domenica 15 giugno 2025

Toscana - Museo fiorentino di preistoria "Paolo Graziosi"

 

Il Museo fiorentino di preistoria "Paolo Graziosi" si trova a Firenze, nell'ex convento delle Suore oblate davanti all'ospedale di Santa Maria Nuova (entrata da via dell'Oriuolo 24 - Biblioteca delle Oblate). Costituito nel 1946 per volere dell'antropologo e paleontologo fiorentino Paolo Graziosi e del suo collega Gaetano Pieraccini, è caratterizzato da due grandi sale, con numerosi reperti divisi per ordine cronologico, con una parte cospicua di ritrovamenti riguardanti l'area fiorentina.
Nella prima sala del Museo sono spiegate in maniera didattica le evoluzioni climatiche e ambientali della preistoria, nonché le trasformazioni fisiche e culturali dell'uomo nella preistoria e nella protostoria. Al centro è esposto il notevole scheletro di un orso delle caverne proveniente da Equi.
Nel settore dedicato all'arte preistorica oltre a numerosi calchi e copie di pitture e incisioni rupestri, sono esposte alcune raffigurazioni originali provenienti dalla zona di Massa Marittima, fra le quali un inconsueto piccolo rilievo con un ritratto di uomo barbato, antico di 11.000 anni.
Fra le sepolture spicca il riparo del Romito, risalente al Paleolitico Superiore e proveniente dalla zona di Cosenza, con una sepoltura bisoma; grazie ai moderni studi genetici si è scoperto la condivisione del dna mitocondriale, quindi una parentela stretta.
Nella parte finale dell'ultima sala sono disposti alcuni reperti di provenienza africana, frutto di spedizioni di Paolo Graziosi.


Nelle foto, una sala con vetrine, e amigdale del Paleolitico inferiore, 500.000 a.C.

Toscana - Museo civico archeologico di Sarteano

 

Il museo civico archeologico di Sarteano nasce nel 1997 ed è ospitato nelle sale del cinquecentesco palazzo Gabrielli. Frutto tanto degli scavi del XIX e XX secolo, quanto delle ricerche condotte in questi anni dal locale Gruppo Archeologico Etruria, i reperti illustrano, in un percorso topografico e cronologico, le testimonianze dell'occupazione umana nel territorio di Sarteano che, nonostante un saccheggio durato secoli, ha lasciato tracce ricchissime e significative soprattutto per quanto riguarda la fase etrusca, dal IX al I secolo a.C.

Nella prima sala la visita inizia con i reperti dell'VIII e della prima metà del VII secolo a.C. provenienti dalle tombe a pozzetto di Sferracavalli e dalle tombe di Poggio Rotondo. Significativo il canopo (cinerario in forma umana) da Macchiapiana con coperchio a ciotola capovolta, rinvenuto all'interno di una tomba a ziro.
Sempre dalla necropoli di Macchiapiana proviene la piccola tomba a camera ricostruita nella seconda sala, dove spicca il canopo femminile su trono, sicuramente ossuario di una donna di alto rango, come dimostra anche il piccolo modello di ascia in terracotta che tiene tra le mani: simbolo di potere nella società aristocratica del periodo tardo-orientalizzante (630-620 a.C.).
Nella terza sala è esposto l'importante ed elegante cippo in pietra fetida dalla località Sant’Angelo che rappresenta, nei quattro lati, le scene di una cerimonia funebre etrusca: la prothesis, ovvero l'esposizione del cadavere, il pianto dei parenti e delle lamentatrici, la danza rituale con il bel suonatore di doppio flauto e la corsa dei cavalli, uno dei giochi fatti durante il funerale. I reperti di V e IV sec. a.C. provenienti dalla necropoli della Palazzina, dove tra il 1996-97 è stata scoperta anche una tomba con tracce di pittura, sono le rare ceramiche dipinte sia a figure rosse, sia sovradipinta (come l'elegante stamnos del Gruppo Vagnonville), sia d'importazione attica.
 
