venerdì 2 maggio 2025

POLONIA - Museo archeologico di Cracovia

 

Il museo archeologico di Cracovia (in polacco: Muzeum Archeologiczne w Krakowie) è un museo archeologico di Cracovia fondato nel 1850; è il più antico del genere in Polonia.
L'atto di fondazione fu firmato il 18 febbraio 1850 dal comitato che comprendeva personalità importanti come il Direttore della Biblioteca Jagellonica, Józef Muczkowski (Presidente del Comitato), Karol Kremer (membro del Sejm della Libera Città di Cracovia: Rzeczypospolita Krakowska), Wincenty Pol (professor UJ, poeta ed esploratore), così come Teofil Żebrawski (architetto, ispettore della città). Una serie di documenti, tra cui la dichiarazione di missione del museo, sono stati scritti per l'amministrazione, specificando la priorità del museo di ottenere reperti archeologici da donatori privati. La prima mostra del museo aprì nel 1857 presso il Palazzo Lubomirski a 17 św. Jana Street. La collezione ha origine in gran parte da donazioni private di numerose famiglie nobili polacche, tra cui l'ormai famosa statua di Swiatowid, il simbolo del museo

giovedì 1 maggio 2025

PORTOGALLO - Guerreros galaicos

I Guerreros galaicos (traducibile lett. dallo spagnolo in "Guerrieri galiziani"), anche noti come Guerreros galaico-lusitanos o Guerreros de la Cultura castreña, sono statue in pietra di guerrieri della Penisola iberica pre-romana. Le figure, a grandezza naturale, sono state trovate nella parte occidental-settentrionale della Penisola, principalmente in Galizia (Spagna) e nel nord di Portogallo. Lo studioso Thomas G. Schattner le ha interpretata come divinità guerriere protettrici vestite come guerrieri del popolo celtico dei Galleci.
La datazione dei Guerreros, così chiamati dallo studioso Emil Hübner, continua ad essere oggetto di discussione. La statua-stele di São João di Vedere, nella quale è chiaramente scolpita solo la testa, è considerata un predecessore. Si ritiene che le prime forme di scultura locali siano databili al V-IV secolo a.C. e le opere più mature al III secolo a.C.
Gli ornamenti (fond. i torque) e le armi (daghe) delle statue sono coerenti con i reperti dell'età del ferro iberica e confermano l'origine pre-romana. La presenza di iscrizioni in lingua latina conferma però che le opere erano ancora in uso durante il periodo romano, complicando la datazione certa. Le statue sono state trovate presso le fortezze collinari (es. castros) della c.d. Castrocultura (es. Cultura castreña) e sono stata interpretata come raffigurazioni di guerrieri o dèi. La funzione di nume tutelari dell'accampamento, posti in prossimità della cinta difensiva, richiama quanto osservato nel sito archeologico tedesco di Glauberg, ove sono state ritrovate statue celtiche simili. Un altro corrispettivo dei Guerreros nell'Europa Centrale può essere trovato nel c.d. "guerriero di Hirschlanden" ritrovato in un altro sito archeologico tedesco.
Esiste una buona collezione di Guerreros nel Museo Nazionale d'Archeologia di Lisbona e nei musei locali di Guimarães, Sanfins e Viana do Castelo, ove si trova la c.d. "Guerriera di São Paio di Meixedo", o "Statua di Viana", uno dei tre pezzi descritti da Emil Hübner nel 1861.

PORTOGALLO - Ponte romano sulla Ribeira de Odivelas

 

Il ponte romano sulla Ribeira de Odivelas (Ponte romana sobre a ribeira de Odivelas), noto anche come Ponte di Vila Ruiva, si trova vicino a Vila Ruiva, nel comune portoghese di Cuba, che a sua volta si trova nel distretto di Beja. Viene percorso ancora oggi. Si ritiene che il ponte servisse una strada romana che da Faro portava a Beja ed Évora in Portogallo e che terminava a Mérida, in Spagna. I tre pilastri originari in granito risalgono probabilmente tra il I secolo a.C. e il I secolo d.C.. Successivamente fu ricostruito e ingrandito a più riprese tra il V e l'XI secolo, durante il periodo visigoto e quello della Spagna musulmana in Portogallo, utilizzando materiale proveniente dal ponte originario e nuovi materiali da costruzione come il calcare, il granito, lo scisto, mattoni e persino un'antica lapide romana. Ulteriori lavori furono eseguiti nel XVI e XVII secolo, altri più recentemente. A causa dei numerosi interventi il ponte manca di una struttura coerente. Il suo aspetto attuale non permette una comprensione completa delle sue dimensioni perché 15 archi sono ora sottoterra a causa del limo che li ricopre.
Il ponte è lungo 120 metri e largo tra i 4,9 e i 5,6 metri; ha un'altezza massima di 5,3 metri. Crea una piattaforma che consente non solo l'attraversamento della Ribeira de Odivelas, su cui si trovano 11 archi, ma che facilita anche il passaggio sull'intera valle. Sebbene alcune delle arcate non siano visibili, ce ne sono 20 di diverse dimensioni, oltre a 16 finestre di scarico nei pilastri, progettate per evitare un eventuale danneggiamento al ponte durante gli allagamenti massimizzando la quantità delle acque che può defluire. I segni sul ponte indicano il livello massimo raggiunto dalle acque durante le piene avvenute nel corso del XX secolo.
Figura tra i monumenti nazionali del Portogallo dal 1967.

