domenica 14 settembre 2025

THAILANDIA - Ban Chiang

 

Ban Chiang (in thailandese บ้านเชียง; [bâːn tɕʰīa̯ŋ]) è un sito archeologico del distretto di Nong Han, nella provincia di Udon Thani, in Thailandia del Nordest. È inserito tra i patrimoni dell'umanità dell'UNESCO fin dal 1992. Ban Chiang è considerato il più importante insediamento preistorico finora scoperto nel sud-est asiatico. Segna una tappa importante nell'evoluzione culturale, sociale e tecnologica dell'uomo. Il sito presenta le prime testimonianze dell'agricoltura nella regione e della lavorazione e dell'uso dei metalli.
Scoperto nel 1957, il sito fu al centro del pubblico interesse grazie all'appariscente vasellame colorato di rosso. I primi scavi vennero fatti nel 1967 e portarono alla luce numerosi scheletri e offerte funerarie in bronzo. Vennero rinvenuti anche frammenti di riso che hanno dimostrato l'esistenza di insediamenti agricoli risalenti all'età del bronzo. Le tombe più antiche non contengono bronzo e sono eredità della cultura neolitica, le più recenti invece sono dell'età del ferro.
I primi artefatti dovuti alla termoluminescenza risalgono al 4420 a.C.-3400 a.C., il che la renderebbe la più antica cultura del mondo ad aver raggiunto l'età del bronzo. Con gli scavi del 1974-75 è stato recuperato abbastanza materiale da permettere l'esame con il metodo del carbonio-14, che ha spostato la datazione delle tombe al periodo 2100 a.C.-200 d.C. L'età del bronzo iniziò verso il 2000 a.C., come dimostrato da frammenti di oggetti in bronzo che comprendono braccialetti, anelli, cavigliere, cavi ed aste, punte di lancia, asce, ganci, spade e piccole campane.
È stato ipotizzato che gli abitanti di Ban Chiang non avessero un re, non conoscessero le guerre e che il bronzo venisse usato per fabbricare le armi con cui andare a caccia, oltre che per le decorazioni. Si pensa che abbiano imparato la lavorazione del bronzo prima dei cinesi. La metallurgia (anche quella del ferro) che avevano sviluppato raggiunse un livello sconosciuto a quel tempo sia ai cinesi che in Mesopotamia.
Secondo i reperti venuti alla luce, a Ban Chiang veniva addomesticato e usato nell'agricoltura il bufalo d'acqua, il riso era la principale fonte di sostentamento, mentre erano attivi anche l'artigianato tessile e quello della bigiotteria in vetro e in pietra. Gli oggetti ritrovati all'interno delle tombe hanno fatto ipotizzare che quel popolo avesse anche delle credenze sulla vita ultraterrena e dei riti funerari evoluti. Secondo gli studi effettuati, la cultura di Ban Chiang ebbe fine quando i suoi ultimi abitanti migrarono altrove attorno al 200 a.C., dopo che la terra era stata deforestata e si era erosa.

VIETNAM - Area delle antiche pietre incise di Sa Pa

 

L'area delle antiche pietre incise di Sa Pa si trova principalmente nella valle di Mường Hoa, dove vivono comunità di minoranze etniche nel distretto di Sa Pa, provincia di Lao Cai, a 350 km a nord-ovest di Hanoi, in Vietnam. Qui le pietre scolpite sono state scoperte sin da tempi antichi. È inserita tra i siti candidati come patrimonio dell'umanità UNESCO.
Nel 1925 un ricercatore francese giunse in zona e rinvenne oltre 30 blocchi di pietra incisi con immagini diverse, sparsi lungo la riva della sorgente Hoa. In seguito altri studiosi hanno proseguito le ricerche sui frammenti rinvenuti.
Questi pezzi di pietra si trovano soprattutto sulla riva nord-est della sorgente Hoa e formano diversi raggruppamenti: il gruppo nella municipalità di Su Pan; quello nei pressi del villaggio di Phố, che include il frammento più grande, il pezzo del padre, lungo 15 metri e alto 6 metri; il gruppo nei campi vicino alla municipalità di Hau Thao, con 20 pietre incise di varie dimensioni; e infine il gruppo nella municipalità di Lao Chải, sulla riva della sorgente Hào e ai margini del bosco, che comprende il pezzo della madre.
Finora i ricercatori hanno rinvenuto oltre 200 pietre scolpite con immagini diverse. Tra queste, i blocchi più grandi (oltre 2–3 metri) mostrano decorazioni particolarmente complesse. La maggior parte di questi pezzi si trova vicino all'antico luogo di culto del gruppo etnico Thai (villaggio di Phố, municipalità di Tả Van).
I motivi più comuni riproducono montagne, colline e campi. In molti casi compaiono figure di uomini e donne in varie posizioni: alcuni si lanciano da altezze, altri allungano le braccia con raggi luminosi attorno al capo, molti uomini portano copricapi simili a stelle scintillanti, molte donne indossano cappelli appuntiti. Non mancano rappresentazioni di organi sessuali ingranditi o scolpiti in modo marcato e scene di accoppiamento.