Il piano inferiore del museo è dedicato ai sensazionali risultati degli scavi della necropoli delle Pianacce, che sono iniziati nel 2000 e hanno condotto alla scoperta di una tomba dipinta della seconda metà del IV sec. a.C. con scene uniche in Etruria. Si tratta della Tomba della quadriga infernale, sulle pareti della quale sono raffigurati il demone Charun che, alla guida del suo carro, una quadriga formata da due leoni e due grifi, abbandona l'Ade, due eleganti defunti a banchetto, un serpente a tre teste di dimensioni eccezionali e dai colori vivacissimi e un ippocampo sul frontone di fondo sopra l'imponente sarcofago di alabastro grigio - alabastro importato da Volterra ma lavorato localmente - con il defunto disteso sul coperchio, ultima dimora del proprietario della tomba.
La tomba, visitabile solo il sabato su prenotazione, è documentata attraverso la sua perfetta riproduzione in scala reale realizzata con una tecnica unica in Italia all'interno del museo dove si trova anche il relativo corredo ceramico.
Nelle altre sale spiccano, sempre dalla necropoli delle Pianacce, le sculture in pietra fetida tra cui i cippi figurati e lo straordinario gruppo cinerario con il defunto e Vanth esempio unico ritrovato nel suo contesto originale, oltre alle belle ceramiche attiche sia a figure nere che a figure rosse.
Tra i materiali di epoca ellenistica di particolare pregio sono la collana d'oro, il manico di specchio in osso decorato a rilievo e la peculiare maschera di sileno in piombo.
Il percorso si conclude con lastre fittili del tipo Campana di epoca augustea dalla località Colombaio, provenienti da un edificio termale, a testimonianza della ricchezza di Sarteano anche in questo periodo.


Toscana - Museo Civico Archeologico di Fiesole

 

Il Museo Civico Archeologico di Fiesole si trova all'interno dell'Area Archeologica, in una posizione di eccezionale bellezza paesaggistica. Esso tramanda la lunga storia della città e del territorio fiesolano attraverso le testimonianze archeologiche che conserva.
I reperti archeologici esposti, infatti, permettono di seguire le tracce delle varie culture che si sono susseguite sul territorio, con particolare attenzione ai periodi etrusco, romano e longobardo. 
Il Museo, inoltre, possiede una vasta sezione antiquaria, formata da reperti donati da numerosi e importanti collezionisti e che consente di soffermarsi anche sul periodo greco.
Il Museo Archeologico di Fiesole nasce alla fine dell'Ottocento dalla necessità di raccogliere e conservare i reperti archeologici venuti in luce durante gli scavi del Teatro romano e, in generale, dei monumenti di quella che oggi è l'Area Archeologica.
La collezione museale, che dall’istituzione del Museo nel 1878 era ospitata all’interno dell’attuale Palazzo del Comune e che si era arricchita anche grazie alle donazioni da parte di privati e di altri enti culturali, trovò la sua sede definitiva nel 1914, quando venne inaugurato l'edificio dove si trova ancora oggi.
Il percorso espositivo
Si accede al Museo passando dalla terrazza che si apre sopra il Teatro romano e dalla quale è possibile cogliere con un unico sguardo tutta l’Area Archeologica. Nel portico sono esposti alcuni reperti, tra cui frammenti architettonici pertinenti al Tempio romano e un cippo confinario in pietra con iscrizione etrusca.
All'interno del Museo il percorso di visita si struttura su due livelli:
PIANO TERRA: ospita le sale dedicate alla sezione topografica, ovvero all'esposizione dei reperti recuperati in città e nel territorio divisi a seconda del luogo di ritrovamento.
Nella Sala 1 si trovano una selezione dei materiali più antichi recuperati a Fiesole (come le ceramiche villanoviane), le stele fiesolane (segnacoli di tombe etrusche, tipici del territorio fiesolano), i bronzetti votivi recuperati presso i templi etruschi della città e altri manufatti bronzei e in pietra di epoca romana.
Oltre al busto di lupa/leonessa in bronzo, uno dei più significativi reperti del Museo, nella sala 3 sono esposti i materiali rinvenuti negli scavi dell’Area archeologica, provenienti in particolare dal Teatro, dalle Terme e dal Tempio: tra questi, si segnala la stipe votiva del tempio con la piccola civetta in bronzo che suggerisce il legame tra questo edificio e la dea Minerva.
La piccola Sala 4, invece, raccoglie alcuni reperti del nucleo originario della primissima collezione del museo e prepara alla visita della sezione antiquaria al piano superiore. 
Il percorso al piano terra continua con le sale dedicate ai Longobardi e alle testimonianze che questo popolo ha lasciato a Fiesole. La ricostruzione di alcune sepolture e l'esposizione degli oggetti rinvenuti nei corredi funerari permettono di affrontare la cultura materiale e gli usi di questa popolazione di guerrieri e artigiani, che giunse in Italia stanziandosi anche a Fiesole a partire dalla fine del VI secolo d.C.
Lungo il percorso è inoltre possibile osservare da vicino i resti di alcuni muri di terrazzamento della città etrusca e altre strutture murarie di epoca romana rinvenute durante gli scavi archeologici effettuati alla fine degli anni Ottanta del Novecento in via Marini.
BALLATOI: al piano rialzato sono esposte le collezioni antiquarie, formate dai reperti (di vario tipo e provenienza) che nel corso del tempo alcuni collezionisti privati hanno donato al Museo. Tra i tanti oggetti di pregio, spiccano quelli della Collezione Costantini, che vanta numerose ceramiche greche, magno-greche ed etrusche. Tra le altre collezioni sono da segnalare quella dei buccheri etruschi e dei vasi italici della Società Colombaria di Firenze, quella numismatica e la Collezione Albites, composta di materiali greci, etruschi e romani di vario tipo, tra cui numerose sculture e urne cinerarie.


