venerdì 25 luglio 2025

GRECIA - Atene, teatro di Dioniso


 Il teatro di Dioniso è situato presso l'acropoli di Atene. Fu il teatro più importante del mondo greco nel V e IV secolo a.C. e venne utilizzato dai più significativi autori greci (Eschilo, Sofocle ed Euripide per la tragedia, Aristofane e Menandro per la commedia) per mettere in scena le loro opere. Venne costruito agli inizi del V secolo a.C. a ridosso del santuario di Dioniso. Accanto all'ingresso sorgeva l'Odeo di Pericle.
Secondo i pochi documenti storici noti, pare che quando ad Atene cominciarono le rappresentazioni teatrali (attorno al 534 a.C., secondo il Marmor Parium), esse avvenissero nell'agorà. Tra la fine del VI e l'inizio del V secolo a.C., però, si verificò un incidente: il crollo delle impalcature (ikria) dove sedevano gli spettatori. Si decise allora di spostare le rappresentazioni in un luogo ad esse dedicato, che venne identificato sulle pendici meridionali dell'acropoli, presso il santuario di Dioniso. Sfruttando il naturale pendio dell'Acropoli stessa, in un imprecisato anno all'inizio del V secolo a.C. fu costruito il teatro.
Al tempo dei più grandi autori teatrali dell'antica Grecia, il teatro era formato da una orchestra del diametro di 25 metri, in cui recitavano gli attori e il coro. Probabilmente non esisteva un palcoscenico riservato agli attori, sicché questi ultimi e il coro erano sullo stesso livello e interagivano tra loro. Alle spalle degli attori stava la skené, ossia alcuni pannelli di legno dove era rappresentato un paesaggio o un palazzo (l'ambientazione dell'opera). All'orchestra si accedeva tramite due corridoi laterali (detti parodoi o eisodoi) e tramite una porta centrale, situata nel centro della skené.
Nella direzione opposta, dall'orchestra si dipartivano le gradinate per il pubblico, in forma semicircolare, formate da sedili in legno che seguivano la naturale pendenza del terreno, sicché gli spettatori (eccetto quelli seduti in prima fila) avevano una visuale dall'alto. Pare che il teatro di Dioniso potesse arrivare a contenere anche 15.000 spettatori.
Da qualche parte ai margini dell'orchestra (secondo alcuni in cima alla skené) era situato il theologeion, una pedana rialzata, solitamente usata per l'apparizione degli dei. Erano inoltre presenti la mechanè, una sorta di gru che permetteva di sollevare da terra l'attore, simulando il volo, e l'ekkyklema, una piattaforma con delle ruote che poteva essere manovrata e ruotata per scoprire l'interno dell'edificio scenico.
In questo secolo, e in quello successivo, il teatro di Dioniso fu senz'altro il più importante dell'intero mondo greco, poiché tutti i più grandi autori del tempo vi mettevano in scena i loro drammi.
In un periodo collocabile tra la fine del V secolo a.C. ed il 330 a.C., il teatro assunse gradualmente la seguente fisionomia: venne introdotto il palcoscenico, rialzato rispetto all'orchestra e ad essa collegato tramite alcuni gradini. Sul palcoscenico agivano gli attori, mentre l'orchestra, più in basso, era riservata al coro. Vennero inoltre costruite gradinate di pietra in sostituzione delle precedenti di legno, suddivise in settori corrispondenti al censo e alla nobiltà degli spettatori. Il posto centrale della prima gradinata, un sedile di marmo riccamente decorato, era riservato al sacerdote di Dioniso.
Il teatro di Dioniso venne utilizzato almeno fino al periodo dell'impero romano (ed è a questo periodo che risale la maggior parte delle rovine oggi visibili), ma in seguito cadde in disuso, al punto da essere sepolto dal terreno e dalla vegetazione. Dal periodo bizantino, l'intero complesso era completamente distrutto. Venne individuato da Richard Chandler nel 1766 e riportato alla luce grazie agli scavi dell'archeologo Wilhelm Dörpfeld, condotti tra il 1882 ed il 1895


