giovedì 2 ottobre 2025

#VARIA - Cavalli e cavalieri siriani fatti a mano dell'Eufrate

 

I cavalli e cavalieri siriani fatti a mano dell'Eufrate (dall'inglese "Euphrates Handmade Syrian Horses and Riders", EU_HSHR) è un gruppo di sculture in argilla cotta raffiguranti cavalli o cavalli con cavalieri risalenti al periodo della tarda età del ferro (metà VIII- VII secolo a.C.); prodotte nella regione del Medio Eufrate fanno parte di una produzione che comprende anche le "figurine a colonna siriane dell'Eufrate" (dall'inglese "Euphrates Syrian Pillar Figurines", EU_SPF's).
L'attuale nomenclatura adottata per questa classe di figurine è stata recentemente proposta in una ricerca di dottorato. Il nome richiama la loro origine geografica, la tecnica di lavorazione e i soggetti ritratti. Tuttavia, si può trovare la loro comparsa in letteratura scientifica con termini diversi:
  • Horses and Horsemen or Horse, Horse-and-rider
  • Handgemachte Reiterfiguren des 1. Jahrtausends (HR), Typ I(?)
  • Horses and Horse Riders
Queste figurine in argilla sono completamente realizzate a mano e sono autoportanti. Di solito venivano realizzate tenendole con una mano mentre l'altra era impegnata nella modellazione dei dettagli. Questa era la cosiddetta tecnica del "pupazzo di neve" (dall'inglese "snowman technique"), che consente di lavorare le figurine in uno spazio tridimensionale. L'oggetto ha una forma a tutto tondo, prediligendo la parte inferiore del corpo della figurina come base di appoggio. A differenza delle figurine realizzate con stampi, queste figurine possono essere viste da tutti i lati, sebbene la vista laterale sia quella preferita.
Questa produzione è caratterizzata da abbondanti decorazioni applicate direttamente sul corpo della statuina tramite strisce e palline di argilla. Le decorazioni sono utilizzate per sottolineare le caratteristiche anatomiche e i motivi in tessuto delle armature per i cavalieri e delle bardature per i cavalli. 
Non sono state osservate figurine con tracce di pittura in superficie. I colori degli impasti dell'argilla sono abbastanza uniformi, fatto che suggerisce che tali oggetti subissero un buon processo di cottura, piccoli cambiamenti potrebbero invece essere legati all'atmosfera nelle fornaci dove venivano cotte. Questa loro caratteristica potrebbe indicare l'uso comune delle fornaci con la ceramica neo-assira contemporanea. La connessione con la ceramica neo-assira è ulteriormente dimostrata dai trattamenti di superficie, dove solitamente compare un ingobbio biancastro e in alcuni rarissimi esemplari anche una colata di smalto blu-verde. La smaltatura era un trattamento superficiale tipico delle ceramiche importate dall'Assiria e in alcuni mattoni policromi locali dello stesso periodo. Infine, non è stata osservata alcuna statuina con tracce di pittura.
Le statuine di EU_HSHR sono attestate solo ad ovest dell'Eufrate e in particolare la fascia dell'Eufrate sembra essere il principale centro produttivo. Da quest'area sono stati raccolti diversi esemplari a Karkemish, Tell Ahmar, Tell Amarna, Deve Höyük, Tell Shiukh Fawqani, Saraga Höyük e Zeytinli Bahçe Höyük. Questa produzione è stata collegata solo a siti con una forte presenza neo-assira come risultato del controllo prolungato di alcuni centri di dimensioni urbane sull'Eufrate. Infatti, queste figurine non compaiono in altri siti della zona dove l'invasione neo-assira causò un impoverimento socio-economico. 
Quindi, non sono note figurine dai siti di Tell Sheikh Hassan, Tell Qara Quzaq, Tell Qara Quyu Tahtani e Tell Khamis. Al di fuori del bacino di utenza dell'Eufrate, reperti sporadici sono sparsi verso ovest in siti come Zincirli Höyük, Tell Judaidah, Chatal Höyük, Tell Tayinat, Tell Abu Danne e probabilmente a Tell Rifaat e Neirab.
Secondo i dati contestuali, queste figurine sono attestate in alcuni siti del Medio Eufrate durante la matura età del ferro. In contesti archeologici, tali manufatti di solito provengono da strati superiori risalenti al periodo neo-assiro (VII secolo a.C.), sebbene l'origine di questa produzione sia da identificarsi con la fine del periodo neo-siriano (metà / fine VIII secolo a.C.). Nel sito di Karkemish, infatti, la maggior parte dei ritrovamenti appartiene agli strati della fase cosiddetta di "Ferro III", mentre una parte minore è stata recuperata in quelli di "Ferro II".

