venerdì 18 aprile 2025

PERU' - Museo nazionale di archeologia, antropologia e storia

 
Il Museo nazionale di archeologia, antropologia e storia del Perù è il più antico e importante museo del Perù, fondato nel 1822 da José Bernardo de Tagle, Don Bernardo de Monteagudo e il suo primo direttore, Don Mariano Eduardo de Rivero y Ustariz che assunse l'incarico di realizzarne il progetto nel 1826.
Ha sede a Lima, in Plaza Bolívar nel distretto Pueblo Libre e custodisce una enorme collezione di oltre 100.000 di reperti culturali e storici della civilizzazione peruviana.
Tra i più importanti spicca la Stele di Raimondi, l'Obelisco di Tello ed un mirabile modello in scala del sito archeologico di Machu Picchu.





PERU' - Fortezza di Sacsayhuamán

 

La fortezza di Sacsayhuamán o Sacsaihuaman (in quechua: Saksaq Waman) è un sito archeologico Inca nella regione di Cusco. Il nome significa letteralmente "falco soddisfatto". Fu costruita dagli Inca tra il 1438 e il 1500 circa, sotto il dominio di Pachacútec, e si erge in una posizione dominante della collina di Carmenca, che svetta a nord della città di Cusco, antica capitale del Tahuantinsuyo, l'impero incaico.
A ogni solstizio d'inverno vi si festeggia l'Inti Raimi, la festa di Inti, il dio del Sole. In tale circostanza vengono ancora effettuati rituali risalenti all'epoca incaica.
Nel 1983 l'importanza del sito fu riconosciuta dall'UNESCO come Patrimonio dell'umanità.
La fortezza cerimoniale è ubicata a circa 2 chilometri da Cusco, capitale dell'antico impero Inca; si trova ad una altitudine di 3700 metri e ha una estensione di 3.093 ettari.
Epoca Inca (1438-1534): la costruzione di Sacsayhuamán, secondo le informazioni di cui disponiamo, iniziò durante il regno di Pachacútec, fu continuata successivamente da Túpac Yupanqui e conclusa con Huayna Cápac. Durante queste 3 generazioni, secondo Garcilaso de la Vega furono 4 gli architetti che diressero l'opera. Essi furono nell'ordine: Apu Huallpa Rimachi (il principale secondo Garcilaso de la Vega), Inca Maricanchi, Acahauna Inca e Callacunchuy. A questi architetti si deve il disegno di Sacsayhuaman.

I lavori durarono circa 70 anni e furono utilizzati 20.000 lavoratori. Questo almeno prima dell'arrivo dei conquistadores spagnoli, i quali prelevarono dal sito numerose pietre per costruire case e chiese nella città, oltre a modificare la struttura della città stessa. La rimozione delle pietre di piccole e medie dimensioni è continuata fino ad alcune decine di anni fa. In questa descrizione la testa, unita al complesso della città di Cusco, formava la figura di un puma.
La zona in cui si trova questa fortezza corrisponde, come già detto, alla testa dell'animale sacro, il puma.
Pachacútec Inca Yupanqui, ridisegnò la città e le diede la forma di un puma coricato (il puma è il guardiano delle cose terrene).
Lo spazio che abbraccia le sue costruzioni è molto grande; quello che principalmente balza agli occhi sono le tre fila di mura in pietra che fanno pensare a una fortezza.
La costruzione è così peculiare per via della grandezza di alcune pietre e del fatto che furono incastrate con una elevatissima precisione. Le tecniche utilizzate sono tuttora in fase di studio, giacché le pietre furono intagliate con tale maestria per cui tra una e l'altra non passa la lama di coltello.
Il grandioso complesso presenta un triplice ordine di cinte murarie, lunghe trecento metri, realizzate con enormi massi di pietra (porfido e andesite), connessi con grande precisione. La muraglia principale è formata da pietre alte 5 metri, larghe circa 2,5 metri che possono pesare tra le 90 e le 120 tonnellate.
Al piano della città di Cusco è comunemente attribuita la forma di un puma, di cui la fortezza di Sacsayhuamán rappresenterebbe la testa, com'è possibile intuire dalla muraglia che procede a zig-zag ricordandone le fauci. Alla sommità, inoltre, è visibile l'occhio dell'animale. Questo almeno prima dell'arrivo dei conquistadores spagnoli che abbatterono le tre torri e prelevarono dal sito numerose pietre per costruire case e chiese nella città, oltre a modificare la struttura della città stessa.
Troviamo parecchie porte che mettono in comunicazione, tramite scale, i diversi livelli. Nel muro delle pietre megalitiche troviamo la porta Tiupunco, sugli altri livelli troviamo le porte Acahuana e la Huiracocha Puncu.
Questo complesso militare o religioso era munito di tre torri ("marka" in quechua) di cui rimangono le fondamenta.
La torre rotonda di Muyuqmarka ospitava il re Inca e la sua corte durante i periodi di meditazione e digiuno. La sua base a terra è costituita da un cerchio di pietre di una dozzina di metri di diametro e da una struttura a stella il cui significato non è a tutt'oggi chiarito. Secondo la leggenda, la torre era collegata al Tempio del Sole da una rete di gallerie sotterranee.
Quella di Paucamarca, di forma quadrangolare, aveva una funzione religiosa ed era dedicata al culto del Sole.
L'ultima torre, quella di Suyaqmarka, anch'essa quadrangolare, era riservata alla guarnigione e ospitava depositi di viveri, di armi e di vestiti.
Sacsayhuaman, secondo molti cronisti, aveva funzioni cerimoniali. L'ipotetica funzione militare, suggerita dalla grandezza dell'area, dalle mura sui 3 lati (e dal fatto che la battaglia decisiva con Pizarro si combatté proprio qui, con le torri che assunsero funzione difensiva, resistendo quando tutta la città era ormai stata occupata dagli spagnoli), pare erronea.
Non ultimo, a far perdurare questo errore gli spagnoli la chiamarono "La Fortezza".
Sacsayhuaman pare invece la "Casa del Sole", dedicata appunto al culto del dio Sole. Altre case del sole nella cultura inca furono Coricancha e Poquencancha.
Secondo la locale tradizione le mura, per la loro imponenza e dimensione furono costruite da dei giganti semi-divini:
«… i gentili avevano sollevato e tagliato quelle moli immense. Dissero che anche al Cuzco il tempio-fortezza di Saqsaywamán, coi suoi blocchi immani, era opera degli auki, gli antenati semidivini che facevano muovere le rocce frustandole, come si riunisce il bestiame.»