Toscana - Museo archeologico di Monteriggioni

 

Il Museo archeologico di Monteriggioni (in acronimo MaM) è un museo archeologico civico, parte della rete della Fondazione Musei Senesi, sito a Monteriggioni in frazione Abbadia a Isola all'interno dell'abbazia dei Santi Salvatore e Cirino. Il museo è stato inaugurato il 22 luglio 2023 dal comune di Monteriggioni negli ambienti dell'abbazia dei Santi Salvatore e Cirino, in frazione Abbadia a Isola, in concomitanza col restauro del chiostro dell'abbazia.
Il museo presenta una serie di reperti che ripercorrono la storia del territorio comunale di Monteriggioni a ritroso dal Medioevo alla Protostoria.
Il percorso inizia con la Sala della Tinaia, dove viene esposta la storia dell'abbazia e della nobildonna della famiglia Franzesi sepolta nel chiostro dell'abbazia. Gran parte dei reperti Etruschi e Romani sono posti nella Sala Sigerico, dove viene esposta la storia della tomba dei Calisna Śepu, rinvenuta nel 1893 nella necropoli del Casone e il cui corredo è suddiviso fra diverse sedi museali italiane ed estere. Nel museo sono inoltre presenti le ricostruzioni, ad opera di Stefano Ricci: della nobildonna dei Franzesi sepolta nel chiostro dell'abbazia e del cosiddetto Uomo del Chiostraccio.


Toscana - Museo Civico Archeologico di Chianciano Terme (Toscana)

 