#VARIA - Figurine a colonna siriane dell'Eufrate

 

Le figurine a colonna siriane dell'Eufrate (dall'inglese "Euphrates Syrian Pillar Figurines", EU_SPF) sono statuine antropomorfe di argilla cotta risalenti al periodo della tarda età del ferro (metà VIII - VII secolo a.C.) e prodotte nella regione del Medio Eufrate. Queste figurine fanno parte di una maggiore produzione coroplastica composta principalmente da esemplari di cavalli e cavalieri, ovvero i cavalli e cavalieri siriani fatti a mano dell'Eufrate (dall'inglese "Euphrates Handmade Syrian Horses and Riders", EU_HSHR's).
L'attuale nomenclatura adottata per questa classe di figurine è stata recentemente proposta in una ricerca di dottorato. Il loro nome attuale richiama sia la loro origine geografica sia la forma dei loro corpi, che sono cavi, tubolari e talvolta scanalati alla base. Tuttavia, si può trovare la loro comparsa in letteratura scientifica con altri termini:
  • Baked Clay Handmade Freestanding Figurines or Syrian Terracottas – Free-standing handmodelled;
  • Nordyrische Pfeilerfigurinen (NPF);
  • Standing or Pillar figurines.
Queste figurine in argilla sono completamente realizzate a mano e sono autoportanti, infatti il nome EU SPF's deriva dai loro tipici corpi tubolari. La forma del corpo è concava alla base per consentire loro di stare in piedi, i piedi possono essere resi attraverso un pezzo centrale sporgente di argilla, collocato al centro della parte frontale. Di solito la figurina veniva tenuta con una mano mentre l'altra era impegnata nella modellazione dei dettagli. Questa era la cosiddetta tecnica del "pupazzo di neve" (dall'inglese "snowman technique", che consentiva di lavorare le figurine in uno spazio tridimensionale. L'oggetto ha una forma a tutto tondo, prediligendo la parte inferiore del corpo della figurina come base di appoggio. A differenza delle figurine realizzate con stampi, queste figurine possono essere viste da tutti i lati, sebbene la parte anteriore sia la vista preferita. Questa caratteristica può essere apprezzata osservando alcuni copricapi, essendo dettagliati nella parte anteriore, mentre nella parte posteriore non è dato particolare interesse. Tra gli strumenti di modellazione, oltre alle dita, va menzionato un bastoncino di legno appuntito per la caratterizzazione dei tratti anatomici, soprattutto delle dita, ma anche ornamenti particolari. Altri strumenti usati più raramente erano motivi floreali e pettini.
Decorazioni e colori

Questa produzione è caratterizzata da abbondanti decorazioni applicate direttamente sul corpo della statuina tramite strisce e palline di argilla. Le decorazioni sono utilizzate per sottolineare le caratteristiche anatomiche, come gli occhi, e i motivi in tessuto degli abiti e vari oggetti decorativi, cioè acconciature e gioielli. I colori degli impasti dell'argilla sono abbastanza uniformi, fatto che suggerisce che tali oggetti subissero un buon processo di cottura. In superficie è stato sovente osservato un ingobbio biancastro, mentre non sono note figurine con tracce di pittura.
Le figurine di EU_SPF's sono attestate solo a ovest dell'Eufrate e in particolare la fascia dell'Eufrate sembra essere il principale centro produttivo. Da quest'area sono stati raccolti diversi esemplari a Karkemish, Tell Ahmar, Tell Amarna, Deve Höyük, Tell Shiukh Fawqani, Saraga Höyük e Zeytinli Bahçe Höyük. Questa produzione è stata collegata solo a siti con una forte presenza neo-assira come risultato del controllo prolungato di alcuni centri di dimensioni urbane sull'Eufrate. Queste figurine invece non compaiono in altri siti della stessa zona dove l'invasione neo-assira causò un impoverimento socio-economico. Quindi figurine di questo tipo non appaiono nei siti di Tell Sheikh Hassan, Tell Qara Quzaq, Tell Qara Quyu Tahtani e Tell Khamis. Al di fuori del bacino di utenza dell'Eufrate, reperti sporadici sono sparsi verso ovest in siti come Zincirli Höyük, Tell Judaidah, Chatal Höyük, Tell Tayinat, Tell Abu Danne e probabilmente a Tell Rifaat e Neirab. 
Cronologia

