissotterrato da Austen Henry Layard nel 1850 nel complesso del palazzo di Nimrud, nell'Iraq settentrionale. La lente piano-convessa potrebbe essere stata utilizzata come lente d'ingrandimento o come uno specchio ustorio. Gli artigiani assiri creavano complesse incisioni, e potrebbero aver utilizzato questa lente nei loro lavori.
C'è una discussione in corso fra gli accademici sulla natura della "Lente di Nimrud" poiché una piccola minoranza, sostenuta dallo studioso Giovanni Pettinato, ritiene che questa sia la prova dell'esistenza di antichi telescopi, che potrebbero spiegare la grande accuratezza dell'astronomia assira. La maggior parte degli esperti di archeologia assira, però, non condivide questa ipotesi in quanto dubitano che una tale lente avesse una qualità ottica sufficiente per un uso di tipo astronomico.
Gli antichi Assiri affermavano che il pianeta Saturno fosse circondato da un anello di serpenti; Pettinato vede in questo una delle prove che gli anelli di Saturno furono osservati attraverso un telescopio. Altri studiosi ribattono però che la figura del serpente ricorre spesso nella mitologia assira e che non esiste menzione alcuna di un oggetto simile a un telescopio negli scritti di astronomia assira pervenutici fino ad oggi.
La "Lente di Nimrud" è oggi conservata al British Museum.

REGNO UNITO - Londra, British Museum / Amanti di Ain Sakhri

 

Gli amanti di Ain Sakhri è il titolo dato ad una scultura - alta 10, 2 cm - facente parte di tutta una serie di altre figurine rinvenute da René Neuville nel 1933 in una delle grotte denominate Ain Sakhri nei pressi di Betlemme. La scultura, datata all'incirca al 9 mila a.C., è considerata esser come la più antica rappresentazione conosciuta di due persone impegnate in un rapporto sessuale. La piccola scultura è esposta al British Museum di Londra.


REGNO UNITO - Londra, British Museum / Apollo Chatsworth

L'
Apollo Chatsworth, noto anche come Chatsworth Head è una testa di bronzo di dimensioni leggermente superiori al naturale che data a circa il 460 a.C. e che ora si trova al British Museum. La testa in origine era parte di una statua completa, probabilmente, (visto i capelli ricci che arrivano alle spalle) di Apollo, fatta di varie sezioni (testa, braccia, gambe, alcuni dei ricci dei capelli) prodotte separatamente con tecnica della fusione a cera persa poi riunite. Una gamba della stessa scultura è al Louvre (Br 69). Gli occhi probabilmente in origine erano fatti da inserti di vetro, marmo o avorio, tenuti in loco da piastre di bronzo ancora visibili, che piegano in fuori a formare le ciglia. Le labbra sembrano siano ricoperte con rame rosso per imitare il loro colore naturale. Nel 1834 il Louvre decise di acquistare la prima grande statua di bronzo rinvenuta in periodo moderno, dopo la sua scoperta in Italia, vicino all'Isola d'Elba. Due anni dopo una statua completa fu scoperta vicino Tamassos a Cipro e fu immediatamente recuperata dagli abitanti che la scavarono dalla sua posizione usando un carro di buoi.
Durante il viaggio la statua crollò perdendo gambe, braccia e torso. La testa fu acquistata da William Cavendish, VI duca di Devonshire a Smirne da H.P. Borrell nel 1838. 
Le altre parti della statua andarono perse, ma si pensa che una gamba, ora al Louvre, sia stata in origine parte della statua.
Il VI Duca del Devonshire e i suoi successori presero residenza alla Chatsworth House, da cui la statua prende nome. Fu prestata al Fitzwilliam Museum nella metà degli anni 1930 e fu poi acquistata, dall'XI duca, da parte British Museum nel 1958. È nel catalogo del British Museum con il numero 1958 0418 1 ed è esposto nella Room 15. Una piccola sezione laterale nel retro della testa, al livello degli occhi, è stata rimossa in un modo che implica che fosse stato fatto per permettere alla luce di illuminare gli occhi della statua. Può darsi che la testa fosse posizionata in modo da sfruttare questa caratteristica in un tempio, o la posizione del sole in un dato periodo dell'anno, ma questa è una ipotesi.

REGNO UNITO - Londra, British Museum / Rilievo Burney


Il Rilievo Burney è un altorilievo di terracotta, risalente al II millennio a.C. e di probabile fattura paleobabilonese. Alto 50 cm, fa parte della collezione Norman Colville al British Museum di Londra. Prende il nome dal suo scopritore, ma è stata soprannominata anche Regina della Notte (Queen of the Night in inglese) durante una mostra nel 2003.
Raffigura una divinità alata con zampe e artigli d'aquila, con a fianco dei gufi e due leoni sotto le sue zampe. Ma oltre al suo particolare soggetto, il rilievo è notevole per le sue dimensioni, eccezionali per il tipo di produzione fittile. Molto probabilmente si tratta della raffigurazione cultuale per un santuario secondario.
La figura rappresentata sembra essere stata identificata con la sumera Kisikil-lilla-ke dell'epopea di Ghilgameš, oppure, ma meno probabilmente, con Lilith, divinità babilonese del VII secolo a.C. Altri studiosi l'hanno identificata con la dea sumera Inanna o Ištar, ed è stata messa in relazione al mito del suo viaggio nell'Oltretomba. Per alcuni studiosi i suoi chiari simbolismi relativi all'oltretomba farebbero pensare ad una identificazione con Ereshkigal, sorella di Inanna e regina infernale. Altra identificazione è offerta dall'archeologo Antonio Invernizzi il quale, nei suoi testi Dal Tigri all'Eufrate, ha associato il rilievo alla probabile rappresentazione della dea accadica Ardat-lili.
Nonostante sia stata ritenuta da molti un falso, analisi scientifiche sul bassorilievo ne hanno accertato l'autenticità. Una rappresentazione molto simile si trova in un altro rilievo custodito al museo del Louvre.
La dea impugna il listello e la corda strumenti della giustizia.

REGNO UNITO - Londra, British Museum / Testa Arundel

La testa Arundel è una scultura ellenistica in bronzo, di un drammaturgo o re, proveniente dall'Asia Minore e ora esposta al British Museum. Datata II o I secolo a.C., un tempo appartenne (e da lui prese in nome) al collezionista britannico di antichità Thomas Howard, XXI conte di Arundel.
La testa è tutto ciò che rimane di una statua in bronzo a grandezza naturale. L'artista ha realisticamente trasmesso le caratteristiche usurate di un vecchio, tra cui un fronte rugosa, occhi a mandorla e bocca imbronciata, che danno al ritratto un'aria di potere e autorità. I capelli sono legati da un nastro, cosa che suggerisce potrebbe trattarsi di un poeta. Qualcuno ha ritenuto che potesse rappresentare lo scrittore greco antico Omero e oggi si considera possa impersonare sia l'antico commediografo greco Sofocle che un re macedone.
Recenti ricerche hanno portato a pensare che la testa Arundel potrebbe essere stata originariamente trovata a Smirne, in Turchia. La scultura in bronzo venne portata in Inghilterra da Costantinopoli agli inizi del XVII secolo come parte della raccolta di Thomas Howard, XXI conte di Arundel. Successivamente entrò in possesso del dottor Richard Mead e poi di Brownlow Cecil, IX conte di Exeter, che la donò al British Museum nel 1760, facendone uno dei primi pezzi di antichità classiche ad entrare nella collezione nazionale.

