Gli scavi archeologici di Liternum hanno restituito i resti dell'antica città di Liternum, situata nella frazione Lago Patria del comune di Giugliano in Campania, e di tutte le opere realizzate nelle sue pertinenze, ossia il cosiddetto agro liternino situato nell'area vasta di Giugliano. Il sito principale, costituito dal parco con il forum, si estende su un'area di circa 85.000 metri quadrati e conserva gran parte dei resti superstiti dell'antica colonia romana Liternina.
Le ricerche archeologiche, ancora in corso, hanno riportato alla luce solo una parte dell'antica città. Alcuni dei materiali rinvenuti durante gli scavi sono conservati a fini espositivi nel Museo Archeologico dei Campi Flegrei a Baia, e nel museo archeologico di Napoli.
La colonia marittima di Liternum fu fondata nel 194 a.C. contemporaneamente a Puteoli (Pozzuoli) a Sud e Volturnum (l'attuale Castelvolturno) a Nord. La colonia sorse presso la sponda sinistra del Lago Patria (l'antica Literna Palus), dove sfociava l'antico fiume Clanis (gli odierni Regi Lagni), e fu assegnata a trecento veterani della Seconda guerra punica .
Il sito acquisì particolare notorietà per essere stato il luogo di ritiro di Publio Cornelio Scipione detto l'Africano, il celebre condottiero che sconfisse Annibale durante la seconda guerra punica[3]. Scipione si stabilì a Liternum in una villa fortificata dopo essere andato in esilio volontario in polemica con il senato romano e, secondo la tradizione, vi fu sepolto.
Al periodo della deduzione coloniale risalgono lo schema urbanistico e l'impianto originario del Foro. La città raggiunse il suo massimo splendore tra l'età augustea e il II secolo d.C., particolarmente dopo essere stata collegata con i centri della costa flegrea attraverso la Via Domitiana (95 d.C.), che attraversava l'area forense.
Un progressivo abbandono, dovuto anche all'impaludamento della zona, portò a una rapida decadenza della città a partire dalla tarda età imperiale.
I principali scavi sono quelli condotti da Amedeo Maiuri tra il 1932 e il 1937 che hanno riportato in luce per intero la piazza del Foro. Nel corso degli anni sono state avviate ulteriori indagini archeologiche che hanno portato al rinvenimento di nuove strutture.
Il Foro
La piazza, che misura 97×42 metri, fu impiantata al momento della fondazione della colonia (194 a.C.) e presenta uno schema tipico per le aree pubbliche di quel periodo: tre dei quattro lati erano porticati, mentre al centro del lato ovest era disposto il Capitolium, affiancato a sud dalla Basilica e a nord dall'Odeion. I portici erano occupati da tabernae.
Con la costruzione della Via Domitiana nel 95 d.C., il foro venne risistemato per consentire il passaggio al suo interno dell'importante via consolare. La strada, che rappresentava anche il decumano massimo della città antica, fu fatta passare attraverso il foro mediante la demolizione di una parte del porticato e delle tabernae lungo i lati nord e sud.
Il Capitolium
Il Capitolium dedicato alla Triade Capitolina è il tempio principale della città (dimensioni 24×17 metri), domina la piazza forense e presenta una struttura tipica dei templi di epoca repubblicana. Sorge su un alto podio di circa 3,60 metri di altezza e conserva sulla fronte la lunga scalinata d'accesso (circa 8,60 metri). Il tempio attualmente visibile è il risultato di interventi realizzati nel I secolo d.C. (epoca flavia) ed è del tipo "prostilo", dotato di colonne in tufo grigio che reggevano il timpano e di un'unica grande cella tripartita che ospitava le statue del culto.
Recenti indagini hanno rivelato che, in una fase precedente alla risistemazione di epoca flavia (databile tra il II secolo a.C. e la fine del I secolo a.C.), il tempio era del tipo pseudoperiptero sine postico, con un colonnato che correva lungo tutto il perimetro eccetto sul fondo.
Nel 2017 la colonna del tempio venne restaurata e consolidata.
La Basilica civile
A sud del Capitolium si trova un edificio rettangolare (33,5×18 metri) identificato come Basilica civile, ossia l'edificio pubblico che, nell'antica Roma, veniva utilizzato come luogo coperto anzitutto per trattare gli affari, sanare le controversie ed amministrare la giustizia. L'edificio subì vari rifacimenti, il più complesso dei quali avvenne alla fine del I secolo a.C., quando furono demolite e chiuse con pareti in opera reticolata le strutture del portico orientale, conferendo alla basilica le forme più canoniche di questo tipo di edifici.