Secondo dati contestuali, queste figurine sono attestate in alcuni siti del Medio Eufrate durante la matura età del ferro. In contesti archeologici, tali manufatti di solito provengono da strati superiori risalenti al periodo neo-assiro (VII secolo a.C.), sebbene l'origine di questa produzione sia da identificare con la fine del periodo neo-siriano (metà / fine VIII secolo a.C.). Nel sito di Karkemish, infatti, la maggior parte delle figurine è stata rinvenuta in strati pertinenti alla fase cosiddetta di "Ferro III", mentre una parte minore apparteneva alla fase di "Ferro II". 

mercoledì 1 ottobre 2025

#VARIA - Bratteato

 
Un bratteato (dal latino bractea, sottile pezzo di metallo) è una moneta piatta, sottile, battuta su una singola faccia in oro o argento. I bratteati furono prodotti principalmente in Europa centro-settentrionale durante la Tarda antichità e il Medioevo.
Tarda antichità e Alto Medioevo
Dischi circolari battuti solo da un lato ed emessi nel V e VI secolo, i bratteati hanno la loro origine nell'imitazione dei medaglioni imperiali romani del basso impero. I bratteati tardo-antichi fin qui trovati provengono dalla Danimarca (circa 300), dalla Norvegia (390), dalla Gran Bretagna (30) e da vari Paesi europei a sud della Danimarca (20).
Accanto alle figure umane si trovano anche rappresentazioni di animali, tra cui animali con pelliccia, uccelli, cavalli e animali di fantasia; le immagini di cavalli sono le più rappresentate. Circa un terzo dei bratteati presentano iscrizioni in alfabeto runico, interpretate solo in parte. Nonostante questo, per lo studio della mitologia nordica sono tuttavia di scarsa rilevanza, specialmente perché nella rappresentazioni l'imitazione dei ritratti imperiali romani prevale sulla rappresentazione di modelli tipicamente nordici. Si ha inoltre sì un'abbondanza di materiale pittorico, ma senza un reale riscontro nei testi.
Attualmente i bratteati altomedioevali noti, circa 950 esemplari, sono suddivisi in sei categorie:
  • bratteati A (87 esemplari): mostrano un volto umano, su modelli ripresi dalle antiche monete imperiali;
  • bratteati B (88 esemplari): da una a tre figure umane in posizione in piedi, seduta o in ginocchio, spesso accompagnata con animali;
  • bratteati C (il gruppo più numeroso con circa 400 esemplari): una testa maschile sopra un quadrupede;
  • bratteati D (336 esemplari): vari animali;
  • bratteati F (14 esemplari): sottogruppo dei bratteati D, mostrano animali fantastici;
  • bratteati M (17 esemplari): imitazioni dei medaglioni imperiali romani
Il termine "bratteato" è utilizzato anche per indicare un certo tipo di monili, fatti principalmente tra il V e il VII secolo, rappresentati da alcuni esemplari d'oro. Forati venivano portati, sospesi al collo, presumibilmente come amuleti.
Basso Medioevo
I bratteati furono il tipo principale di moneta battuta nelle aree di lingua tedesca, con l'eccezione della Renania, dalla metà del XII secolo a tutto il XIV. In alcuni cantoni svizzeri sono state prodotte fino al XVIII secolo monete simili ai bratteati (rappen, heller e angster).
La tecnica di produzione variava secondo la regione e l'epoca. I tipi originali erano per lo più rotondi e relativamente larghi. Venivano frequentemente usati anche dei tondelli quadrati, cosicché dopo la battitura si aveva una forma quadrangolare.
Un tipo frequente - più tardo - era il Hohlpfennig ("pfennig concavo"), detto anche Schüsselpfennig ("pfennig scodellato"), che ha il bordo curvato a forma di piatto. Una monete sottile, battuta su entrambi i lati in modo tale che l'immagine sia visibile da tutte e due le parti, è detta Dünnpfennig ("pfennig sottile") o Halbbrakteat ("mezzo bratteato"). A volte nel processo di battitura venivano sovrapposti più tondelli e si producevano monete dal disegno indistinto.
L'abitudine di dividere i pezzi derivava dal valore dell'argento, che era necessario per effettuare un dato pagamento. Dato che pezzi simili si ritrovano in tesori nascosti, si può ritenere che questa prassi era diffusa e non portava a una perdita di valore.
I bratteati erano solitamente richiamati dagli emittenti in modo regolare, circa una volta o due volte l'anno, e potevano essere scambiati per nuove monete con una detrazione del valore (Renovatio Monetae). Questo sistema ha funzionato come il demurrage: la gente non poteva accumulare le proprie monete, perché perdevano valore. Quindi questo denaro è stato utilizzato più come mezzo di scambio che per lo stoccaggio di valore. Ciò ha aumentato la velocità del denaro e stimolato l'economia.