REGNO UNITO - Londra, British Museum / Apollo Strangford

 

L'Apollo Strangford o Kouros di Anafi è un'antica scultura greca marmorea raffigurante un giovane maschio nudo, chiamato kouros (ragazzo idealizzato) e identificato con un'immagine arcaica del dio Apollo. Alto 100 cm, il suo autore rimane anonimo.
Risalente all'incirca al 500-490 a.C. e proveniente dalla zona delle isole Cicladi, molto probabilmente da Anafi, prende il suo nome da Percy Clinton Sydney Smythe, sesto visconte di Strangford (1780-1855) che un tempo lo possedeva quand'era ambasciatore del suo paese per il re del Portogallo in Brasile.
Attualmente si trova conservato al British Museum di Londra. Da un punto di vista artistico la statua mostra la rapida evoluzione verificatasi nello stile della scultura antica, nel passaggio che va dal kouros allo stile severo ed infine alla scultura greca classica.Mantenutosi in ottime condizioni, le uniche parti mancanti sono le braccia e la parte inferiore delle gambe, rappresenta un adolescente mentre si appresta a fare un passo avanti con il piede sinistro. L'espressione del volto rimane alquanto grave, con un leggerissimo accenno all'attributo definito con l'epiteto di sorriso arcaico. I capelli corti sono estremamente ordinati e formano una corona di riccioli che ne viene a circondare tutto il capo.
Il disegno della muscolatura del torso è anatomicamente corretta e la sua prestanza fa presumere l'eccellente qualità dell'educazione fisica impartita agli adolescenti maschi dell'aristocrazia del tempo. La posizione delle braccia non era già più perfettamente in verticale parallela al corpo, ma veniva lasciata libera quasi in atteggiamento d'abbandono o forse tenendo in mano qualcosa. Il peso corporeo inoltre non è ugualmente supportato dalle due gambe, ma poggia invece principalmente sul piede destro, rilasciando la sinistra in un movimento che rende tutto il resto del corpo in una posizione perfettamente naturale.


REGNO UNITO - Arciere di Amesbury

 

Col nome di Arciere di Amesbury (soprannominato il "Re di Stonehenge" dalla stampa britannica, sebbene nulla metta in connessione il sito e l'arciere) si indica un uomo di 35-45 anni della prima età del Bronzo (databile attorno al 2300 a.C.), trovato nel maggio 2002 ad Amesbury, nei pressi di Stonehenge (Inghilterra).
Questa tomba riveste una grande importanza sia perché è una delle più ricche di quell'epoca mai scoperte in Gran Bretagna sia per le sue connessioni con l'Europa continentale. La datazione di questa sepoltura è stata resa possibile dalla presenza di cinque vasi funerari associabili con la Cultura del vaso campaniforme. Vicino all'arciere è stato trovato il corpo di un altro uomo, probabilmente un suo parente.
Il ricco corredo funerario comprendeva oltre cento oggetti, tra cui orecchini d'oro, coltelli di rame e vasellame. L'uomo è stato soprannominato arciere per le molte punte di frecce trovate nel corredo.
Attraverso un'analisi condotta sullo smalto dei denti, è stato possibile individuare la provenienza dell'"Arciere" da una regione fredda dell'Europa centrale, in un'area compresa tra la Svizzera, l'Austria e la Germania. Si pensa che sia stato uno dei primi fabbri della Gran Bretagna.
L'esempio dell'Arciere di Amesbury è usato dai sostenitori dell'ipotesi secondo cui la diffusione della Cultura del vaso campaniforme (Bell Beaker culture in inglese) fu determinata da movimenti di popolazioni e non dalla semplice diffusione e adozione di modelli per la fabbricazione di oggetti.

venerdì 22 agosto 2025

REGNO UNITO - Marlborough Mound

 

Marlborough Mound è un monumento neolitico nella città di Marlborough nella contea inglese del Wiltshire. Alto 19 metri, è secondo solo alla vicina Silbury Hill in termini di altezza per un monumento del genere. Uno studio moderno colloca la data di costruzione intorno al 2400 a.C. 
Marlborough Mound fa parte di un complesso di monumenti neolitici in questa zona, che comprende l' Avebury Ring, Silbury Hill e il West Kennet Long Barrow. È vicino alla confluenza del fiume Kennet e si trova all'interno dei terreni del Marlborough College, su una proprietà privata.
Sin dalla sua costruzione, il tumulo ha funzionato come motte per un castello normanno, come elemento da giardino per una dimora signorile e come sito per una torre idrica all'interno del Marlborough College. Oggi rimangono solo i terrapieni; alla sua base si trova una grotta che faceva parte di una fontana del XVIII secolo. Negli ultimi anni c'è stato un rinnovato interesse per il sito in merito al suo restauro e alla sua conservazione come sito culturalmente e storicamente significativo nel Wiltshire. Inoltre, la sua relazione con la vicina Silbury Hill ha generato interesse accademico su come il tumulo costituisca parte di un complesso archeologico più ampio nel Wiltshire.


Il tumulo si trova sul lato occidentale di Marlborough all'interno dei terreni del Marlborough College, vicino alla confluenza del vicino fiume Kennet. Si trova vicino a Silbury Hill (circa 8 km a ovest del tumulo), Hatfield Barrow, Sherrington Mound, Manton Barrow e il cimitero di Marlborough Common.
Il tumulo è alto oltre 18 metri dalla superficie attuale del terreno e la sua sommità ha un'altezza di 149,76 metri OD . Il diametro basale è di 83 metri e misura 31 metri in cima. La struttura del tumulo è cambiata nel tempo, spesso per adattarsi alle varie funzioni che ha svolto. Nel 1654, era stato integrato nei terreni della maestosa casa costruita adiacente ad esso. Gli occupanti, la famiglia Seymour , hanno abbellito il tumulo e tagliato o ritagliato un percorso a spirale che progrediva attorno al tumulo dalla base alla sommità. La passerella è larga poco più di 1,5 metri, richiedendo quattro giri del tumulo per raggiungerla. Gradini in cemento sono costruiti nel lato sud del tumulo, consentendo un accesso moderno. 
Diversi archeologi e storici accademici come Joshua Pollard e Jim Leary hanno discusso di come comprendere la costruzione del tumulo non in termini di prodotto finito, ma piuttosto come una serie di fasi. Si ipotizza che questa serie abbia richiesto circa un secolo: una serie di tumuli più piccoli progressivamente ingranditi con ghiaia e argilla. Pertanto, gli studiosi preferiscono pensare al tumulo neolitico in termini di fasi di sviluppo e non come un prodotto finito. 
I campioni di carotaggio prelevati nel 2010 da Geotechnical Engineering Ltd hanno fornito informazioni sui materiali naturali utilizzati nella struttura del tumulo. Questi materiali includevano diverse varietà di argilla in diversi colori, come gessoso, limoso pallido e marrone giallastro, nonché ghiaia selciosa. Sono stati prelevati campioni di carbone che hanno consentito la datazione al radiocarbonio e questi pezzi hanno fornito l'età del tumulo come neolitico. 


