Il Bacco e Cerere è un affresco proveniente da Villa Carmiano, rinvenuto durante gli scavi archeologici dell'antica città di Stabiae, l'odierna Castellammare di Stabia e conservato al Museo archeologico di Stabia Libero D'Orsi.
L'affresco risale alla prima metà del I secolo, durante l'età flavia e copriva l'intera parete orientale del triclinio di Villa Carmiano, di fronte a quello raffigurante Nettuno e Amimone: fu rinvenuto durante gli scavi effettuati da Libero D'Orsi, negli anni sessanta del XX secolo e ancora intatto, in quanto la villa non era stata mai esplorata precedentemente. Fu in seguito asportato dalla sua collocazione originale e portato all'Antiquarium stabiano, per preservarne l'integrità e poi al Museo archeologico di Stabia Libero D'Orsi.
L'affresco si divide in tre sezioni ed è di chiara ispirazione dionisiaca, tema che si ripercorre in tutta la stanza e che trae ispirazione da quello del Trionfo di Dioniso: nella parte centrale è riprodotta l'opera principale ossia Bacco e Cerere, nell'atto di dispensare i beni della terra, in groppa ad un cavallo marino che si muove verso il lato destro; la parte superiore dell'affresco ha uno sfondo chiaro nel quale si riconoscono diversi amorini in volo. Nei pannelli laterali, divisi dal centrale da disegni di elementi architettonici e contornati da figure floreali, sono poste delle figure volanti: tutta la zona mediana dell'intero affresco ha uno sfondo in rosso pompeiano. La zoccolatura è in giallo ed al centro reca una decorazione raffigurante un paesaggio lacustre con la presenza di anatre, mentre ai lati, due mostri marini inseriti in una cornice marrone.
L'affresco risale alla prima metà del I secolo, durante l'età flavia e copriva l'intera parete orientale del triclinio di Villa Carmiano, di fronte a quello raffigurante Nettuno e Amimone: fu rinvenuto durante gli scavi effettuati da Libero D'Orsi, negli anni sessanta del XX secolo e ancora intatto, in quanto la villa non era stata mai esplorata precedentemente. Fu in seguito asportato dalla sua collocazione originale e portato all'Antiquarium stabiano, per preservarne l'integrità e poi al Museo archeologico di Stabia Libero D'Orsi.
L'affresco si divide in tre sezioni ed è di chiara ispirazione dionisiaca, tema che si ripercorre in tutta la stanza e che trae ispirazione da quello del Trionfo di Dioniso: nella parte centrale è riprodotta l'opera principale ossia Bacco e Cerere, nell'atto di dispensare i beni della terra, in groppa ad un cavallo marino che si muove verso il lato destro; la parte superiore dell'affresco ha uno sfondo chiaro nel quale si riconoscono diversi amorini in volo. Nei pannelli laterali, divisi dal centrale da disegni di elementi architettonici e contornati da figure floreali, sono poste delle figure volanti: tutta la zona mediana dell'intero affresco ha uno sfondo in rosso pompeiano. La zoccolatura è in giallo ed al centro reca una decorazione raffigurante un paesaggio lacustre con la presenza di anatre, mentre ai lati, due mostri marini inseriti in una cornice marrone.

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