#VARIA - Bratteato di Vadstena e bratteato di Mariedamm

 
Il bratteato di Vadstena (Rundata Ög 178) ed il bratteato di Mariedamm (Nä 10) sono due C-bratteati in oro rinvenuti rispettivamente a Vadstena nel 1774, e a Mariedamm, in Närke.
Quando il bratteato di Vadstena venne trovato, un orefice stava per riciclare l'oro fondendolo, ma venne fermato da un chierico locale. Si crede che il bratteato sia stato coniato verso la fine del VI secolo. Al centro si vede un animale a quattro zampe ed una testa umana, e davanti a questi un uccello separato dal resto con una linea (questa immagine viene comunemente associata ad Odino nell'iconografia dei bratteati). Questo esemplare è famoso soprattutto per contenere l'elenco completo dell'alfabeto runico in Fuþark antico. L'intera iscrizione si legge:
tuwatuwa; fuþarkgw; hnijïpzs; tbemlŋo[d]
L'ultima runa (d) è nascosta dietro all'anello che ne permetteva l'inserimento in un collare. Gli archeologi hanno potuto risalire a questa lettera grazie al duplicato ritrovato a Mariedamm, nel Närke meridionale leggibile come:
(t)uwatuwa; fuþarkgw; hnijïpzs; tbemlŋod
La prima parte dell'iscrizione non è ancora stata decifrata, ma si suppone che abbia a che fare con la magia.
Entrambi i bratteati sono attualmente esposti presso il Museo delle Antichità Nazionali di Stoccolma.

#VARIA - Bratteati di Tjurkö

 

bratteati di Tjurkö (DR BR75 U e DR BR76 U) sono due bratteati (monete) rinvenute a Tjurkö, Centena orientale, Blekinge (Svezia), contenenti iscrizioni runiche in proto-norreno, con l'uso del fuþark antico.
Tjurkö 1
Il Tjurkö 1, o DR BR75 U, è stato datato tra il 400 ed il 650 (l'età del ferro germanica), ed è ora esposto presso il Museo delle Antichità Nazionali di Stoccolma (SHM 1453:25).
Si tratta di un C-bratteato, simile al bratteato di Vadstena, con al centro una testa stilizzata, sopra un cavallo e sotto un uccello. Questa iconografia viene spesso interpretata come un'antica forma di Odino con gli animali a lui associati (cavallo e corvo). L'iscrizione si legge come
ᚹᚢᚱᛏᛖᚱᚢᚾᛟᛉᚨᚾᚹᚨᛚᚺᚨᚲᚢᚱᚾᛖ••ᚺᛖᛚᛞᚨᛉᚲᚢᚾᛁᛗᚢᚾᛞᛁᚢ•••
(Rune in ferro battuto di Heldaz sul 'grano straniero' per Kunimunduz).
Esiste un consenso sul fatto che walha-kurne sia una forma composta per riferirsi al bratteato stesso, e che walha (parente dell'attuale inglese Welsh, "gallese") significhi "straniero, non-germanico" - ma in questo caso potrebbe indicare per la precisione "romano" o "gallico". Sono state proposte diverse spiegazioni per il secondo elemento kurne. Secondo una di queste (Looijenga 2003, p. 42), kurne è il dativo singolare di kurna (parente dell'attuale inglese corn, "grano"), e walha-kurne "grano romano o gallico " è un kenning per "oro"; allo stesso modo dei termini valhöll, valrauðr e valbaugar nel poema in norreno Atlakviða. Un'interpretazione alternativa vedrebbe in kurne una derivazione dal latino corona (Brate 1922, pp. 14-15), ma è improbabile (il termine "corone" appare come moneta solo nell'Alto medioevo, per immagini di corone impresse sulle facce delle monete). Il nome proprio Heldaz è derivato da *held- "battaglia" (antico inglese hild, norreno hildr, ecc.), mentre Kunimundiu (dativo singolare di Kunimunduz) deriva da kuni- "parente prossimo" (che appare come connotazione di regalità come prima parte delle parole composte in antico inglese) e mund- "protezione".
Tjurkö 2
Il Tjurkö 2, o DR BR76 U, viene datato allo stesso periodo, e l'iscrizione si legge semplicemente come ota.

  IL SITO E'  IN MANUTENZIONE. TORNERA' ON LINE APPENA POSSIBILE (lasciate un commento, se volete)