Alcuni blocchi mostrano case su palafitte a forma di barca, con tetti curvi che ricordano le abitazioni raffigurate sui tamburi di bronzo di Đông Sơn. Sono presenti anche immagini del sole, ruote, rettangoli, quadrati, spirali, linee parallele e altri motivi geometrici.
Diversi studiosi hanno avanzato l'ipotesi che vi siano tracce di tre diversi sistemi di scrittura, basati su linee rette e curve. Alcuni segni ricordano i pittogrammi degli Han e gli alfabeti usati in amuleti e talismani dei Tay e dei Dao, pur non corrispondendo esattamente ai caratteri Tay. La presenza di questi sistemi grafici rende più complessa l'attribuzione delle opere.
Dall'analisi emerge che le incisioni non presentano elementi culturali o stilistici tipici della cultura Han, suggerendo che siano precedenti all'influenza Han in quest’area. A circa 20 km dalla valle di Mường Hoa si trova l'area di Cam Duong, tappa della marcia verso sud degli Han nei primi anni dell'era cristiana. I ricercatori stimano che le pietre siano state scolpite almeno a partire dai primi anni dell'era cristiana, quasi 2000 anni fa.
Sull'identità degli autori esistono diverse ipotesi. Alcuni ritengono che le pietre siano opera dell'antico popolo Việt o di gruppi etnici a esso affini. Nella tradizione orale sopravvivono leggende sul pezzo del padre e sul pezzo della madre, legate a popolazioni che, scendendo dai monti, cercarono nuovi insediamenti nella valle. Tuttavia, l'effettiva paternità di questi rilievi resta ancora da accertare.

VIETNAM - Óc Eo

 

