domenica 25 gennaio 2026

Campania - Stabia, stucco di Narciso da Villa Petraro


 Il Narciso è uno stucco proveniente da Villa Petraro, rinvenuto durante gli scavi archeologici dell'antica città di Stabiae, l'odierna Castellammare di Stabia e conservato all'interno del Museo archeologico di Stabia Libero D'Orsi.
Lo stucco risale al 79: la data è pressoché certa poiché fu ritrovato in un ambiente, la parete ovest del frigidarium, ancora in fase in completamento al momento dell'eruzione del Vesuvio; l'opera fu quindi rinvenuta durante l'esplorazione di Villa Petraro tra il 1957 e il 1958 ad opera di Libero D'Orsi ed in seguito staccata per essere preservato all'interno dell'Antiquarium stabiano e poi al Museo archeologico di Stabia Libero D'Orsi.
Trovandosi in un ambiente termale, è chiaro il riferimento alle acque: in puro stile neroniano, l'opera era posta in una parete delimitata da due lesene e il quadretto è racchiuso in un cornice a listelli decorata con ovali; al centro è raffigurato Narciso, seduto su di una roccia a cui si poggia tramite la mano sinistra, mentre con la destra stringe il mantello che gli copre parte delle spalle: il capo è cinto da una corona di foglie mentre i capelli sono lunghi e mossi ed il suo sguardo cade verso uno specchio d'acqua sottostante nel quale si riflette il suo viso. La composizione termina con un erote sul lato destro, che tiene tra le mani una fiaccola, una colonna sul lato sinistro ed un albero, di cui si notano principalmente i rami anziché il fusto, sullo sfondo.

Campania - Stabia, stucco di Psiche da Villa Petraro

 

La Psiche è uno stucco proveniente da Villa Petraro, rinvenuto durante gli scavi archeologici dell'antica città di Stabiae, l'odierna Castellammare di Stabia e conservato all'interno del Museo archeologico di Stabia Libero D'Orsi.
Così come il Satiro con capro ed il Satiro con rhyton, anche questo stucco proviene dal calidarium di Villa Petraro: precisamente era la decorazione di uno dei cassettoni della volta a botte dell'ambiente termale e realizzata poco prima dell'eruzione del Vesuvio del 79; venne rinvenuto tra il 1957 ed il 1958 da Libero D'Orsi durante gli scavi della villa e staccato per preservane l'integrità conservandolo all'interno dell'Antiquarium stabiano e poi al Museo archeologico di Stabia Libero D'Orsi.
L'opera raffigura Psiche, rappresentata nuda e di prospetto, con le braccia aperte e le ali spiegate: regge nella mano destra un fiocco, mentre in quella sinistra, alzata, un mantello agitato dal vento che copre in parte le spalle e la gamba sinistra; tutta l'opera è racchiusa in una doppia cornice, una linguette, l'altra con bordo ad ovoli, che presenta nell'angolo sinistro il profilo di una testa maschile, modellato a stecca.

Campania - Stabia, stucco del Satiro con capro da Villa Petraro

 

Il Satiro con capro è uno stucco proveniente da Villa Petraro, rinvenuto durante gli scavi archeologici dell'antica città di Stabiae, l'odierna Castellammare di Stabia e conservato all'interno del Museo archeologico di Stabia Libero D'Orsi.
Lo stucco venne realizzato poco prima dell'eruzione del Vesuvio che seppellì la città e quindi intorno al 79 ed era ubicato nella zona del soffitto absidale del calidarium della villa, nello stesso ambiente dove erano riprodotti lo stucco di Psiche e di un Satiro con rhyton: fu quindi rinvenuto tra il 1957 ed il 1958 durante gli scavi archeologici effettuati da Libero D'Orsi; staccato dalla sua sede originale fu conservata all'interno dell'Antiquarium stabiano e poi al Museo archeologico di Stabia Libero D'Orsi.
L'opera ritrae un giovane satiro nudo, con il capo coronato e un mantello poggiato sulle spalle, recante nella mano sinistra un piatto pieno di frutta, mentre con la destra si poggia al collo del capro sul quale è seduto e che sta correndo verso sinistra; l'intero quadretto è posto in una cornice a linguette, caratterizzata, in basso a sinistra, dal profilo di una testa di un satiro.