Lo scopo originario del Marlborough Mound è sconosciuto. Una leggenda locale narra che il tumulo fosse il sito della sepoltura di Merlino , dato il motto della città di Marlborough "ubi nunc sapientis ossa Merlini" ( dove ora si trovano le ossa del saggio Merlino). William Stukeley , l'antiquario, credeva che un tempo un forte romano occupasse il sito dove si trova il tumulo, basandosi sul ritrovamento di monete romane. Reperti romani furono trovati in successive indagini di AS Eve nel 1892 e HC Brentnall nel 1938. 
Lo storico Ronald Hutton ha ipotizzato nel 2016 che il tumulo fosse una piattaforma oratoria utilizzata per scopi sociali da una comunità, o avesse un significato rituale per la comunità.
Nel 1067, Guglielmo il Conquistatore assunse il controllo dell'area di Marlborough e incaricò Roger, vescovo di Salisbury, di costruire il castello in legno a motte-and-bailey sul tumulo. Ethelric, vescovo di Selsey, fu imprigionato e morì nel castello nel 1070.  La vicina foresta di Savernake fu trasformata in un terreno di caccia reale e il castello di Marlborough divenne una residenza reale. La pietra fu in seguito utilizzata per rafforzarlo, intorno al 1175. Tra il 1227 e il 1272, Enrico III investì nella ristrutturazione del castello, in particolare nelle aree residenziali e nella cappella di San Nicola. Dopo la sua morte, Marlborough perse il favore come residenza reale. Il castello cadde in rovina dopo che non fu più utilizzato dal 1370. Fu osservato che era in rovina dopo il 1541. Edoardo VI lo passò poi alla famiglia Seymour poiché aveva relazioni con loro tramite sua madre, Jane Seymour .
I Seymour scavarono una caverna e costruirono una grotta di selce e un sentiero a spirale fino alla cima. Nel XVIII secolo, Lady Hertford incorporò il tumulo nei giardini della dimora signorile: c'erano una cascata e un canale, alimentati da una torre dell'acqua in cima al tumulo, e tre piscine fuori dall'ingresso della grotta riflettevano la luce del sole all'interno dalla superficie dell'acqua. Questo utilizzo fa parte di una tradizione di tumuli da giardino che erano importanti in Gran Bretagna dalla fine del XVI secolo. La grotta decorata con conchiglie è l'unica reliquia rimasta di queste caratteristiche. Fu utilizzata come deposito per biciclette una volta che il tumulo cessò di essere incorporato nei giardini. 
Dopo la morte dell'ultimo duca di Somerset di quel ramo, la dimora signorile divenne una locanda per la sosta delle carrozze, la Castle Inn, che fu operativa dal 1751. Al culmine del commercio, quarantadue carrozze passavano attraverso la Castle Inn ogni giorno, poiché Marlborough era situata in una posizione comoda sulla strada da Londra a Bath. 
Nel XIX e XX secolo il tumulo servì come sito per una cisterna d'acqua per il Marlborough College, fondato nel 1843, che da allora è stata rimossa.
La maggior parte delle indagini e delle speculazioni registrate sul tumulo sono avvenute dalla fine del XVIII secolo ai giorni nostri. Le metodologie utilizzate dagli investigatori sono variate dall'uso di scavi tradizionali al carotaggio moderno. Una delle prime indagini fu condotta da William Stukeley nel 1776, che scrisse nell'Itinerarium Curiosum del recupero di monete romane nel sito.
Il XIX e l'inizio del XX secolo sono caratterizzati da tecniche archeologiche tradizionali. L'ipotesi che Marlborough Mound fosse archeologicamente collegato a Silbury Hill fu avanzata per la prima volta nel 1821 da Richard C. Hoare nella sua pubblicazione The Ancient History of Wiltshire , dove collocò i due siti all'interno di un complesso archeologico più ampio.  Hoare suggerì che il sito fosse di origine preistorica. Nel 1892, una pubblicazione di recenti scavi al Marlborough College includeva un palco trovato sui pendii del tumulo. Altri palchi furono trovati negli anni successivi da HC Brentnall, un maestro di scuola del college, e alimentarono il caso originale di Hoare sulle origini preistoriche del tumulo in opposizione all'idea che fosse un luogo di sepoltura per Merlino o costruito esclusivamente per ospitare il castello normanno. Brentnall suggerì che l'impregnazione di gesso sui palchi rendeva improbabile che potessero essere stati sepolti dopo la costruzione del tumulo. Due monete romane furono recuperate dal suo 'fosso del castello'.
Con l'avanzare del XX secolo, il ritrovamento di manufatti medievali e una revisione delle prove precedentemente raccolte hanno portato a mettere in discussione le origini preistoriche. Nel 1955 e nel 1956, gli scavi sul lato occidentale hanno trovato rifiuti del periodo medievale, tra cui ceramiche normanne. Ancora nel 1997, si è concluso che il tumulo rientrava nell'intervallo di dimensioni di una motta medievale. Un'analisi delle prove disponibili ha concluso che senza ulteriori ritrovamenti il ​​tumulo era "essenzialmente una costruzione medievale". 
Tra la fine del XX e l'inizio del XXI secolo, le indagini sul tumulo continuarono. La Commissione reale sui monumenti storici d'Inghilterra esaminò il tumulo nel 1999. Il Marlborough Mound iniziò a essere considerato un possibile sito comparativo di Silbury Hill nel 2008. Si pensava che l'estrazione di materiale databile dal tumulo fosse meglio ottenuta prendendo carote dal tumulo. La Geotechnical Engineering Ltd prese sei carote, due prese da fori di trivellazione praticati sulla sommità. In un articolo di Jim Leary, Matthew Canti, David Field, Peter Fowler e Gill Campbell, l'età del tumulo fu datata alla seconda metà del terzo millennio. La data più antica ( terminus post quem ) per la costruzione fu trovata essere 2580-2470 cal a.C. 
L'interesse nell'indagare il tumulo lo ha portato a una discussione più ampia su come i tumuli possano essere utilizzati per conoscere le persone che vivevano in questa parte della Gran Bretagna neolitica. Queste domande sono state poste da una varietà di prospettive interdisciplinari. L'archeologo Jim Leary ha suggerito un collegamento metafisico con l'acqua e la sua venerazione. La sua teoria si basa sulla vicinanza al fiume Kennet, che è anche caratteristico di Silbury Hill. I fiumi nel periodo neolitico erano un mezzo di trasporto vitale. La geologa Isobel Geddes collega il posizionamento del tumulo come espressione del culto dell'acqua. Nigel Bryant ha suggerito che il tumulo fosse un monumento alla dea della Terra. Il periodo in cui il tumulo e gli altri nel Wiltshire furono costruiti coincise con la comparsa dei primi vasi inglesi , il che ha portato a sostenere che la costruzione del tumulo è correlata all'affermazione di una popolazione nativa durante un periodo di mobilità sociale e culturale.
Il restauro del tumulo è in parte una risposta allo stato di degrado del tumulo, così come al rinnovato interesse accademico per il tumulo e il sito. Negli anni '80, iniziarono i lavori di restauro della grotta delle conchiglie, supervisionati da Diana Reynell (un'insegnante del college) e assistiti dagli studenti. 
Lo sforzo di restauro è stato finalizzato ad affrontare il rischio di crollo e a mantenere l'integrità strutturale del tumulo. La conservazione strutturale è stata effettuata come risposta ai crescenti pericoli di destabilizzazione da parte delle radici degli alberi. Peter Carey, che ha gestito parte dei lavori di restauro, ha evidenziato la crescita eccessiva di alberi sul tumulo come un pericolo: se uno cadesse, rischierebbe di distruggere l'intero tumulo. Nel 2016, il restauro ha mirato alla rimozione della chioma degli alberi, alla stabilizzazione del terreno con erba, alla stesura di terriccio fresco e all'iniezione di un gel sulla sommità del tumulo per tenere insieme la struttura. La rimozione degli alberi e la piantumazione di siepi sono state completate nel 2020. 
Il Marlborough Mound Trust è stato fondato nel 2000 ed è il principale finanziatore del restauro del tumulo. Il trust si impegna a conservarlo e a promuovere l'istruzione su di esso; ha dichiarato una spesa di £ 87.600 per l'anno finanziario 2018. Supporta anche le indagini accademiche sul tumulo e ha finanziato il progetto di carotaggio che ha avuto luogo nell'ottobre 2010.