GRECIA - Atene, Bouleuteria e Metroon


Ad Atene l'edificio più antico, datato all'epoca della riforma di Clistene (508/507 a.C.) era la Bouleuteria; fu di forma quadrata (23 m di lato), diviso in due ambienti attraverso un muro divisionale con un ambiente antistante allo spazio di riunione dei Bouleuti. Per accedere alla struttura intera c'era un porticato di ordine dorico, l'edificio risultava collegato con il primo Metroon. 
Tra il 415 e il 406 a.C. venne costruito per la Medesima funzione un nuovo edificio ad ovest del precedente, di forma rettangolare e spianando parte della collina del Colonos Agoraios, con sedili disposti a ferro di cavallo. Contemporaneamente l'edificio più antico venne utilizzato prevalentemente come archivio, diventando in seguito il Metroon, santuario dedicato a Rea, madre degli dei olimpici, e solo nel 140 a.C. venne sostituito da una nuova costruzione.


Il Metroon di Atene venne fondato intorno al 500 a.C. per placare Cibele, che aveva lanciato una piaga sulla città, quando uno dei suoi sacerdoti erranti era stato ucciso per il suo tentativo di introdurre il suo culto. Il racconto potrebbe essere stato un'invenzione successiva per spiegare il motivo per cui un edificio pubblico era stato dedicato a una divinità importata, come riportato dalla prima fonte, l'Inno alla madre degli dei (362) dell'imperatore romano Giuliano.
Il metroon dell'antica agorà di Atene venne originariamente utilizzato come camera di riunione della Boulé o consiglio comunale. Alla fine del V secolo a.C., quando venne costruito un nuovo Bouleuterion, l'edificio fu dedicato alla dea madre. Il Metroon ospitava anche gli archivi ufficiali della città.


GRECIA - Atene, Monumento degli eroi eponimi

 

Il Monumento degli eroi eponimi, che si trova nell'antica agorà di Atene, vicino al Metroon (prima Bouleuterion), era un podio in marmo sul quale erano situate le statue in bronzo dei dieci eroi, rappresentanti delle tribù di Atene. Poiché era un importante centro informativo per gli antichi ateniesi, qui venivano esposti decreti, annunci e leggi.

GRECIA - Atene, monumento di Filopappo

 

Il monumento di Filopappo (Μνημείο Φιλοπάππου in greco) è un mausoleo greco antico dedicato a Gaio Giulio Antioco Epifane Filopappo (65-116), un principe del regno di Commagene. Si trova sulla collina del Museo ad Atene, in Grecia, a sud-ovest dell'Acropoli.
Filopappo morì nel 116, e per onorare la sua memoria la sorella Giulia Balbilla e i cittadini di Atene eressero una struttura nei pressi dell'acropoli di Atene. Il geografo greco Pausania (Descrizione della Grecia, I.25.8) lo descrive come «un monumento costruito per un uomo siriano».
La posizione di questa tomba, di fronte all'acropoli ed entro i confini formali della città, dimostra l'alta posizione che Filopappo aveva all'interno della società ateniese.
Il monumento di Filopappo è una struttura a due piani, sostenuta da una base; misura 9,80 m × 9,30 m e contiene la camera sepolcrale di Filopappo. La struttura è costruita con bianco marmo pentelico su uno zoccolo di 3,08 m di altezza, realizzato in marmo poroso e impiallacciato con lastre di marmo dell'Imetto. Il lato nord del monumento ha decorazioni architettoniche sontuose.


