Nan Madol sono delle rovine di un’antica città, situate lungo la costa orientale dell'isola di Pohnpei (una delle quattro suddivisioni amministrative degli Stati Federati di Micronesia) e antica capitale della dinastia Saudeleur fino al 1500.
La dinastia aveva la
fama di essere particolarmente dissoluta e di aver conquistato
brutalmente Pohnpei, esigendo pesanti tributi in cibo e lavoro da
parte degli abitanti. L'area archeologica è composta da circa 100
piccoli isolotti artificiali collegati fra loro da una rete di canali
artificiali e ha un'estensione di circa 18 km². La più grande
struttura ancora in piedi è il Nan Douwas, le cui mura perimetrali
si innalzano per 8 m e gli edifici interni contengono cripte
funerarie. Tutte le costruzioni sono composte di enormi blocchi
di basalto proveniente da Sokehs (situato nella
parte opposta di Pohnpei, unico luogo sull'isola in cui si trovino
cave di basalto).
Secondo analisi effettuate con il radiocarbonio, la costruzione di Nan Madol risalirebbe al 1200 d.C. Nell'isola di Idehd veniva annualmente celebrato un rito di espiazione consistente nell'offerta di una tartaruga a Nan Samwhol, una gigantesca anguilla che svolgeva il ruolo di messaggero tra gli uomini e gli dei.
Secondo analisi effettuate con il radiocarbonio, la costruzione di Nan Madol risalirebbe al 1200 d.C. Nell'isola di Idehd veniva annualmente celebrato un rito di espiazione consistente nell'offerta di una tartaruga a Nan Samwhol, una gigantesca anguilla che svolgeva il ruolo di messaggero tra gli uomini e gli dei.



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