domenica 19 aprile 2026

SPAGNA - Fonti Tamarici

 

Le Fonti Tamarici o Sorgenti Tamarici (latino: Fontes Tamarici; spagnolo Fuentes Tamáricas ) sono tre sorgenti situate dallo storico e geografo romano Plinio il Vecchio nella Cantabria classica, che dal XVIII secolo sono state individuate con la fonte di La Reana a Velilla del Río Carrión (Palencia), Spagna. Le prime notizie risalgono a Plinio, al tempo della conquista romana della Cantabria, dove si cita la particolarità del loro flusso intermittente che, quando si interrompeva, era interpretato come di cattivo presagio.
La fonte de La Reana è stata dichiarata Bien de Interés Cultural a partire dal 1961.
I Tamarici, una delle tribù dei Cantabri, abitavano la zona dal III secolo a.C. e adoravano le acque e le fonti sacre. Non è noto l'anno esatto della loro costruzione, ma è chiaro che quando l'Impero romano conquistò la Cantabria nel 19 a.C., queste fonti attiravano già l'attenzione di molti. Lo sgorgare improvviso e l'inaspettato interrompersi delle acque, accompagnato dal rumore che precede il riempimento sottoterra, doveva essere questione di rispetto e di adorazione in quel periodo. Forse furono utilizzate come bagni, lavanderia e luogo di divinazione. È stato anche suggerito che il gruppo potrebbe essere dedicato a un dio delle acque, le cui previsioni si basavano sul ciclo di riempimento e svuotamento irregolare. Nel XIII secolo è stato costruito accanto un eremo dedicato a Giovanni Battista, per cristianizzare il luogo ed eliminare tutti i rapporti con riti pagani.


Gli studi del naturalista e geografo Plinio il Vecchio sulle terre occupate dall'Impero Romano sono cruciali per la conoscenza e la posizione delle Fonti Tamarici. Nella sua Naturalis Historia (XXXI, 23-24) è dove allude alla loro particolarità: «Le Sorgenti Tamarici in Cantabria sono considerate in grado di presagire il futuro. Sono tre, separate da una distanza di otto piedi. Esse si fondono in un unico canale, generando un grande flusso. Di solito restano a secco per dodici volte al giorno e a volte fino a venti, senza lasciare tracce di acqua, mentre un'altra fonte adiacente ancora scorre senza interruzione e in abbondanza. E' considerato di cattivo auspicio quando chi vorrebbe vederle le trova a secco, come è accaduto di recente al legato Larzio Licinio dopo la sua pretura: morì sette giorni dopo la sua visita.» (Plinio il Vecchio. Naturalis historia, XXXI, 23-24)
Larzio Licinio era un grande sostenitore del lavoro di Plinio: con il suo intenso desiderio di conoscenza di nuove scoperte, ha visitato le sorgenti quando erano nella loro fase secca e morì dopo circa una settimana nel 70 della nostra era.

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