lunedì 12 gennaio 2026

Campania - Stabia, affresco del Trionfo di Dionisio da Villa Carmiano

Il Trionfo di Dioniso è un affresco proveniente da Villa Carmiano, rinvenuto durante gli scavi archeologici dell'antica città di Stabiae, l'odierna Castellammare di Stabia e conservato al Museo archeologico di Stabia Libero D'Orsi.
Realizzato durante la prima metà del I secolo, durante l'età flavia, l'affresco ricopriva la parete sud e l'angolo sud-ovest del triclinio di Villa Carmiano: ritrovato ancora intatto durante l'esplorazione degli anni sessanta del XX secolo da Libero D'Orsi, fu staccato dalla sua collocazione originale e conservato all'interno dell'Antiquarium stabiano per preservarne l'integrità e poi al Museo archeologico di Stabia Libero D'Orsi.
L'affresco, il principale della stanza e che ispira anche gli altri due presenti, ossia Nettuno e Amimone e Bacco e Cerere, si divide in tre parti: nella zona centrale è posta la raffigurazione principale, purtroppo gravemente rovinata e di cui è visibile il mantello viola di Dioniso e parte del chitone azzurro di Arianna; la scena si completa con un carro trainato da due tori preceduti da un satiro che suona un doppio flauto e da un piccolo cavallo nero e diverse figure umane. Il pannello di sinistra e quello angolare di destra sono in rosso pompeiano, colorazione uguala quello centrale e presentano, nel mezzo, due figure femminili volanti, che sono racchiuse in un'ampia cornice floreale. La zoccolatura è in giallo e si divide anch'essa, come la parte superiore, in tre zone: in quella centrale è raffigurato un paesaggio lacustre, molto rovinato, mentre in quelle laterali, due mostri marini inseriti in una cornice marrone.

Campania - Stabia, affresco di Bacco e Cerere da Villa Carmiano

Il Bacco e Cerere è un affresco proveniente da Villa Carmiano, rinvenuto durante gli scavi archeologici dell'antica città di Stabiae, l'odierna Castellammare di Stabia e conservato al Museo archeologico di Stabia Libero D'Orsi.
L'affresco risale alla prima metà del I secolo, durante l'età flavia e copriva l'intera parete orientale del triclinio di Villa Carmiano, di fronte a quello raffigurante Nettuno e Amimone: fu rinvenuto durante gli scavi effettuati da Libero D'Orsi, negli anni sessanta del XX secolo e ancora intatto, in quanto la villa non era stata mai esplorata precedentemente. Fu in seguito asportato dalla sua collocazione originale e portato all'Antiquarium stabiano, per preservarne l'integrità e poi al Museo archeologico di Stabia Libero D'Orsi.
L'affresco si divide in tre sezioni ed è di chiara ispirazione dionisiaca, tema che si ripercorre in tutta la stanza e che trae ispirazione da quello del Trionfo di Dioniso: nella parte centrale è riprodotta l'opera principale ossia Bacco e Cerere, nell'atto di dispensare i beni della terra, in groppa ad un cavallo marino che si muove verso il lato destro; la parte superiore dell'affresco ha uno sfondo chiaro nel quale si riconoscono diversi amorini in volo. Nei pannelli laterali, divisi dal centrale da disegni di elementi architettonici e contornati da figure floreali, sono poste delle figure volanti: tutta la zona mediana dell'intero affresco ha uno sfondo in rosso pompeiano. La zoccolatura è in giallo ed al centro reca una decorazione raffigurante un paesaggio lacustre con la presenza di anatre, mentre ai lati, due mostri marini inseriti in una cornice marrone.