Campania - Stabia, stucco di Satiro con rhyton da villa Petraro



Il Satiro con rhyton è uno stucco proveniente da Villa Petraro, rinvenuto durante gli scavi archeologici dell'antica città di Stabiae, l'odierna Castellammare di Stabia e conservato all'interno del Museo archeologico di Stabia Libero D'Orsi.
Lo stucco era una decorazione del calidarium di Villa Petraro e si trovava nello stesso ambiente di cui facevano parte anche gli stucchi del Satiro con capro e di Psiche: anche questo, così come gli altri, era posizionato al centro di un cassettone della volta a botte della stanza; fu rinvenuto a seguito delle indagini archeologiche compiute da Libero D'Orsi tra il 1957 ed il 1958 e quindi staccato per poi essere conservato all'interno dell'Antiquarium stabiano e poi al Museo archeologico di Stabia Libero D'Orsi.
L'opera raffigura un giovane satiro nudo, nell'atto di correre verso destra, il quale regge con la mano destra un rhyton, mentre con la sinistra afferra un lembo di pelle di una fiera che gli scende da una spalla: tutta l'opera, conservata quasi completamente nella sua interezza, è racchiusa in una doppia cornice, una a fascia, l'altra a linguette.

Campania - Stabia, Museo archeologico Libero D'Orsi

 

Il Museo archeologico di Stabia Libero D'Orsi è un museo di tipo archeologico ubicato a Castellammare di Stabia: al suo interno raccoglie i reperti provenienti dagli scavi archeologici dell'antica città di Stabia.
Con la ripresa degli scavi a partire dal 1950 sulla collina di Varano per riportare alla luce l'antica città di Stabia, già parzialmente esplorata nel XVIII e XIX secolo dagli archeologi borbonici, si rese necessario l'istituzione di un museo dove raccogliere i reperti ritrovati. Libero D'Orsi, fautore del nuovo rilancio delle indagini archeologiche, custodì le opere nei locali sotterranei della scuola media Stabiae, di cui era preside: nel 1957 venne inaugurato l'Antiquarium stabiano. Il museo restò aperto fino al 1997 per poi essere chiuso a causa dell'inadeguatezza dei locali.
Il 24 settembre 2020, nei locali della reggia di Quisisana, a seguito di un accordo del 2019 tra Parco archeologico di Pompei e comune di Castellammare di Stabia, venne inaugurato il Museo archeologico di Stabia Libero D'Orsi, in modo da poter custodire i reperti precedentemente custoditi all'interno dell'Antiquarium stabiano: tuttavia il 6 marzo 2023 chiuse per lavori di riallestimento. Riaprì il 6 marzo 2024 ampliato nel numero di sale e di reperti, grazie anche alla collaborazione con il Museo archeologico nazionale di Napoli.
Nel museo sono esposti 507 reperti distribuiti tra affreschi, opere in bronzo e ceramica e sculture marmoree provenienti dalle ville, dai templi e dalle necropoli dell'antica Stabia, organizzati principalmente per luogo di provenienza. Sono presenti delle installazioni multimediali come una sorta di plastico dove viene illustrata la storia dell'area vesuviana dalle origini fino al periodo immediatamente dopo l'Eruzione del Vesuvio del 79 oppure uno schermo interattivo che spiega i ritrovamenti nell'ager stabianus o ancora una sorta di libro da poter sfogliare virtualmente. Nelle antiche scuderie della reggia sono stati ricavati i depositi, aperti ai visitatori e agli studiosi, i quali dispongono di una superficie di circa 400 metri quadrati e ospitano oltre 8 000 reperti.


 

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