REGNO UNITO - Seahenge (o Holme I)

 

Seahenge
, noto anche come Holme I, è un monumento preistorico rinvenuto nel villaggio di Holme-next-the-Sea, vicino a Old Hunstanton, nella contea inglese di Norfolk, costruito nel XXI secolo a.C., durante la prima Età del bronzo.
Il sito consisteva in un anello esterno composto da cinquantacinque tronchi di quercia a formare una sorta di recinto di circa 7 per 6 metri. Invece di essere messe in fori singoli, le travi erano state disposti intorno ad una trincea di costruzione circolare. I tronchi vennero tagliati a metà e posti in cerchio, attorno a una radice capovolta, in modo che la parte con la corteccia fosse rivolta all'esterno del cerchio, lasciando all'interno la parte dove era stato praticato il taglio (ad eccezione di un tronco, ruotato di 180 gradi rispetto agli altri). Uno dei tronchi aveva una stretta fessura a Y, forse per permettere l'ingresso; di fronte a questo, era posto un tronco che impediva di vedere all'interno del cerchio.
I tronchi erano infossati a una profondità di 1 metro nella spiaggia odierna, ma è ignoto quanto fossero alti in origine.
Anche se l'esistenza di questa struttura era nota agli abitanti del luogo, Seahenge venne così battezzato dalla stampa, nel 1998, ispirandosi alla più nota Stonehenge nel Wiltshire. La notorietà del sito è cresciuta a causa di manifestazioni contrarie allo scavo organizzate dagli abitanti di Holme-next-the-Sea, che avrebbero voluto mantenere nella città il sito turistico, e dai neopagani, che reputavano la rimozione della struttura un insulto alle credenze religiose dei suoi originali costruttori.
 

Seahenge venne costruito durante l'Età del bronzo, un periodo che ha visto la crescente adozione di agricoltura e vita sedentaria in Gran Bretagna. Chi ha costruito il monumento ha fatto uso di almeno una cinquantina di asce in bronzo, che sono stati utilizzate per modellare il legno alla lunghezza e nella forma voluta, in un momento in cui, gli archeologi ritengono, gli strumenti in bronzo erano ancora relativamente rari, essendo stati introdotti in Gran Bretagna solo qualche secolo prima.
Utilizzando varie tecniche, gli archeologi sono giunti alla conclusione che gli alberi utilizzati nella costruzione del monumento erano stati tutti abbattuti nello stesso anno, il 2049 a.C., mentre la condizione dell'alburno indicava un abbattimento in primavera o all'inizio dell'estate. Secondo lo scrittore Charlie Watson «la conferma che tutti gli alberi siano stati abbattuti nello stesso periodo suggerisce che la costruzione del cerchio sia stato un singolo evento. Inoltre, una grande quantità di lavoro che sarebbe servita all'abbattimento, trasporto, preparazione ed erezione dei tronchi, quindi è probabile anche che il lavoro è stato fatto da un gran numero di persone - forse un'intera comunità o una famiglia allargata».


Seahenge venne originariamente costruito su una palude d'acqua salata, e nel corso dei secoli la zona è diventata una zona d'acqua dolce, grazie alla crescita di una barriera al largo che ha impedito all'acqua di mare di raggiungere l'area attorno al sito. Questo a sua volta ha permesso la crescita di ontani, che hanno creato uno strato di torba sopra le distese fangose. Con l'aumento del livello del mare, la sabbia ha cominciato a coprire la torba. Attraverso questo processo, Seahenge alla fine si è trovata dall'entroterra ad essere sulla spiaggia, dove è stato rinvenuto dopo una forte erosione di sabbia e torba alla fine del XX secolo, quattromila anni dopo la sua costruzione originale.
I ricercatori sono stati in grado di determinare l'attività Seahenge nei secoli successivi alla costruzione, e il suo scopo è di conseguenza sconosciuto. Tuttavia, la presenza di ceramiche risalenti alla Media e alla Tarda età del bronzo presso il sito suggerisce che sia restato un punto focale anche secoli dopo la costruzione. Le teorie sul sito si sono concentrati sull'idea di inversione, come rappresentato dal cippo centrale posto a testa in giù e dal singolo palo ruotato di 180 gradi rispetto agli altri. Il tema dell'inversione, è stato notato che in alcuni siti di sepoltura risalenti all'inizio dell'età del bronzo.
Seahenge è così chiamato per analogia con Stonehenge, sebbene non sia in possesso di un vero e proprio henge e sembra aver avuto una funzionalità minore.
Una teoria di utilizzo è che Seahenge fosse luogo dove veniva pratica la scarificazione dei cadaveri, lasciandoli in balia di animali ed elementi naturali, piuttosto che un henge.
All'inizio della primavera, 1998, John Lorimer, archeologo dilettante, trovò una testa di ascia risalente all'Età del bronzo nel limo, ma in un primo momento non sapeva cosa fosse. Incuriosito, Lorimer visitò la zona più volte, fino a trovare un solitario ceppo di albero che era merso sulla spiaggia, insolitamente a testa in giù. Dopo altri ritrovamenti, grazie all'aiuto di un'amica dotata di cercametalli, e riconosciuto l'importanza del sito, ha contattato il Museo del Castello di Norwich. Gli archeologi del museo hanno esaminato la testa d'ascia, la seconda trovata a Holme Beach in pochi mesi. Lentamente, l'erosione delle onde ha rivelato l'esistenza di un anello formato da pali di legno, segno di una costruzione artificiale.
Il museo contattò Edwin Rose, del Norfolk Landscape Archaeology's Development che, in un primo momento, ritenne essere il sito una trappola per pesci costruita dagli anglosassoni, relativamente comune per l'area, ma ha in seguito deciso di contattare l'English Heritage per finanziare lo scavo.
Lo scavo archeologico a Seahenge iniziò nell'ottobre 1998, diretto da Mark Brennand della Norfolk Archaeological Unit. Si è dimostrato un luogo difficile da scavare: a causa delle maree, i lavori per scavare la trincea erano limitati da una a quattro ore al giorno. Un campione per l'analisi dendrocronologica venne estratto dal ceppo centrale e inviato all'Università di Sheffield. Nel gennaio 1999, i risultati preliminari indicarono il monumento come risalente all'Età del bronzo. Nonostante la stima di spese ingenti, l'English Heritage ha deciso di continuare lo scavo, perché il sito stava iniziando a erodersi: sezioni di legno erano stato esposto a corrosione da ossigeno e salamoia, dopo millenni, protetto nel fango.
Inizialmente, c'era poco interesse da parte dei media dello scavo, riportato solo in pubblicazioni archeologiche come il British Archaeology del Council of British Archaeology e alcuni giornali locali del Norfolk. Il 9 gennaio 1999, un articolo di Michael McCarthy sul The Independent intitolato «Shifting Sands Reveal 'Stonehenge of the Sea'» ("Le sabbie mobili rivelano la 'Stoenhenge del mare'"). L'articolo venne ripreso da vari giornali che iniziarono a paragonare il sito a Stonehenge, nonostante le molte differenze tra i due siti, tanto che la nuova scoperta venne denominata "Seahenge".
I neopagani e sostenitori dei movimenti New Age erano contrari allo scavo e allo spostamento del sito, in quanto sentivano di avere una sorta di "proprietà spirituale del cerchio". Dello stesso parere erano le organizzazioni locali che avrebbero voluto creare una nuova meta turistica locale; a queste, si contrastarono le rimostranze del Norfolk Wildlife Trust e di alcune associazioni ambientaliste locali, preoccupate per la fauna della zona, dato che già nei primi tre mesi del 1999 il sito aveva attirato circa 5 000 visitatori che avrebbero disturbato l'alimentazione degli uccelli trampolieri dell'Holme Dunes National Nature Reserve.
Geoffrey Wainright, capo archeologo dell'English Heritage, diede il via libera allo scavo completo nel marzo 1999. Il costo della procedura ammontò a 500000 £ e i legname venne spostato al Fenland Archaeological Trust di Flag Fen nel Cambridgeshire.
Il gruppo di scavo, oltre alle difficoltà dovuta alle maree e alla conservazione della fauna che si era stabilita nel sito, ha dovuto anche difendersi dalle proteste degli abitanti e dei gruppi neopagani; delegati dell'English Heritage hanno discusso con i protestanti, ma nessuno è riuscito a trovare una soluzione comune. Uno dei più accesi contestatori, il Neopagano e conservatore Buster Nolan, ha dichiarato all'Eastern Daily Press che «Seahenge ha più significato e potere sulla spiaggia qui a Holme che in qualsiasi altro posto... Qui vengono spesi 60 mila dollari da archeologi che si danno pacche sulla schiena, raccontandosi a vicenda di star facendo la cosa giusta. È una farsa». Nolan si rivolse ad alcuni avvocati locali nel tentativo di ottenere che i tribunali intercedessero per conto dei protestanti, ricevendo offerte dal Council of British Druid Order e da un uomo d'affari locale, Mervyn Lambert, che ha detto ai giornalisti che «il popolo di Norfolk dovrebbe avere più palle... mi meraviglio che stiano permettendo che ciò accada.» Gli avvocati rifiutarono di esaminare il caso, credendo che non potrebbe vincere contro l'English Heritage.
English Heritage ottenne un'ingiunzione provvisoria che vietava l'avvicinamento al sito ai manifestanti più importanti nelle vicinanze del sito, tra cui Des Crow, Geoff Needham, Buster Nolan e Rollo Maughfling, che erano saliti in cima a Seahenge per declamare una proclamazione in otto punti. Needham e Maughfling contestarono con successo il divieto, poiché la corte ha convenuto che nessuno dei due aveva tentato di ostacolare il lavoro degli archeologi. La pubblicità e le polemiche che circondavano lo scavo hanno portato la compagnia televisiva britannica Channel 4 a commissionare un episodio speciale della serie archeologica Time Team che documentasse lo scavo stesso e mettesse in scena una ricostruzione archeologica sperimentale del sito durante l'Età del bronzo. Dopo diverse settimane di lavoro, gli archeologi decisero di rimuovere fisicamente i legni principali dal sito, un evento per il quale i media erano stati informati. All'evento si radunarono diversi manifestanti, tra cui una giovane manifestante che corse sotto la corda che delimitava il sito e si diresse verso lo scavo.
Con Seahenge scavato, i tronchi con cui era stato costruito furono trasportati a cinquanta miglia di distanza al Fenland Archaeology Trust a Flag Fen nel Cambridgeshire, dove vennero velocemente immersi in acqua dolce per la conservazione. I tronchi sono stati quindi ripuliti dal fango e posti in un deposito permanente. L'English Heritage ha utilizzato la tecnologia di scansione laser per ottenere immagini precise del legno in tre dimensioni, consentendo agli archeologi di creare un modello virtuale dell'intero sito.
A Flag Fen, è stato quindi continuamente immerso in acqua emulsionata con cera per sostituire lentamente (nel corso degli anni) l'umidità nel legno con la cera. Successivamente è stato trasferito a Portsmouth, dove gli esperti di archeologia marittima del Mary Rose Trust hanno continuato il programma nel loro sito appositamente costruito. Seahenge è ricreato vicino al suo sito originale, al Lynn Museum di King's Lynn nell'aprile 2008