Il Museo Civico Archeologico di Chianciano Terme raccoglie preziosi reperti archeologici rinvenuti nel territorio comunale a partire dalla metà degli anni ottanta e può vantare la più importante collezione al mondo di canopi etruschi, ovvero vasi cinerari in forma umana destinati a conservare le ceneri di personaggi eminenti, ed è considerato uno tra i migliori musei etruschi per la ricchezza degli oggetti esposti.
Inaugurato nel 1997, il museo è situato nell'ex granaio di Villa Simoneschi, all'inizio del paese ed è cresciuto negli ultimi anni grazie alle costanti campagne di scavi. Molto ricca è la collezione dei canopi rinvenuti nella necropoli di Tolle, la ricostruzione di una tomba principesca del VI sec. a.C. e una parte della decorazione del frontone del Tempio Etrusco dei Fucoli (II sec. a.C.). Nel 2009, nei locali contigui al museo, è stato aperto un centro di restauro.
Il museo si sviluppa su quattro piani ed è organizzato per sezioni tematiche che illustrano tutti gli aspetti della vita e della morte del popolo etrusco. L’esposizione si apre con alcune ricostruzioni di sepolture ed esposizioni di corredi tombali, tra cui vasellame in bucchero e in bronzo, ceramiche figurate e anfore, databili tra il VI e il V secolo a. C., epoca di massimo sviluppo per la città.
Piano terra 
Il piano terra ospita la ricostruzione a grandezza naturale della camera sepolcrale di una delle tombe principesche più ricche, databile al VII sec. a.C. e rinvenuta nelle vicinanze della cittadina, lungo un importante asse viario che, attraverso le valli dell’Orcia e dell’Ombrone, conduceva verso le città costiere etrusche di Vetulonia e Populonia. Il corredo comprende oggetti simbolo come un rarissimo tavolo in lamina di bronzo con piano e gambe lavorate a sbalzo e tutto il corredo del simposio come vasi e alari per il fuoco. Notevole l’ossuario globulare in bronzo, in origine con testa in legno, di cui si conserva solo la lamina d’oro e gli occhi in osso e ambra della maschera. Splendido lo scudo in bronzo decorato a sbalzo con motivi geometrici vegetali e zoomorfi. Nella stessa stanza è esposta un’altra interessante tomba di 2 secoli più recente a sepoltura multipla, dove è possibile ammirare i cinerari a forma di casa in pietra fetida dove venivano riposte le ceneri del defunto, decorate e colorate con vivaci colori a testimoniare la ricchezza cromatica del mondo antico.
Piano interrato 

Il piano interrato si sviluppa nelle vecchie cantine dell’edificio, con le ricostruzioni delle tombe di VII sec. a.C. rinvenute nella necropoli della Foce – Tolle inserite nelle gallerie scavate nella sabbia della collina. Spicca poi l’imponente figura della copia della Mater Matuta etrusca, dove viene illustrato l’importante ruolo che la donna ricopriva, contrariamente a quanto succedeva nelle altre civiltà coeve. Di particolare importanza anche il gruppo cinerario con la dea alata Vanth. Completa la visita del piano la sezione sulla lingua etrusca raccontata attraverso riproduzioni e video insieme agli oggetti rinvenuti negli scavi delle tombe che testimoniano l’elevato grado culturale dei ceti aristocratici del territorio.
Primo piano 
Al primo piano si trova la ricostruzione di alcuni ambienti di una fattoria, rinvenuta in prossimità del centro abitato, dove è possibile apprezzare l'attività di vinificazione dell’epoca e le tecniche di costruzione delle fattorie del II° sec. a.C. Sono illustrati poi i princìpi fondamentali della religiosità e della sacralità etrusca, con la ricostruzione in grandezza naturale di un frontone templare etrusco dove sono state collocate le statue e i fregi rinvenuti in prossimità di una sorgente termale tutt’ora sfruttata. Si segnala l’acroterio laterale con la splendida figura femminile alata, forse la dea Thesan, e un'enigmatica testa virile barbata. Esposti infine i resti di un santuario etrusco di IV° sec. a.C. recuperato in prossimità della sorgente Sillene e i resti di una biga in bronzo con doppio tiro, probabilmente guidata da Diana Selena, dea protettrice delle acque.
Secondo piano 

Il secondo e ultimo piano ospita la suggestiva sezione sul simposio etrusco, con l’abitazione di un principe e la ricostruzione della sala del banchetto; sono inoltre esposti vari oggetti rituali e di uso comune connessi al consumo dei cibi, in particolare della carne e del vino, bevanda allora associata al contatto col divino. Troviamo poi esposti i reperti provenienti dagli scavi di un complesso termale di età augustea, dove il poeta Orazio veniva a curarsi con le acque di Chianciano. Qui sono presenti anche alcuni reperti donati al Museo. Una balaustra offre un particolare punto di vista sul frontone del tempio dei Fucoli posizionato al piano inferiore.


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