Campania - Stabia, affresco di Eros e Dioniso da Villa Arianna

L'Eros e Dioniso è un affresco proveniente da villa Arianna, rinvenuto durante gli scavi archeologici dell'antica Stabia e conservato al Museo archeologico di Stabia Libero D'Orsi.
L'affresco risale alla seconda metà del I secolo, in piena età neroniana ed era collocato in un ambiente non ancora identificato di Villa Arianna: fu quindi rinvenuto durante gli scavi archeologici eseguiti da Libero D'Orsi a partire dal 1950 sotto forma di frammenti: l'opera faceva infatti parte di una grossa decorazione pittorica andata perduta; ricomposto, è stato conservato all'Antiquarium stabiano. Nel 2020 venne spostato nel Museo archeologico di Stabia Libero D'Orsi.
Nella scena è raffigurato un amorino di profilo, interpretato come Eros, che regge il braccio di uomo dormiente, probabilmente Dioniso, nella cui mano tiene un kantharos ed è vestito con una veste rossa: di quest'ultima figura rimangono solo poche tracce. Eros invece, che nel quadretto doveva avere una funzione secondaria, è rappresentato con le classiche influenze dell'epoca alessandrina ossia di un putto alato, con capigliatura ondulata, tratti del viso ben definito e paffuto, così come tutto il personaggio ed ottimo uso dell'ombreggiatura, visibile soprattutto sulla mano. Nella parte inferiore dell'affresco si scorge una cornice disegnata con listelli e fascia con ovali allungati. 

Campania - Stabia, affresco di Hermes da Villa San Marco

 
L'Hermes è un affresco proveniente da Villa San Marco, rinvenuto durante gli scavi archeologici dell'antica città di Stabiae, l'odierna Castellammare di Stabia e conservato al Museo archeologico di Stabia Libero D'Orsi.
L'affresco è stato dipinto nella prima metà del I secolo, durante il periodo flavio ed era collocato nella zona centrale dell'ultimo scomparto del soffitto del secondo peristilio di Villa San Marco: rinvenuto sotto forma di frammenti nel 1952, a seguito degli scavi archeologici voluti da Libero d'Orsi, dopo essere stato ricomposto, fu conservato all'Antiquarium stabiano e poi al Museo archeologico di Stabia Libero D'Orsi.
L'affresco si presenta come una composizione piramidale, priva di ogni scenografia ambientale: al centro, la figura principale, quella di Ermes, seduto su di un sedile, è rappresentato con le caratteristiche di psicopompo, con pedaso e caduceo, mentre nella mano destra regge un oinochoe, che poggia sul ginocchio; il protagonista inoltre si presenta vestito con un mantello, mosso dal vento. Ai suoi lati, ma in più in basso, sono presenti due figure femminili, poggiate al sedile, con capelli raccolti, mantelli mossi dal vento e sguardo, così come quello del dio, rivolto verso destra: la donna alla sinistra reca in mano una lira.

Campania - Stabia, affresco di Ippolito da Villa Arianna

 
L'Ippolito è un affresco proveniente da villa Arianna, rinvenuto durante gli scavi archeologici dell'antica Stabia e conservato all'Museo archeologico di Stabia Libero D'Orsi.
L'affresco risale alla seconda metà del I secolo a.C., in piena età neroniana ed era posto su una parete del triclinio di villa Arianna, la stessa stanza dove si trova l'affresco che dà il nome alla villa: fu rinvenuto durante gli scavi archeologici effettuati a partire dal 1950 da Libero D'Orsi, sotto forma di frammenti e quindi ricomposto e conservato nell'Antiquarium stabiano. Nel 2020 venne spostato nel Museo archeologico di Stabia Libero D'Orsi.
Il protagonista dell'affresco fu in un primo momento identificato come Teseo e solo in seguito riconosciuto come Ippolito; il personaggio è raffigurato in procinto di partire per una battuta di caccia, vestito con una clamide di color porpora, lo sguardo rivolto verso destra e con il viso, quasi stupito, i cui tratti somatici risultano essere molto marcati, come bocca carnosa, naso grande e folta capigliatura, che si discosta dalle classiche pitture in terzo stile: tutta la scena che contorna Ippolito è andata perduta, anche se nel lato destro si intravede l'uscita di un palazzo e in quello sinistro la nutrice con Fedra.

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