Holme II

Cento metri a est, è stato trovato un altro anello più antico, costituito da due cerchi concentrici di legno che circondano una due tronchi di quercia. Conosciuto come Holme II, risale ai secoli prima di Holme I (2400-2030 a.C. circa) sebbene i due siti possano essere stati utilizzati insieme. Sebbene anch'esso minacciato dal mare, questo sito è stato lasciato in situ ed esposto alle azioni di marea del mare.


REGNO UNITO - Hougue Bie

 

La Hougue Bie è un sito storico, con museo, nella parrocchia di Jersey di Grouville. La Hougue Bie è raffigurata sulla banconota da 1 sterlina di Jersey del 2010 .
Il sito è costituito da una camera di passaggio lunga 18,6 metri coperta da un tumulo di terra alto 12,2 metri. Il sito fu scavato per la prima volta nel 1925 dalla Société Jersiaise. Furono trovati frammenti di venti supporti di vasi insieme ai resti sparsi di almeno otto individui. Erano presenti anche beni funerari, per lo più ceramiche. In un certo momento del passato, il sito era stato evidentemente penetrato e saccheggiato. Sulla cima del tumulo furono costruite due cappelle medievali. Le Isole del Canale hanno cinque tombe di passaggio con camere laterali (La Hougue Bie, La Pouquelaye de Faldouet e Grantez a Jersey, La Varde e Le Déhus a Guernsey ).
La Hougue Bie è un sito rituale neolitico che fu in uso intorno al 4000-3500 a.C.
 

Nell'Europa occidentale , è una delle tombe a corridoio più grandi e meglio conservate e il monumento più impressionante e meglio conservato del gruppo delle tombe a corridoio armoricane. Sebbene siano definite "tombe a corridoio", erano siti cerimoniali, la cui funzione era più simile a chiese o cattedrali , dove le sepolture erano incidentali. Dagli scavi e dal restauro dell'ingresso originale del passaggio, le osservazioni dall'interno della tomba all'alba dell'equinozio di marzo (equinozio di primavera) e dell'equinozio di settembre (equinozio d'autunno) hanno rivelato che l'orientamento del passaggio, probabilmente fortuitamente, consente ai raggi del sole di brillare attraverso la camera entrando nella rientranza posteriore della cella terminale. Sebbene molte tombe a corridoio mostrassero prove di attività continuata nel tardo periodo neolitico, La Hougue Bie fu abbandonata prima di quel momento. 
In cima al tumulo ci sono due cappelle medievali, una del XII secolo e l'altra del XVI secolo. Questo complesso edilizio è stato modificato molto nel corso della sua storia, incluso essere stato inghiottito per un periodo dalla Torre del Principe . La costruzione di questa torre fu iniziata nel 1792 da Philippe d'Auvergne , che giustificò il lavoro erigendo una stazione di segnalazione sulla torre come fulcro di un sistema di comunicazione per tutta l'isola. L'edificio fu demolito nel 1924.
Durante la seconda guerra mondiale fu utilizzato come punto di osservazione chiave e un bunker di comando sotterraneo fu costruito nel tumulo e nelle vicinanze. Questa struttura è aperta al pubblico e ospita una mostra commemorativa dei lavoratori provenienti da tutta Europa costretti a costruire difese a Jersey durante l'occupazione tedesca.
Il sito, gestito da Jersey Heritage , ospita anche la nuovissima mostra archeologica dell'isola sul tesoro di Grouville - Unearthing Le Câtillon II - il più grande tesoro di monete celtiche del mondo. Si prova ad esplorare cosa potrebbe aver spinto le persone a seppellire un tesoro di 70.000 monete e gioielli a Jersey 2.000 anni fa. 

