domenica 29 marzo 2026

Lombardia - Monza, ampolle dei pellegrini di Terrasanta

 
La serie di sedici ampolle dei pellegrini di Terrasanta, custodita nel Museo e tesoro del duomo di Monza, costituisce una particolarmente importante raccolta di oggetti devozionali databili alla seconda metà del VI secolo. In piombo e stagno, sono sbalzate con scene sacre in stile paleocristiano.
Era consuetudine dei pellegrini di riportare nei propri luoghi d'origine delle piccole ampolle, di forma lenticolare in stagno (come queste di Monza), o di ceramica o anche di vetro, contenenti piccole quantità dell'olio che ardeva nelle lampade poste vicino a sepolcri di santi o anche olio "santificato" dal loro contatto (da ciò la definizione di eulogie, o benedizioni).
Le ampolline potevano avere, durante il viaggio, anche lo scopo di contenere l'olio destinato ai sacramenti.
Le ampolle di Monza sono realizzate a stampo, congiungendo due valve decorate a leggero rilievo e presentano varie scene e simboli cristiani, tra cui l'adorazione dei Magi, le Marie al Sepolcro, la Crocifissione di Gesù, l'Ascensione al cielo. Intorno alla scena vi è la descrizione in lingua greca. Tra esse vi è una delle primissime raffigurazioni del sacello a forma di edicola posto sulla tomba di Cristo, ora sostituito dalla copertura ottocentesca a forma di cappella del Santo Sepolcro.
La loro presenza nel Tesoro del Duomo di Monza è da ricollegare alla figura della regina Teodolinda, principessa bavara di fede cattolica, regina dei Longobardi in quanto moglie di Autari e poi di Agilulfo. Particolarmente devota, riuscì a procurarsele dai pellegrini di ritorno dalla Terra Santa.

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