Lido (in antico greco Λυδός,
traslitterato Lydos; fl. 560 a.C. / 540 a.C.) è stato
un ceramografo greco antico, specializzato nello stile
a figure nere, attivo in Atene.
Il nome fa ritenere che fosse uno straniero, o figlio di stranieri,
forse originario del Vicino Oriente, o più precisamente di
origine lidia. Fu pittore dalle qualità robuste le cui solide
figure accennano chiaramente alla terza dimensione. I suoi lavori
migliori sono le vivaci scene di processione, come quella che si
trova sul cratere di New York, dove satiri e menadi mostrano
svariati e convincenti atteggiamenti. Gli sono attribuiti circa un
centinaio di vasi realizzati nella tecnica a figure nere, dei quali
alcuni hanno dimensioni monumentali. Restano di lui due firme che lo
indicano come pittore: una su un vaso che ritrae una Gigantomachia,
l'altra su un vaso dove è raffigurata l'Iliòupersis (la presa di
Troia). Dipinse temi molto vari e fu il primo ceramografo ad imporre,
dopo un periodo di prevalente tendenza miniaturistica rappresentata
dalle opere di Sofilo e Kleitias, una misura statuaria
sia alle scene sia alle figure. Fu ottimo disegnatore, capace
di restituire tratti facili e vivaci, rari nello stile a figure nere.
Opere
firmateIl vaso con
l'Ilioupersis è un'anfora giovanile conservata al Louvre (n.
inv. F 29); l'opera recante la Gigantomachia invece è
un dinos proveniente dall'Acropoli di Atene e
conservato al Museo nazionale (n. inv. 1.607). Alla
Gigantomachia è dedicata la zona principale; la fascia sottostante è
divisa tra due soggetti: una processione di animali condotti al
sacrificio e una scena di caccia a cavallo. La terza fascia è un
fregio con animali. Alla battaglia contro i Giganti partecipano Zeus,
che viene implorato dalla personificazione della Terra di risparmiare
i Giganti suoi figli, Eracle, che inizia in questo secondo quarto del
VI secolo ad essere rappresentato con la pelle di leone come
attributo, e Atena, ovvero i tre personaggi che si trovano
generalmente in tutte le Gigantomachie attiche. Altri frammenti
recano le figure di Apollo, Artemide, Hermes, Afrodite, Dioniso
assistito da un leone, Poseidone che regge l'isola di Nisyros,
staccata dall'isola di Cos, per scagliarla sul gigante che gli si
oppone. Il dinos è contemporaneo dei kantharoi di Nearco e
di poco precedente la metà del VI secolo. Il disegno è accurato e
dettagliato, ma più libero rispetto a quello di Nearco.
Opere
attribuite
Una prima fase dell'opera di Lido è rappresentata da due hydriai,
una a Monaco di Baviera, l'altra
al Louvre. Sull'hydria di Monaco due uomini guidano
cavalli e una donna si frappone tra loro. Nell'hydria del
Louvre, appena posteriore, tre uomini e due donne guardano la
partenza di un giovane a cavallo. Su entrambe le hydriai sulla spalla
si trovano fregi con grandi animali e ornamenti di riempimento
eseguiti con uno stile ormai desueto, simile a quello presente
sul Vaso François. Un'hydria conservata al Museo nazionale
etrusco di Villa Giulia a Roma reca la prima
rappresentazione attica del conflitto tra Eracle e Gerione,
e per qualità l'unica che può essere messa a confronto con la scena
a figure rosse della famosa coppa di Euphronios conservata
a Monaco di Baviera. La prima rappresentazione di questo soggetto è
corinzia e appartiene al VII secolo a.C., ma diviene frequente tra i
ceramografi attici solo nella seconda metà del VI secolo a.C. Eracle
indossa la pelle di leone e tende il suo arco; Gerione si compone di
tre busti uno dei quali versa all'indietro colpito da una freccia. Il
personaggio giacente a terra è Euritione, il pastore di Gerione.
Al periodo
medio dell'attività di Lido, un po' prima rispetto al dinos di
Atene, è stato assegnato il cratere a colonnette di
Harvard. La forma, probabilmente di origine corinzia, è
presente in Attica già nel periodo del Pittore di Nesso. Anche
il soggetto principale, un carro visto frontalmente, potrebbe essere
stato originariamente corinzio, ma lo si trova in Attica solo
all'inizio del VI secolo a.C., ad esempio sul dinos del Pittore
della Gorgone al Louvre (E 874). Qui la disposizione degli
elementi della scena è invertita: Lido assume il carro e non la
battaglia come parte principale dell'immagine. La parte posteriore
del vaso è decorata con un gruppo simmetrico di tre animali, una
sfinge tra due leoni.
Simile al cratere di Harvard, per forma e decorazione della parte
posteriore, il cratere del British Museum reca sul
fronte la storia del Giudizio di Paride che non si discosta da quella
sulla pyxis del Pittore C al Louvre, e da molti
altri vasi attici del periodo, se non per la nota del cane di Paride
aggiunta da Lido. A sinistra del gruppo principale inoltre Lido ha
aggiunto un gruppo minore di figure che ricorrono nel Giudizio di
Paride rappresentato sull'anfora ovoidale di Firenze, parzialmente
opera di un collaboratore.
Di
qualità superiore rispetto ai precedenti è il cratere a colonnette
del Metropolitan di New York. L'immagine, che corre
intorno al vaso, rappresenta il ritorno di Efesto; rispetto al
precedente di Kleitias sul vaso François l'attenzione è
rivolta esclusivamente alla processione di satiri e menadi, danzanti
o in corsa. Efesto e Dioniso sono posti come figure principali su
ciascun lato del vaso, e Dioniso, al contrario di quanto avviene sul
cratere di Kleitias, è una figura solenne. Un motivo floreale adorna
la bocca del vaso e vi è un gorgoneion su ciascuna ansa.
Il Dioniso
del cratere a colonnette di New York torna su uno psykter a
forma di anfora conservato al British Museum. Sotto al
beccuccio un piccolo satiro si piega sulle ginocchia e gioca con una
lepre, così come i satiri si piegavano per evitare le maniglie sul
cratere di New York. L'immagine sull'altro lato dell'anfora
rappresenta l'uccisione del Minotauro ad opera di Teseo; i quattro
giovani che osservano la scena fanno parte del tributo al Minotauro
ossia i quattordici giovani ateniesi salvati da Teseo. La scena è
presente tra i ceramografi attici già nel secondo quarto del VI
secolo a.C., ma diviene frequente a partire dalla metà del VI secolo
in poi. La decorazione floreale sopra le immagini è nello stesso
stile del cratere di New York.

Su un'anfora
nel Cabinet des médailles di Parigi, Eracle affronta il
leone di Nemea. Come Teseo sullo psykter precedente, ha
posato il suo mantello su una roccia, il che serve a riempire lo
spazio tra le zampe del leone. L'uomo e i due giovani che guardano
non hanno alcuna giustificazione nella leggenda; la presenza di
osservatori, dotati o meno di funzione rappresentativa, è frequente
sui vasi di Lido.
Uno dei lavori migliori di Lido lo
troviamo sui frammenti a lui attribuiti di placche decorative in
argilla appartenenti al monumento sepolcrale di Spata, in Attica
(dove sono stati identificati anche lavori di Sofilo e Exekias);
i frammenti attribuiti a Lido restituiscono parte di una scena di
commiato.