La necropoli rupestre di Rio Marina è una necropoli dell'Eneolitico nel comune di Rio dell'isola d'Elba, nella provincia di Livorno.
La necropoli, posta in una galleria naturale nota un tempo come Grotta del Castelli e successivamente Grotta di San Giuseppe, venne ufficialmente scoperta nel 1966 dal geologo Mario Cignoni e scavata tra il 1969 e il 1970. La cavità era comunque nota già dalla metà del XIX secolo, perché, come scrisse Igino Cocchi nel 1871, «vi è la Buca del Chiros, piccola caverna nel calcare cavernoso, che suole averne moltissime ovunque: il proprietario assicura avervi trovato ossa e pentoli (sic). Mi fu asserito che altre ossa e cocci si raccolsero nella Grotta del Castelli, lungo speco quasi semicircolare aperto in alto e scavato nel calcare cavernoso che forma il vicino Poggetto dell'Assunta».
Al suo interno si trovavano le sepolture di circa 80 individui appartenenti ad una fase avanzata della Cultura del Rinaldone. I corredi funebri dei defunti, oggi esposti presso il Museo civico archeologico del Distretto Minerario di Rio nell'Elba, consistevano di tipici vasi «a fiasco», ciotole, attingitoi, vasi globulari, cuspidi di freccia in diaspro, pugnali di rame e punteruoli d'osso. Di estremo interesse il cranio con foro appartenente ad una giovane donna sepolta.
La tipologia dei materiali rinvenuti fa supporre uno stretto collegamento tra tali popolazioni e i giacimenti minerari dell'Elba orientale, nonché delle forti analogie con il cosiddetto Gruppo grossetano e con le facies culturali eneolitiche pisano-versiliesi.

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