REGNO UNITO - Tripontium

 

Tripontium fu un insediamento della Britannia romana, posto lungo la Watling Street, la strada romana che portava al Galles settentrionale. Esso sorgeva nell'odierna parrocchia civile di Newton and Biggin, principalmente nella contea inglese del Warwickshire e in parte del Leicestershire, circa 5,5 km a nordest di Rugby e circa 5 km a sud di Lutterworth. Tripontium è citato dall'Itinerarium Antonini.
Il nome Tripontium significa "luogo dei tre ponti", in riferimento ai vicini ponti sul fiume Avon e su due suoi tributari.
Tripontium era in origine una postazione militare di frontiera, fondata poco dopo la conquista romana della Britannia, attorno al 50 d.C.; successivamente si sviluppò fino a diventare un centro abitato, che fu popolato per circa 400 anni. Verso la fine del IV secolo d.C., quando i Romani lasciarono la Britannia, Tripontium fu abbandonato.
La posizione esatta di Tripontium rimase sconosciuta per secoli, fino a quando l'antiquario Matthew Bloxam lo localizzò nel 1836. Gli scavi archeologici del sito iniziarono nel 1961 a cura della Rugby Archaeological Society e sono tuttora in corso.
Inizialmente, si riteneva Tripontium un piccolo insediamento, cresciuto lungo la strada, di scarsa importanza. Gli scavi hanno invece dimostrato che fu un'importante città britannica romana, con grandi terme pubbliche, un vasto edificio amministrativo e una mansio. Vi si sono rinvenuti numerosi reperti ceramici, monete romane e altri reperti.
Sfortunatamente, parte dell'area dell'insediamento è stata distrutta dalla moderna estrazione di ghiaia e parte del sito è attualmente non disponibile per l'esecuzione di scavi. Ciò nonostante, è estremamente probabile che nel sito si possano rinvenire ulteriori edifici, come ad esempio resti di templi o del foro. Gli scavi di Tripontium sono stati i più estesi di questa tipologia mai eseguiti da una società archeologica amatoriale.
Tripontium fu probabilmente l'insediamento romano più importante dell'area. La città era collocata a circa 13 km a sud di Venonis (High Cross), il punto in cui la Watling Street incrociava la Fosse Way. L'ampia dimensione delle terme e la mansio fanno ritenere agli storici che Tripontium avesse sia il ruolo di importante stazione di sosta per i viaggiatori, sia militari sia civili, sia di centro amministrativo per l'intera area circostante.
Attualmente, il sito non è aperto al pubblico; molti dei reperti degli scavi sono in mostra alla Rugby Art Gallery and Museum.


REGNO UNITO - Portus Dubris

 

Portus Dubris, noto anche semplicemente come Dubris o Dubrae, era un porto della provincia romana della Britannia sul sito dell'attuale città di Dover, nel Kent, in Inghilterra.
Come punto più vicino all'Europa continentale ed essendo posto sull'estuario del fiume Dour, il sito era l'ideale come porto per attraversare la Manica. Il Dour è ora coperto per gran parte del suo corso dalla moderna città di Dover . In epoca romana, divenne un importante porto militare, mercantile e di attraversamento del Canale e, con Rutupiae, fu uno dei due punti di partenza della strada più tardi conosciuta come Watling Street. Fu fortificato e presidiato inizialmente dalla flotta Classis Britannica, e in seguito da truppe acquartierate in uno dei forti del litus Saxonicum.
All'inizio della prima spedizione in Britannia nel 55 a.C., Giulio Cesare cercò inizialmente di sbarcare a Dubris, il cui porto fu presumibilmente identificato da Gaio Voluseno come un approdo adatto. Tuttavia, quando arrivò in vista della riva, le forze dei Britanni si radunarono sulle colline e sulle Scogliere di Dover dissuadendolo dallo sbarco, poiché le falesie erano "così vicine alla riva che i giavellotti potevano essere lanciati da loro" verso chiunque fosse sbarcato. Dopo un'attesa all'ancora "fino alla nona ora" (le tre del pomeriggio), aspettando che le sue navi da rifornimento arrivassero e tenendo nel frattempo un consiglio di guerra, ordinò ai suoi subordinati di agire di propria iniziativa per poi navigare con la flotta per circa sette miglia lungo la costa per trovare una spiaggia aperta.
La flotta romana nelle acque britanniche era la Classis Britannica che aveva lo scopo principale di proteggere le rotte che collegavano la Gallia e la Britannia e sostenere l'esercito di terra in Britannia, ma non aveva uno scopo difensivo contro un'invasione della Gran Bretagna. Per questo motivo, il suo porto principale era a Gesoriacum (Boulogne-sur-Mer) e non a Dover. Tuttavia, aveva punti di appoggio minori in Britannia, a Rutupiae e Dubris.
Due fari, ciascuno chiamato pharos, furono costruiti poco dopo la conquista. Le ipotesi sul periodo della loro costruzione vanno dal 50 (solo sette anni dopo l'invasione del 43), all'anno 80 (poiché la torre ancora esistente include mattonelle identiche alla mansio costruita nella città in quel periodo) oppure al 138 circa, sebbene il consenso generale sia per una datazione del I secolo. Furono costruiti sui siti di due fortezze (Eastern Heights e Western Heights) e furono modellati sul faro costruito a Boulogne per l'invasione abortita di Caligola.
Il faro costruito sul sito della Eastern Heights sorge nell'area del castello di Dover ed ha un'altezza di 80 piedi (24 metri), prossima all'altezza originale. Fu riadattato per fungere da campanile della vicina chiesa di Saint Mary de Castro. Questo faro romano è un edificio classificato come monumento di I grado dal 1974. I resti del faro occidentale sono chiamati "Bredenstone" (dal nome del presunto villaggio perduto di Braddon) o "Devil's Drop of Mortar" e si trovano all'interno del Drop Redoubt sulla Dover Western Heights. Questo era il tradizionale sito dell'investitura del Lord guardiano dei cinque porti.
Al suo apice, Dubris era un importante centro commerciale, prendendo il posto di Rutupiae come principale porto romano della Manica. Con Rutupiae, era uno dei punti di partenza della Watling Street, la strada romana per Durovernum Cantiacorum (Canterbury) e Londra.
Durante la costruzione della nuova tangenziale A256 di York Street, nel 1970 furono scoperti resti di epoca romana e ne seguì uno scavo di otto settimane. Gli archeologi scoprirono una mansio romana ora nota come la "Roman Painted House" (la casa romana decorata). La mansio, un ostello per funzionari governativi, fu costruita nel 200 circa. Fu scoperta dalla Kent Archaeological Rescue Unit (l'unità di recupero archeologico del Kent) e, poiché ospita alcuni dei migliori esempi di affreschi romani in Britannia, oltre 400 piedi quadri (37 m²) di intonaco dipinto (il più esteso mai trovato a nord del Alpi) è stata definita "la Pompei sepolta della Britannia".
Sopra una fascia inferiore, rossa e verde, è ancora visibile una serie di pannelli multicolori separati da colonne scanalate. Le basi delle colonne producono un chiaro effetto tridimensionale. Parti di 28 pannelli sopravvivono, ciascuna con un motivo relativo a Bacco, il dio romano del vino. Questo legame bacchico, e la vicinanza dell'edificio ai bagni, al porto ed al forte, ha suggerito che questo ambiente affrescato fosse un postribolo. Tuttavia, questa è una prova del tutto circostanziale (gli affreschi nei lupanari tendevano a essere molto più espliciti, come quelli di Pompei e i motivi bacchici si trovavano spesso in semplici aree domestiche) e quindi la maggior parte degli studiosi ritiene che le stanze fossero troppo piccole per questa funzione e sostiene invece la sua designazione come mansio.
Altre caratteristiche della casa decorata includono ritrovamenti di glittica, un taglio nel pavimento risalente al medioevo che permette di vedere il sistema dell'ipocausto e uno scheletro medievale rinvenuto nella vicina chiesa di San Martin-le-Grand.
La mansio di Dubris fu demolita nel 270 per la costruzione di un forte del Litus Saxonicum. Questa demolizione preservò parte della mansio e delle sue pitture murali meglio del solito, poiché i basamenti delle mura furono inglobati nel bastione del forte.
Una piccola parte dei resti del forte è ora visibile, su richiesta, presso la Dover Library and Discovery Center (l'ex White Cliffs Experience). Inoltre un pub fuori dalla Market Square è stato costruito su di esso e prende il nome di "Roman Quay".
Resti più estesi ed accessibili al pubblico si trovano presso la Roman Painted House, dove sono visibili parti della mansio, il forte della costa sassone ed il forte della Classis Britannica.
Il consiglio comunale aveva in programma di costruire un parcheggio sul sito, quando la KARU (l'unità di recupero archeologico del Kent) iniziò a trovare resti di epoca romana. Dopo una lunga battaglia con il consiglio comunale ed i costruttori, fu autorizzata la continuazione dello scavo e posizionata una copertura sul sito dalla stessa KARU, mentre il parcheggio fu costruito altrove. Inoltre, per accogliere i reperti, fu costruito un museo che ha ricevuto migliaia di visitatori. Altri manufatti, tra cui una nave di vetro estremamente importante, sono stati mantenuti in situ e sono stati oggetto negli ultimi anni di studi accademici.