Óc Eo
 è un comune del Vietnam del sud, situato nei pressi del confine con la Cambogia. Fa parte del Distretto di Thoai Son, nella zona meridionale della Provincia di An Giang. Óc Eo è anche un importante sito archeologico situato nella regione del delta del Mekong, essendo stato tra il I e il VII secolo un importante porto regionale del Regno del Funan. Moltissime informazioni oggi disponibili su tale regno provengono proprio dagli scavi condotti ad Óc Eo. Gli scavi intrapresi nell'area di Óc Eo iniziarono nel 1942 ad opera dell'archeologo francese Louis Mallaret, dopo che l'intera area era stata osservata con delle foto aeree. Mediante tali foto fu possibile notare come fosse sopravvissuta una rete di canali dislocata nella regione del Delta. Uno di questi canali partiva da Angkor Borei (città situata circa 60 km a Nord di Óc Eo e ritenuta una possibile capitale del Regno del Funan) e arrivava in un punto preciso, intersecandosi poi con altri cinque canali, uno dei quali portava sulla costa (ossia nel luogo in cui sorgeva anticamente il porto di Óc Eo). Questo rilievo portò gli studiosi a effettuare uno scavo archeologico proprio nel punto di confluenza dei canali.
Quanto rinvenuto durante gli anni di scavo è materiale di grande importanza per ricostruire la storia del Regno del Funan: reperti fittili, gioielli, attrezzi da lavoro, stampi per fondere i metalli, monete (incluse alcune Romane del II secolo), oggetti votivi e statue di soggetto religioso. Tali oggetti sono oggi conservati a Hồ Chí Minh, presso il locale Museo di storia vietnamita.
Óc Eo è stato indicato da alcuni studiosi come il porto di "Kattigara". Tale porto era stato descritto nel II secolo d.C. dal geografo ed erudito alessandrino Claudio Tolomeo, a seguito della narrazione da lui ascoltata da un marinaio che sosteneva di esservi stato personalmente. Kattigara era per i Greci e i Romani il punto più orientale del Mare Indico. Secondo la narrazione tolemaica, il porto di Kattigara si sarebbe trovato a circa otto gradi di latitudine a Sud dell'Equatore, dunque in una posizione alquanto improbabile (in mare aperto, a circa 300 km dalle coste dell'isola di Java). Le ipotesi sono quindi due: o il racconto di Tolomeo era di per sé errato, oppure vi è stato un errore da parte di qualche copista che ha variato involontariamente il testo originale. È questa la conclusione cui sono giunti numerosi studiosi, ritenendo che la corretta posizione riconducibile al testo di Tolomeo fosse di otto gradi e mezzo a Nord dell'Equatore.
Da qualche decennio gli studiosi non discutono più sulla latitudine del porto di Kattigara, ma resta aperto il dibattito circa il fatto che Kattigara e Óc Eo coincidano. L'osservazione dello storico francese George Coedés, secondo cui Kattigara dovesse trovarsi sulla costa occidentale del Golfo del Siam, non è sufficiente per identificare un luogo preciso. Propendono per l'identificazione con Óc Eo gli studiosi Dihle e Christie, sulla base di una ricostruzione che poggia su due diversi ordini di argomenti. In primo luogo, nel racconto tolemaico sarebbero presenti elementi inconfutabili per collocare geograficamente Kattigara solo all'interno del Delta del Mekong e solo nel suo versante interno al Golfo del Siam (Sinus Magnus). Secondariamente, a confermare l'ipotesi ci sarebbero i reperti archeologici di manufatti persiani, cinesi e romani rinvenuti nella zona, che indurrebbero ad identificare con Óc Eo il porto conosciuto dalle civiltà classiche come estremo luogo di scambio nel Mare Indico.
Qualunque sia stato il luogo cui Tolomeo si riferiva nel suo scritto chiamandolo Kattigara, va rilevato come i geografi rinascimentali che si basavano su Tolomeo per redigere le carte di navigazione considerassero il Capo di Kattigara quale punto terminale del continente asiatico.

VIETNAM - Complesso monumentale di Mỹ Sơn

 

Il complesso monumentale di Mỹ Sơn si trova nella provincia di Quảng Nam, a circa 70 km dalla città di Đà Nẵng, nel Viêt Nam centrale. Nel 1999 l'UNESCO lo ha inserito tra i patrimoni dell'umanità.
La traccia più antica di monumenti di culto a Mỹ Sơn è la stele con iscrizione del IV secolo, in cui il re Bhadravarman annuncia la fondazione di un tempio dedicato a Shiva Bhadreshvara. Questa fondazione ha un particolare rilievo storico, in quanto il complesso religioso di Mỹ Sơn era il principale luogo di culto dei sovrani del regno Champa, nonché il luogo dove venivano cremati dopo la loro morte.
Della prima fase di esistenza del complesso monumentale non rimane nulla, verosimilmente perché tutte le strutture furono costruite in legno e altri materiali deperibili. Le epigrafi cham parlano di edifici in laterizi solo a partire dal VII secolo.
Degli undici gruppi di monumenti conosciuti, il più antico è il gruppo E, che risale allo VIII secolo. Il complesso cessò di essere utilizzato a scopi cultuali nel XIII secolo.


VIETNAM - Indrapura


Indrapura (dal Sanscrito "Città di Indra", dio induista della tempesta, divinità guerriera e Re degli Dei nel Rig Veda) dall'875 d.C. per qualche decennio fu capitale dell'antico regno Champa, sotto il regno di Indravarman II e dei suoi successori della sesta dinastia.
Il sito è prossimo all'attuale villaggio di Đông Dương, non lontano dalla città di Đà Nẵng, in Vietnam. A differenza dei suoi predecessori, Indravarman II era buddista e fondò un tempio Mahayana, andato in buona parte distrutto nei bombardamenti della Guerra del Vietnam e che ancora oggi viene saccheggiato dei suoi mattoni.


Il Museo della Scultura Cham ("Bao Tang Cham") a Danang, fondato nel 1915 dall'École française d'Extrême-Orient (EFEO), ospita una pregevole collezione di sculture Cham recuperate da questo ed altri siti, come Mỹ Sơn e Tra Kieu.



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