Al piano inferiore vi è un fregio che rappresenta Filopappo come console, a cavallo di un carro e condotto da littori, mentre il livello superiore mostra le statue di Antioco IV di Commagene a sinistra, di Filopappo al centro e di Seleuco I Nicatore, ora perduto, sulla destra.
Nella nicchia sotto Filopappo vi è una scritta in greco: «Filopappo, figlio di Epifane, del demo di Besa»
come un cittadino ateniese in segno d'onore. Nella nicchia a sinistra di Filopappo, un'iscrizione latina registra i suoi titoli, onori e la sua carriera di magistrato romano: «Gaius Iulius Antiochus Philopappus, figlio di Gaio, della tribù Fabia, console e fratello Arvale, ammesso al rango pretorio dall'imperatore Cesare Nerva Traiano Optimus Augusto Germanico Dacico».
Sulla destra della nicchia di Filopappo sorgeva un'iscrizione greca, di cui è conservata solo la base è conservata: «Il re Antioco Filopappo, figlio del re Antioco Epifane»
Sotto la statua di Antioco IV, nonno paterno di Filopappo, c'è una scritta che recita «re Antioco figlio del re Antioco»; questa iscrizione onora Antioco IV e il suo defunto padre, l'ultimo sovrano indipendente del Regno di Commagene, il re Antioco Epifane III. Sotto la statua di Seleuco I, il fondatore dell'Impero seleucide dal quale i re di Commagene sostenevano di discendere, c'era un'altra iscrizione, oggi perduta, di cui il viaggiatore Ciriaco di Ancona scrisse nelle sue memorie che fosse «Re Seleuco Nicatore, figlio di Antioco».

GRECIA - Atene, odeo di Erode Attico


 L'odeo di Erode Attico (in greco Ωδείο Ηρώδου του Αττικού) è un piccolo teatro in pietra situato sul pendio meridionale dell'Acropoli di Atene, originariamente coperto e pensato per esecuzioni musicali. Costruito a partire dal 161 e completato prima del 174, fu fatto erigere dal ricchissimo politico e sofista greco Erode Attico in memoria della moglie Appia Annia Regilla. Originariamente si trattava di un teatro in pendenza, la cui scena misurava 35 m di larghezza, con un muro frontale in pietra e il pavimento in legno. Era protetto da una copertura in legno. Veniva utilizzato come luogo di ritrovo per concerti musicali. I gradini, disposti su 32 file, potevano contenere 5000 persone.
È una delle varie opere commemorative che Erode Attico fece costruire per ricordare la moglie Regilla, uccisa da un liberto forse per suo stesso ordine. Si trattava di un teatro coperto per ospitare esecuzioni musicali. I lavori durarono una decina di anni, perché questo odéon era già terminato nel 174, quando Pausania lo vide e lo descrisse nella sua Guida. In molti mattoni dell'imponente costruzione si trovano incise le lettere ΘHΡ, a significare forse «Teatro di Erode e Regilla», ma potrebbero essere semplicemente i marchi di fabbrica degli artigiani.
Il teatro fu distrutto nel 267, in seguito all'invasione degli Eruli. Il 7 dicembre del 1887, un gruppo di studenti dell’Università di Atene in onore della Regina Olga di Grecia e al suo cospetto, si esibiscono in Antigone di Sofocle. Il coro è composto da quindici elementi che declama i versi dell’antico testo Sofocle “selon la musique de Mendelssohn”.


Negli anni cinquanta vennero restaurati l'uditorio e l'"orchestra" (l'attuale palcoscenico), utilizzando marmo bianco e cipollino. Da allora il teatro è sempre stato uno dei maggiori auditorium del Festival Ateniese, che si svolge ogni anno da giugno a settembre. L'Odéon ha ospitato Maria Callas, Jonas Kaufmann, Maurice Béjart, Mikīs Theodōrakīs, Dionysis Savvopoulos, Maria Dragoni e molti altri importanti artisti. Nel settembre 1993, il teatro è stato scena del concerto Yanni Live at the Acropolis, ad opera del pianista e compositore greco Yannis Hrysomallis. Altra memorabile performance fu data, nel 1984, dalla cantante Greca Nana Mouskouri, di ritorno sulle scene del proprio Paese dopo vent'anni di assenza.


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