REGNO UNITO - Jarlshof

 

Lo Jarlshof è un sito archeologico del villaggio scozzese di Sumburgh, nell'isola di Mainland (Shetland), costituito da varie strutture di epoche diverse e comprendente un insediamento dell'Età del Bronzo, un insediamento dell'Età del Ferro, un villaggio vichingo, una fattoria medievale e una residenza del XVI-XVII secolo.
Il nome del sito si deve ad un'invenzione dello scrittore Walter Scott, che nel suo racconto The Pirate combinò due termini che significano "case del conte" (in inglese earl's house).
Parte del sito venne alla luce nel corso del XIX secolo dopo una tempesta. In seguito a quest'evento, emersero delle mura risalenti ad alcuni millenni prima di Cristo.
In seguito, furono intrapresi tra il 1897 e il 1905 degli scavi da parte di un proprietario locale, John Bruce.
Un'importante opera di scavi ebbe però inizio solamente a partire dal 1925, dopo che l'area era divenuta oggetto di studio da parte di importanti archeologi quali A.E. Curle, V.G. Childe, J.S. Richardson e J.R.C. Hamilton.
A quest'ultimo si deve la descrizione del sito, che fu riportato alla luce nel 1957. Il sito si estende in un'area di 3 acri.
Il villaggio dell'Età del Bronzo comprende alcune capanne all'interno delle quali sono state rinvenute varie suppellettili, quali asce, coltelli e spade. Il villaggio dell'Età del Ferro è databile al 200 a.C. ca. L'insediamento comprende un broch dell'altezza di 2,4 metri. Il villaggio vichingo comprende risale probabilmente al IX secolo e comprende 7 case. L'insediamento annovera la prima casa lunga rinvenuta nel Regno Unito.
L'edificio più recente del complesso archeologico è la Jarlshof House, fatta costruire probabilmente da Robert Stewart, primo conte delle Orcadi. L'edificio venne in seguito occupato dalla famiglia Bruce di Symbister e fu in seguito ricostruita nel 1604 da Patrick Stewart, secondo conte delle Orcadi. La casa divenne in seguito nota come The Old House of Sumburgh.

REGNO UNITO - The Hurlers


The Hurlers 
è un sito megalitico situato nei pressi del villaggio inglese di Minions, nell'area della brughiera di Bodmin, in Cornovaglia, e costituito da tre cerchi di pietra risalenti con ogni probabilità a un periodo compreso tra la fine del Neolitico e gli inizi dell'età del Bronzo.
Il sito è gestito dal Cornwall Heritage Trust.
Il nome del sito deriva da una leggenda secondo cui alcuni uomini vennero trasformati in pietra da San Cleer per aver praticato lo hurling (uno sport locale) durante il Sabbath o di domenica.
Nel corso dei secoli, il sito fu danneggiato sia dalla frequente presenza di animali da pascolo nella zona, sia dalle continue escavazioni nelle vicine miniere.
Scavi all'interno del sito furono condotti tra il 1935 e il 1936 da Raleigh-Radford. Durante gli scavi, venne riportato alla luce all'interno del sito un pavimento in granito risalente a 4000 anni prima, che congiungeva il cerchio settentrionale con il cerchio centrale. Ulteriori scavi furono poi effettuati nel 2013.
Il sito si trova ai piedi di un celebre tor, il Cheesewring, e si estende per una lunghezza complessiva di 162 metri.
I cerchi più settentrionali sono allineati con la camera sepolcrale di Rillaton Barrow, mentre i due cerchi più meridionali sono allineati con un altro cairn.
Il sito si trova nella vicinanza di due pietre, The Pipers, associate solitamente a The Hurlers anche in virtù della simile leggenda sulle origini del loro nome: secondo la leggenda, si tratterebbe infatti di due uomini trasformati in pietra per aver accompagnato musicalmente una partita di hurling.
Il cerchio settentrionale è costituito da 15 pietre. Gli scavi hanno però suggerito la presenza di altre dieci pietre e si suppone che il cerchio fosse in origine costituito da 30 pietre.
Il cerchio centrale è il più grande e il meglio conservato dei tre. Di forma quasi ovale, misura 137x132 piedi (43x42 metri) ed è costituito da 14 pietre (in origine forse 28 o 29).
Il cerchio meridionale è il più piccolo dei tre cerchi che compongono il sito: è costituito da nove pietre e ha un diametro di 108 piedi. Si tratta anche del cerchio maggiormente danneggiato.

REGNO UNITO - Avebury

 

Ad Avebury, nella contea inglese dello Wiltshire, nei dintorni dell'omonimo villaggio, si trovano un grande henge e numerosi cerchi di pietre. Si tratta di uno dei monumenti neolitici europei meglio conservati ed è databile attorno a 5000 anni fa. È più antico del sito megalitico di Stonehenge, che si trova a circa 32 km a sud, anche se i due siti sono quasi contemporanei. Si trova approssimativamente a metà strada tra Marlborough e Calne, poco distante dalla A4 a nord della A361 verso Wroughton.
Avebury è di proprietà della National Trust.
Molte delle strutture arrivate a noi sono fatte in terra, e sono note come dighe. Un enorme fossato esterno di 421 metri di diametro e 1,35 chilometri di circonferenza racchiude un'area di 115 000 metri quadrati. Gli unici siti conosciuti comparabili dello stesso periodo (Stonehenge e Flagstones nel Dorset) hanno una dimensione pari ad un quarto di Avebury. Il solo fossato ha una larghezza di 21 metri ed una profondità di 11 ed è databile grazie al metodo del carbonio-14 tra il 3400 ed il 2625 a.C. Gli scavi hanno dimostrato che il sito venne ampliato in seguito, probabilmente usando materiale scavato dal fossato.