L'Odeion o teatro
Posizionato a nord del Capitolium, questa struttura si presenta come un piccolo teatro coperto. Gli scavi degli anni trenta del XX secolo hanno portato in luce i resti della cavea, dei vomitoria d'accesso e dell'orchestra. La struttura, realizzata in opera vittata mista, è uno degli ultimi edifici realizzati nel foro, come confermano le lastre e iscrizioni di recupero utilizzate per pavimentare il pavimento della scena.
L'Anfiteatro
L'anfiteatro extraurbano, databile alla fine del I secolo d.C., conserva parte della cavea con le gradinate. La struttura si trova all'esterno della cinta muraria.
La necropoli monumentale
Una prima necropoli venne scoperta a sud del foro. Vennero ritrovate diverse epigrafi funerarie e si ipotizza che vi fosse la presenza di un settore monumentale ai margini della via Domiziana.
Tomba del Cerbero
La continua cementificazione del territorio ha messo in pericolo le diverse testimonianze storiche, alcune di esse si sono salvate grazie alla fortuna di essere situate in luoghi demaniali, come la cosiddetta tomba del Cerbero, una necropoli scoperta nel 2023 durante lavori idrici. L'ambiente, ritrovato in ottimo stato di conservazione, venne aperto al pubblico per la prima volta nel dicembre 2025.
La necropoli scoperta nel 2025
Gli scavi archeologici condotti sotto la direzione scientifica della dott.ssa Simona Formola hanno riportato in luce una vasta area di necropoli, estesa per oltre 150 metri quadrati, situata nel comprensorio dell'antica Liternum. La necropoli presenta una continuità d'uso dal I secolo a.C. al III secolo d.C.
Gli scavi dell'area sepolcrale hanno rivelato recinti funerari con estesi frammenti di intonaco bianco e decorazioni in rosso, oltre a un profondo pozzo in muratura probabilmente utilizzato per fini rituali legati alle pratiche di lustrazione (purificazione con acqua). Sono state individuate circa venti tombe di diverse tipologie: a cappuccina, a cassa di tegole e ad enchytrismos, quest'ultimo tipo di sepoltura utilizzato principalmente per i bambini.
Tra i ritrovamenti più significativi si segnalano diverse iscrizioni funerarie in marmo, alcune delle quali integre, tra cui un epitaffio di un gladiatore, documento prezioso per la comprensione del ruolo di questi combattenti nella società romana.
La basilica paleocristiana di Santa Fortunata
Nel 1933 venne individuata al di fuori delle mura della città, lungo la via domiziana, i resti di una basilica paleocristiana (o martyrion). Presumibilmente realizzata intorno al V secolo (dimensioni 12×8 metri), i resti archeologici vennero distrutti a seguito di lavori edilizi.
Altri ritrovamenti
Nel corso delle campagne di scavo sono stati esplorati settori dei quartieri abitativi, tratti della viabilità urbana e, lungo la sponda sinistra del lago, un santuario prospiciente una corte costruita su ambienti pertinenti a magazzini. Più a sud sono stati rinvenuti impianti artigianali con resti di fornaci per la produzione locale del caeruleum (pigmento blu) e forse per la lavorazione del vetro.
A Liternum sono stati ritrovati resti della Via Domiziana o Domitiana, una strada costruita per volere dell'imperatore romano Domiziano nel 95 d.C., per migliorare i collegamenti tra il porto di Puteoli, l'odierna Pozzuoli, e il resto dell'impero.
Il foro, adibito a parco archeologico, si estende su un'area in comproprietà tra Stato, città metropolitana di Napoli e Comune di Giugliano in Campania. Nel 2006 la riqualificazione del Parco Archeologico di Liternum venne realizzata dal Comune di Giugliano in Campania con i fondi europei del POR Campania 2000-2006 assegnati al P.I. "Riviera Domitia".
Dal 2016 il foro e l'anfiteatro di Liternum sono entrati nel circuito dell'ente "Parco archeologico dei Campi Flegrei".
A settembre 2023 iniziarono i lavori per la riqualificazione del parco naturalistico, adiacente agli scavi archeologici del Foro, con il ripristino della pavimentazione e delle opere accessorie, l'area venne inaugurata il 5 maggio 2024.


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