PORTOGALLO - Dolmen di Carapito I

 


Il dolmen di Carapito I è un monumento archeologico che si trova nel territorio della freguesia di Carapito, nel comune di Aguiar da Beira nel Distretto di Guarda della Regione Beira Alta, in Portogallo. 
La costruzione del dolmen risale al periodo megalitico, attorno al XXIX secolo a.C.. Dopo le prime esplorazioni in epoche recenti, si registrarono crolli all'inizio del XX secolo. L'archeologa Irisalva Moita visitò il sito nel 1955 e lo descrisse come in stato di rovina.
L'antichissimo manufatto si trova in ambiente campestre, ad occidente rispetto a Carapito. In origine faceva parte di un complesso che comprendeva altri due dolmen. Il Carapito I ha una struttura semplice e racchiude la camera centrale che ha una base poligonale con apertura che si rivolge a nord ovest. Le grandi lastre di pietra sono alte circa 3,5 metri. Nella seconda metà del XX secolo è stato oggetto di attenzione e di lavori di restauro.
Il dolmen Carapito I, conosciuto anche come Casa da Moura, è stato classificato monumento nazionale del Portogallo il 21 dicembre 1974.
Il sito di arte paleolitica nella Valle del Côa è uno dei più grandi siti all'aperto di arte paleolitica.
Alla fine degli anni ottanta vennero scoperte incisioni a Vila Nova de Foz Côa, nel Duero (Portogallo nord-orientale) e parzialmente a Pinhel (Beira Interna Nord, distretto di Guarda). Questo luogo si trova nella valle del Côa, e comprende migliaia di incisioni raffiguranti cavalli, bovini ed altri animali, uomini e figure astratte, databili tra i 20 000 e i 10 000 anni fa. A partire dal 1995 una squadra di archeologi sta catalogando e studiando questo complesso preistorico, ed è stato istituito un parco al fine di ricevere turisti in determinate aree.

Dopo la scoperta del complesso, che si estende per molti chilometri lungo il fiume, nacque una polemica circa la costruzione di una centrale idroelettrica.
Se venisse costruita, la centrale alzerebbe il livello del fiume coprendo buona parte delle pitture rupestri. Questo fato era noto alla compagnia energetica portoghese (la EDP) ed all'IPPAR prima che la comunità scientifica ne scoprisse l'importanza.
L'archeologo Nélson Rabada, studiando il sito grazie ad un accordo tra EDP ed IPPAR, decise di parlarne alla stampa ed alle alte autorità in materia, come l'UNESCO. Questa scoperta provocò scandalo nell'opinione pubblica portoghese ed internazionale, ed il caso venne denunciato da The Sunday Times, The New York Times ed International Herald Tribune.
I documenti prodotti dall'UNESCO non furono unanimi riguardo alla costruzione o meno della centrale, con Jean Clottes, capo del dipartimento preistorico, che sosteneva che l'innalzamento dell'acqua avrebbe potuto difendere i graffiti dai vandalismi ma confermando anche che "è il sito di arte paleolitica all'aperto più grande dell'Europa, se non del mondo".
Questa soluzione non piacque agli archeologi ed all'opinione pubblica, ed un forte movimento di opinione pubblica portoghese si oppose alla sua costruzione. Nel 1995 il parlamento ed il governo portoghese, sotto la guida del Primo ministro António Guterres, decise di sospendere i lavori creando un parco da dedicare agli studi archeologici ed alle visite turistiche.
Le incisioni trovate raffigurano principalmente animali quali cavalli, bovini (uri) e caprini. Sono presenti anche figure umane o astratte.
Le immagini sono quasi esclusivamente su superfici verticali di roccia lungo la vallata del fiume, e sono state fatte usando la tecnica ad incisione. La dimensione spazia da 15 a 180 centimetri, ma la maggior parte è di 40-50 centimetri che spesso formano mosaici o composizioni. Lo stile usa soprattutto linee spesse. È stato calcolato che queste incisioni risalgono a 20 000 anni fa (studio del 1995).
L'importanza del sito dipende dalla rarità di questo genere, e dalla sua incredibile estensione; esistono numerosi siti con graffiti nelle grotte, ma quelli all'aperto sono rarissimi, come quello di Mazouco (Messico), quello di Fornols-Haut (Francia), o quelli di Domingo García e Siega Verde (entrambi in Spagna), ma nessuno di loro può competere con Côa per dimensioni.

PORTOGALLO - Citânia de Sanfins

 

Citânia de Sanfins è un sito archeologico che si trova nel nord del Portogallo, a circa cinque chilometri a nord di Paços de Ferreira, e a 30 km a nordest di Porto e si estende per circa 15 ettari. Si tratta di un insediamento abitativo risalente alla Castrocultura, che fu ristrutturato dai romani e utilizzato fino al medioevo, cosicché poco materiale edilizio originario del periodo pre-romano è giunto fino a noi.
Sanfins appartiene fino dal 1944 ai molteplici luoghi del Paese più volte archeologicamente visitati e restaurati, che è dichiarato Monumento nazionale e che è stato trasformato in un "parco archologico". Questo insediamento dell'età del ferro si trova nella terra dei Callaeci Bracari. Esso era forse il capoluogo del celtico Nemetati (da nemeton, luogo sacro) che è da collegarsi con le scritte epigrafiche del dio della guerra Cosus Nemedecus.
Gli edifici in superficie attorno al punto più alto della collina mostrano chiaramente l'influenza dell'occupante romano. Accanto si possono ricostruire dalle fondamenta edifici rotondi con tetti a punta, che rispecchiano la tradizione locale. Accanto a queste antiche mura in superficie si può trovare nei dintorni di sudovest una Pedra Formosa.
Tra i reperti preromani si trovano spille e un pezzo di una collana d'oro. Eccellenti pezzi sono però quattro frammenti di almeno due statue celtico-lusitane di guerrieri. Reperti fibbie di cerniere e monete risalgono al periodo romano.
Nella Casa da Igreja di Sanfins è stato creato il Museo della Citânia.


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