All'interno dell'area si trova un grande Cerchio Esterno che forma il più grande cerchio di pietre della preistoria, con un diametro di 335 metri. Venne costruito contemporaneamente (o al massimo quattro o cinque secoli dopo) i lavori in terra. All'inizio c'erano 98 pietre erette alcune delle quali passavano le 40 tonnellate di peso. Queste pietre sono molto variabili in altezza (da 3,6 a 4,2 metri). La datazione al carbonio dei buchi in cui erano inserite le pietre risale al 2800-2400 a.C.
Nei pressi del monumento centrale vi sono altri due cerchi separati. Il Cerchio Interno Settentrionale misura 98 metri di diametro, nonostante siano rimaste solo quattro pietre di cui due cadute. Un gruppo di tre pietre si trova al centro, e la sua entrata punta a nord-est.
Il Cerchio Interno Meridionale aveva un diametro di 108 metri prima della sua distruzione. Le sezioni restanti del suo arco si trovano ora sotto gli edifici del villaggio. Un unico grande monolito, alto 5,5 metri, si trova al centro ed era allineato con le pietre più piccole fino alla sua distruzione avvenuta nel diciottesimo secolo. C'è una Avenue di pietre accoppiate, la West Kennet Avenue, che entra dall'entrata meridionale, e tracce di una seconda, la Beckhampton Avenue, che porta fuori da quella occidentale.
Aubrey Burl ipotizza una serie di costruzioni tra i due cerchi interni costruita attorno al 2800 a.C., seguita dal cerchio esterno due secoli dopo, mentre le avenue sarebbero state aggiunte nel 2400 a.C.
Un cerchio di alberi formato da due anelli concentrici, identificati tramite l'archeologia geofisica, si trovavano probabilmente nel settore nord-est del cerchio esterno secondo quanto scoperto negli scavi. Un tumulo può essere osservato dall'alto nel quadrante nord-occidentale.
Il complesso ha quattro entrate, due accoppiate a nord-nord-ovest e sud-sud-est, mentre le altre due sono sulla direttrice est-nord-est ed ovest-sud-ovest.
Nonostante sia una struttura artificiale, venne mostrata nella serie TV del 2005 Seven Natural Wonders come una delle meraviglie perché consiste di componenti naturali.


Molte delle pietre originali vennero distrutte a partire dal quattordicesimo secolo per recuperare materiale edile e per fare spazio all'agricoltura. Le pietre vennero distrutte anche per paura dei rituali pagani che venivano associati al sito. Sia John Aubrey che, in seguito, William Stukeley visitarono il sito e ne descrissero la distruzione. Stukeley passò buona parte del decennio del 1720 registrando i resti di Avebury e dei monumenti circostanti. Senza il suo lavoro avremmo un'idea molto più scarna dell'aspetto del sito, e soprattutto avremmo poche informazioni sui cerchi interni.
Solo 27 pietre del cerchio esterno sopravvissero e molte di queste sono state rierette da Alexander Keiller nel 1930. Attualmente ci sono pilastri in cemento che segnalano la locazione delle pietre mancanti, e si pensa che altre pietre siano sepolte sotto strati di terreno. La English Heritage sta attualmente svolgendo uno studio per capire se sia il caso di riavviare gli scavi per ritrovare e rialzare le pietre.
Gli scavi svolti ad Avebury sono stati limitati. Sir Henry Meux scavò una trincea nel 1894 che diede una prima indicazione del fatto che i lavori in terra fossero stati fatti in due fasi distinte.
Il sito venne studiato e scavato ad intermittenza tra il 1908 ed il 1922 da una squadra coordinata da Harold St George Gray. Egli fu in grado di dimostrare che i costruttori di Avebury avessero scavato per 11 metri nel gesso naturale scavando il fossato, usando corna di cervo europeo come principale strumento di scavo. Gray registrò la base del fossato come piatta e larga 4 metri nonostante in seguito alcuni archeologi abbiano posto dubbi sul suo uso di manodopera non qualificata negli scavi, sottolineando che forse la forma sia stata involontariamente modificata. Gray trovò nuovi manufatti sul fondo del fossato e recuperò ossa umane, in particolare mandibole. Ad una profondità di circa 2 metri Gray incontrò uno scheletro completo di donna alta solo 1,5 metri, che era stata sepolta in quel luogo.
Keiller scavò sotto le pietre che aveva rialzato dopo aver acquistato il sito nel 1934. Quando venne costruita una nuova scuola nel villaggio nel 1969 vi furono poche possibilità di esaminare il sito ed uno scavo, con l'intento di recuperare materiale da datare al carbonio-14, venne iniziato nel 1982.


Uno degli aspetti discussi riguarda la conformazione del luogo: alto e snello, o basso e largo. Questo porta a numerose teorie relative all'importanza del genere nella Gran Bretagna neolitica con le pietre alte considerate 'maschi' e quelle basse 'femmine'. Le pietre non sono state lavorate in nessun modo e potrebbero essere state scelte a causa della loro forma. Molte persone hanno identificato quelle che ritengono scanalature artificiali sulla roccia, alcune più convincenti di altre.
Le ossa umane trovate da Gray fanno presupporre un qualche utilizzo funerario. Il culto antico, anche su larga scala, potrebbe essere stato una delle cause della costruzione del sito, insieme ai rituali sul ruolo maschio-femmina.
L'area circostante, nonostante sembri racchiudere tutto il complesso, non ha propositi difensivi, visto che il fossato è all'interno. Essendo un cerchio di pietre l'allineamento astronomico è una teoria comune per spiegare il posizionamento delle pietre. Alcune teorie minori fanno riferimento ad alieni, alle linee ley, ai cerchi nel grano ed alla saggezza perduta degli antichi.
Forse la teoria più strana è quella proposta da Ralph Ellis che suggerisce che Avebury somigli ad un diagramma della Terra che si muove nello spazio, completo dei 23 gradi di inclinazione assiale.
Come con Stonehenge, la carenza di scavi moderni e di affidabile datazione scientifica ne rende lo studio estremamente difficoltoso.
Buona parte del piccolo villaggio di Avebury, è racchiuso all'interno del monumento. due strade locali si intersecano all'interno del sito, ed i turisti possono camminare sui lavori in terra.
Le due avenue di pietra (Kennet Avenue e Beckhampton Avenue) che si incontrano ad Avebury tracciano i due lati di un triangolo designato dall'UNESCO come un patrimonio dell'umanità che comprende The Sanctuary, Windmill Hill, Silbury Hill ed il West Kennet Long Barrow.

Avebury viene visto come centro spirituale da molte persone che professano paganesimo, wicca, druidismo e Etenismo, e per qualcuno è addirittura più importante di Stonehenge. I festival pagani attirano turisti, e specialmente il solstizio d'estate vede invasioni di fedeli di ogni confessione.
Come con Stonehenge, comunque, l'accesso è limitato. Mentre i cerchi di Avebury sono aperti a tutti, l'accesso è controllato attraverso la chiusura del parcheggio per auto. Avebury ha un'importanza crescente in questi ultimi anni, e l'accessibilità dei turisti è tuttora sotto studio del Sacred Sites, Contested Rites/Rights project.
La National Trust, che protegge il sito (di proprietà dell'English Heritage), dialoga anche con la comunità pagana, che usa il sito come tempio religioso o come luogo di culto. Questo dialogo avviene attraverso un forum. Il progetto fornisce guide ai turisti che aiutano la comunicazione tra i pagani che frequentano il luogo ed i turisti.

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