PERU' - Choquequirao


Choquequirao (lingua quechua meridionale: Chuqi K'iraw, Culla dell'Oro) è uno scavo parziale di una città Inca situata nel Perù meridionale. Contiene strutture molto simili a quelle di Machu Picchu, e di solito ci si riferisce a lei come alla 'sorella'. Choquequirao riceve molti meno turisti della sorella, ma le sue rovine sono altrettanto interessanti, ed è una buona alternativa alla sovraffollata Machu Picchu. A differenza di Machu Picchu, non è possibile visistare Choquequirao in treno o in bus. Il solo modo di visitarla è quello di intraprendere un'escursione di due giorni partendo da Cusco.
Le rovine di Choquequirao comprendono edifici e terrazzi su diversi livelli, da quello più basso di Sunch'u Pata alla cima della collina tagliata. L'apice della collina è stato livellato e cintato di pietre per formare una piattaforma di 30x50 metri di superficie.
Choquequirao (3085 m) si trova tra le cime della catena montuosa di Salkantay, nella provincia di La Convención, la parte della regione di Cusco che sovrasta la valle del fiume Apurímac. L'intero complesso copre 1800 ettari, dei quali il 30-40% non è ancora stato scoperto.
Il sito fu probabilmente costruito durante il regno del re Inca Pachacútec, ed è considerato l'ultimo bastione della residenza e rifugio dei Figli del Sole in fuga da Cusco, quando nel 1535 era assediata. Guidati da Manco II, gli Inca trovarono rifugio a Choquequirao.
Presumibilmente fu usata come punto di controllo per regolare l'accesso all'area di Vilcabamba, e come centro culturale e religioso della zona. La città giocò un ruolo importante anche come collegamento tra la giungla amazzonica e la città di Cusco.
I tipici terrazzi Inca formano la più grande costruzione del sito. Un tempio, alcuni edifici amministrativi ed i quartieri residenziali degli aristocratici si trovano attorno ad una piazza centrale. Nei sobborghi si trovano i quartieri residenziali della gente comune, raggruppati in un piccolo villaggio. Vi sono numerosi canali d'acqua, acquedotti e sorgenti. Molti degli edifici sono ben conservati e restaurati. Il restauro è tuttora in corso.
Secondo Ethan Todras-Whitehill del New York Times, il primo visitatore non Inca di Choquequirao fu l'esploratore Juan Arias Díaz nel 1710. Il primo riferimento scritto al sito è datato al 1768, e fu fatto da Cosme Bueno, ma ignorato per lungo tempo. Nel 1834 Eugene de Santiges riscoprì il sito. Nel 1837 Leonce Agrand lo mappò per la prima volta, ma le sue mappe furono dimenticate. Quando Hiram Bingham, scopritore di Machu Picchu, visitò Choquequirao nel 1909, il sito si guadagnò l'interesse di tutti. I primi scavi iniziarono alcuni decenni dopo, alla fine degli anni settanta.


PERU' - Tempio della Luna

 

Il tempio della Luna sono i resti di un tempio cerimoniale inca situati a Huayna Picchu, vicino a Machu Picchu, in Perù. Il sito è fatto in muratura di pietra, in una grotta poco profonda.
Al centro della grotta si trova un trono scolpito nella roccia. Accanto al trono ci sono dei gradini che portano più in profondità nella caverna.
Il sentiero che porta dalla cima di Huayna Picchu al tempio ed alla Grande Grotta è all'aperto, e può essere molto scivoloso. Alcuni tratti presentano una via ferrata, ma una caduta in molti posti può causare gravi ferite. Il percorso che scende da Huayna Picchu vicino alla sella è più semplice e sicuro, ma anche lui ha qualche rischio. La camminata richiede almeno 45 minuti in qualsiasi direzione, ed è necessaria almeno un'ora dalla cima alle rovine, più altri 45 minuti per risalire la collina fino al sentiero principale.


PERU' - Moray

 

Moray è un sito archeologico situato in Perù, nei pressi della località di Maras, nella Valle sacra degli Incas, a circa 36 km da Cuzco. Il sito contiene una serie di terrazzamenti circolari concentrici, che formano una sorta di anfiteatro.
Il sito fu fotografato per la prima volta nel 1931 da due piloti della marina militare degli Stati Uniti d'America, Robert Shippee e George Johnson; nel 1944 l'archeologo statunitense John Rowe iniziò ad esplorare scientificamente il luogo.
La più diffusa delle ipotesi formulate per spiegare la funzione dell'artefatto indica nel sito un laboratorio per l'adattamento delle diverse specie agricole coltivate a differenti quote di altitudine. Altre ipotesi suppongono si trattasse di un sito per cerimonie e funzioni religiose.

  IL SITO E'  IN MANUTENZIONE. TORNERA' ON LINE APPENA POSSIBILE (lasciate un commento, se volete)