La necropoli di Champrotard è un sito archeologico del comune di Villeneuve, in Valle d'Aosta, al limitare del territorio comunale di Introd. Essa sorge nel fondovalle nella località omonima e dista circa 10 km dall'imbocco della strada per il Gran San Bernardo e 15 km dall'imbocco per il Piccolo San Bernardo. Per arrivarci venendo da Aosta si supera Villeneuve e in corrispondenza del viadotto si lascia la statale per seguire le indicazioni per Introd. La necropoli si trova a fianco della centrale idroelettrica Champagne I. Si tratta di una delle più estese necropoli neolitiche d'Italia.
La necropoli è stata scoperta nel 1917 durante i lavori di costruzione della centrale idroelettrica Champagne I. Le prime indagini archeologiche sistematiche sono svolte da Pietro Barocelli nello stesso anno e rivelano la presenza di venticinque tombe a cista risalenti al Neolitico.
Nelle tombe, in cui è quasi assente il corredo funerario, sono stati ritrovati vari manufatti: nella tomba n. 19 un frammento d'ascia di pietra giadeitica levigata realizzata con materiale proveniente dalla miniera di Praborna di Saint-Marcel, un raschiatoio di quarzo e un punteruolo di selce; nella tomba n. 25 un dente di cinghiale ornamentale con foro. Sono inoltre stati ritrovati altri denti e ossa di animali e resti di carbone.
Gli scheletri presentano una posizione accuratamente preparata e ipotesi divergenti sono state fatte sull'integrità o meno delle tombe da parte degli studiosi. Barocelli, grazie alle conoscenze dell'epoca sulla tipologia delle tombe a cista e la posizione dei defunti, aveva attribuito la necropoli al Neolitico finale. Successivamente, la necropoli di Champrotard è stata confrontata con altre necropoli europee, come quelle svizzere di tipo Chamblandes, e valdostane, come quella in frazione Fiusey scavata nel 1909 da Ernesto Schiaparelli, o quella di Vollein scavata a partire dal 1968 e con la quale presenta numerose analogie architettoniche. Il sito della necropoli di Villeneuve risulta essere stato pesantemente rimaneggiato nei secoli, soprattutto a causa della collocazione in una zona prevalentemente agricola, il che ha perturbato la capacità di attribuzione a un'epoca. Tuttavia, gli studiosi tendono ormai a concordare sul fatto che la necropoli sia stata utilizzata anche in epoca eneolitica (tra il 3500 a.C. e il 2300 a.C.). In particolare, le indagini del 1987 hanno permesso di confermare «due fasi nella frequentazione della necropoli: quella più recente riconducibile all'Eneolitico (III millennio a.C.) e quella più antica al Neolitico recente, quest'ultima basata sulla datazione al 14C (3640 a.C.) e sulla tipologia del corredo funebre.»
I crani ritrovati sono conservati nel museo archeologico regionale.
Cento metri a sud della necropoli, sulla roccia di Le Crou-Champrotard, si trovano varie incisioni rupestri scoperte da Franco Mezzena nel 1991 e studiate solo nei primi anni 2000 da Federica Banfo e Angelo Fossati, tra le quali si notano soprattutto coppelle e raffigurazioni di pugnali del tipo Remedello.
I ritrovamenti di altri reperti nei pressi del cimitero comunale e della fonderia Gervasone confermano l'occupazione del territorio di Villeneuve in epoca preistorica.

Nessun commento:
Posta un commento