Il
Museo archeologico di Guardiagrele "don Filippo
Ferrari" è un museo di Guardiagrele (CH),
che custodisce armi, vasellame ed ornamenti, risalenti al periodo
compreso tra fine del X e il III secolo a.C.,
rinvenuti nella necropoli protostorica di Comino.
Il museo, inaugurato nell'agosto del 1999, sorge in piazza San
Francesco, al piano terra dell'edificio comunale (l'ex convento dei
Francescani), ed è gestito dalla sede di Guardiagrele
di Archeoclub d'Italia. Dedicato al parroco di Guardiagrele
don Filippo Ferrari, che nel 1913 scoperse la necropoli di Comino e
avviò i primi scavi.
È costituito da cinque sale, in cui sono esposti una sessantina di
corredi funebri, ritrovati in tombe a tumulo risalenti alla
prima Età del ferro.
Sono, inoltre, presenti nel museo due vetrine che mostrano l'attività
di ricerca condotta nella necropoli da don Filippo Ferrari, parroco
di Guardiagrele all'inizio del secolo scorso a cui va il merito di
aver compreso l'importanza del sito archeologico, anche se il
materiale da lui raccolto è andato disperso durante la seconda
guerra mondiale.
Sale e opere
Sala 1Ospita i materiali
degli scavi del 1900 da Don Filippo Ferrari nella necropoli di Comino
(contrada di Guardiagrele), e la documentazione parrocchiale di San
Francesco, e un manoscritto originale del 1913.
Sala 2-3Corredi della fase
neolitica della necropoli Marrucina del IX secolo a.C., rinvenuti tra
il 1998 e il 2005. La seconda sala ha corredi funebri per la
sepoltura maschile e la sala successiva è dedicata alle sepolture
femminili e infantili. Le vetrine espongono oggetti in bronzo e pasta
vitrea per il viaggio nell'oltretomba, assieme a collane, anelli e
bracciali, con fibule e armi per i guerrieri caduti in battaglia o
per la vecchiaia. Sotto la sala 2 è stata ricostruita
filologicamente una copia della Tomba 38 rinvenuta a Comino, scoperta
il 2 dicembre 1999. Il corredo originale della Tomba è conservato
nel Museo Archeologico di Chieti.
Sala 4ospita una copia
della funebre "Stele di Guardiagrele", una lastra calcarea
che riproduce le fattezze di un guerriero del VII secolo a.C. Vi sono
altri corredi funebri femminili, specialmente orecchini. La tomba 22
possiede corredi in bronzo, con armi, che fanno intendere
l'appartenenza a un guerriero del IV secolo a.C.
Antiquarium medievale "Antonio Cadei"
L'antiquarium è una continuazione del Museo archeologico, situato
sempre nei locali dell'ex convento dei Francescani, posto in maniera
intermedia tra questo museo e quello del Costume e della Tradizione,
accessibile dal chiostro del convento. Inaugurato nel 2018, conserva
importanti reperti provenienti dalle principali chiese di
Guardiagrele, nonché da edifici religiosi oggi scomparsi.
L'antiquarium è dedicato ad Antonio Cadei, storico dell'arte
che all'Abruzzo di età tardogotica e in particolare a Guardiagrele
ha dedicato molti dei suoi studi.
Sala 1
Due leoni stilofori in pietra, appartenuti ai ricchi portali delle
chiese cittadine, una coppia simile mal conservata per l'usura del
tempo, è all'ingresso della chiesa di San Nicola, in via Roma.
Capitello di
pietra calcarea della Maiella, rinvenuto in loco nel 2013, durante
la sistemazione dell'Orto Santoleri. L'area di via Modesto della
Porta era adibita a chiostro dell'ex monastero di San Pietro
Celestino, di cui rimangono il portale di accesso e la torre
campanaria. Nel XIX secolo il monastero, abbandonato e cadente, fu
demolito per allargare la cappella della Madonna del Carmine, che
divenne una vera e propria chiesa.
Sala 2
Frammento di portale e due porzioni di architravi decorati con leoni
e fiori entro girali vegetali, parti di un ambone, di età
normanno-sveva (XII-XIII secolo) - cero pasquale e fonte battesimale
ornati con i simboli del Tetramorfo, provenienti dal Duomo di Santa
Maria Maggiore - leoni in pietra del XIV secolo, animali stilofori e
colonne con capitelli a motivi vegetali - stemmi nobiliari, tra cui
quello Orsini, proveniente dalla cappella di San Giovanni Battista,
nel coro sopraelevato del Duomo, e la cappella di San Leone Papa,
voluta da Napoleone II Orsini conte di Manoppello, che si trova
nella chiesa di San Francesco.
Sala 3
Parete di fondo della sala 2, due altari da parete di maestranze
teutoniche, in pietra della Maiella; archi ogivali in conci di
pietra lavorata, con tralci vegetali (XV secolo), provenienti dalla
cappella di Sant'Antonio abate; affresco quattrocentesco del santo
su parete - Scuola rinascimentale di Matteo Capro di Napoli e Megolo
di Penne: capitelli, mensole con volti maschili e femminili,
mensolina con 3 volti femminili, statue di Madonne e santi, di cui
si ricorda il gruppo del Compianto del Cristo morto, non tra la
Madonna, ma tra angioletti addolorati - Statua di monaco eremita.
Sala 4
Materiale danneggiato da terremoti e dai bombardamenti del 1943-44,
prelevato per sicurezza dalle chiese di Santa Maria Maggiore, San
Francesco e San Nicola: cornicioni, arcatelle, mensole, capitelli
fitomorfi e zoomorfi, coperchio del sarcofago della famiglia Ugni,
proveniente da San Nicola, parte dello stemma civico
dell'Universitas di Guardiagrele, con il leone rampante che regge lo
stendardo, ma manca del bambino nudo con in mano la foglia di palma,
tale elemento verrà aggiunto in seguito al XIV secolo, epoca di
datazione dello stemma.
