domenica 13 luglio 2025

ISRAELE - Tel Dan

 

Tel Dan è un sito archeologico israeliano in alta Galilea vicino alle Alture del Golan. Il sito è identificato quasi con certezza con la città biblica di Dan, la città più settentrionale del Regno di Israele, che secondo l'Antico Testamento era conosciuta come Lesem o Lais (Giosuè 19,47; Giudici 18,7.27-29) prima della conquista da parte della tribù di Dan. Per via della sua posizione vicino alla frontiera con il Libano e nell'estremo nord del territorio sottoposto al Mandato britannico, Tel Dan ha avuto in tempi moderni una storia lunga e contestata, soprattutto durante la guerra dei sei giorni del 1967.
I ritrovamenti sul sito risalgono all'era neolitica era (4500 a.C.); dai resti trovati, tra i quali mura larghe 0,8 m e frammenti di ceramica, sembra che il sito fosse stato occupato nel Neolitico per vari secoli, prima di essere abbandonato per circa 1000 anni.
All'interno dei resti di mura, vicino all'entrata della porta esterna, fu ritrovato un frammento che a quanto pare originariamente apparteneva a una stele. Questo frammento di basalto, la Stele di Tel Dan, contiene un'iscrizione in aramaico, che si riferisce a uno dei re aramaici di Damasco: la maggior parte degli studiosi ritiene che il re di cui si parla sia Hazael (840 a.C.), ma una minoranza sostiene che invece il frammento faccia riferimento a Ben-Hadad (802 BCE). Della iscrizione resta molto poco, ma il testo sembra contenere le lettere 'ביתד וד' (BETD WD; "WD" si trova in un piccolo angolo, con uno certo scarto rispetto a "BETD"), che la maggior parte degli archeologi concorda nell'interpretare come Casa di Davide (Beth David in ebraico; la scrittura ebraica dell'epoca è priva di vocali). Quindi l'importanza della stele sta nel fatto che per la prima volta è stato trovato il nome David in un sito archeologico che risale a un'epoca precedente al 500 a.C.
Nel 1992, durante i lavori eseguiti per presentare il sito ai visitatori, fu rimosso un cumulo di macerie che risaliva al tempo della distruzione della città da parte degli Assiri di Tiglatpileser III nel 733-732 a.C. Inaspettatamente fu scoperto una porta di ingresso alla città fino a quel momento sconosciuta. Il complesso della porta portava a un cortile lastricato di pietra dove si ergeva una bassa piattaforma di pietra. Questa è stata identificata da alcuni letteralisti biblici come il podio del vitello d'oro che secondo la Bibbia fu collocato lì da Geroboamo.
All'estremità ovest del tel è ben conservata e visitabile una porta di accesso alla città, risalente probabilmente al secolo XIX a.C. e che per molti studiosi corrisponderebbe alla porta attraverso cui Abramo è entrato nella terra di Canaan, provenendo da Ur dei Caldei.

ISRAELE - Nahal Hever


 Nahal Hever (in arabo: Wadi al-Khabat) è un Uadi, un flusso d'acqua nel deserto della Giudea, che scorre da En Gedi e Masada al Mar Morto. Alla testa del letto del torrente sono due grotte, la "grotta delle lettere", e la "grotta degli orrori". I siti sono stati scoperti tra il 1953 e il 1960-1961 nel corso di scavi dall'archeologo israeliano Yigael Yadin. Ulteriori scavi tra il 1999 e il 2000 sono stati effettuati da Richard Freund dell'università di Hartford. 
La "Grotta delle lettere" è stata chiamata così a causa del grande numero di manoscritti e lettere che sono stati scoperti ed estratti da lì, papiri chiamati archivio di Babatha, in quanto archivio di una ricca famiglia della Giudea a cavallo tra il I e il II secolo d.C.. In tale sito sono stati ritrovati anche dei frammenti di passi dell'Antico testamento.
I papiri sono stati pubblicati in due volumi in greco (1989), e in ebraico e aramaico (1991).
Nella grotta degli "orrori" si sono trovate prove archeologiche della ribellione di Kokheba e della Terza guerra giudaica (132 -136). Erano presenti i corpi di 17 individui (tre uomini, otto donne, sei bambini) i cui teschi erano stati raccolti in una cesta privi della mandibola. Sono state scoperti, inoltre, un cofanetto per gioielli, vasellame, abiti, scarpe, uno specchio e una chiave.

ISRAELE - Grotte di Nahal Me'arot


Le Grotte di Nahal Me'arot / Wadi el-Mughara ("Grotte della valle"), chiamate dal nome ebraico e arabo della valle in cui si trovano, sono un sito patrimonio dell'umanità dell'UNESCO che documenta l'evoluzione umana nella catena del Monte Carmelo vicino a Haifa nel nord di Israele. 
Le quattro grotte patrimonio dell'UNESCO sono:
- Grotta di Tabun o Tanur (lett. "forno")
- Grotta di Gamal o el-Jamal ("cammello")
- El Wad o grotta Nahal ("ruscello")
- Grotta di Skhul o Gedi ("ragazzino")
Le quattro grotte sono state proclamate sito di "eccezionale valore universale" dall'UNESCO nel 2012. Sono protette all'interno di una riserva naturale.
Le grotte vennero utilizzate come abitazione da ominidi e uomini preistorici e contengono prove uniche di sepolture molto antiche, nel sito archeologico della grotta di el-Wad nella Riserva naturale di Nahal Me'arot.



sabato 12 luglio 2025

TURCHIA - Lagina

 

Lagina (greco Λαγίνα) è un sito archeologico, risalente al periodo cario ed esteso sotto la dinastia seleucide, famoso per il suo santuario di Ecate (nella foto in alto). Il sito è situato nella Turchia sudoccidentale (nei pressi di Turgut, un comune nella provincia di Muğla) . La stessa piccola città di Turgut era fino a tempi recenti nominata Leyne, richiamando il toponimo antico.
Recenti studi hanno mostrato che il sito fu abitato e/o utilizzato in maniera ininterrotta a partire dall'età del bronzo. I re Seleucidi ricostruirono il recinto sacro di Lagina e lo trasformarono in un importante centro religioso, in collegamento con la vicina (a una distanza di 11 kilometri) città di Stratonikeia, che ne divenne il centro amministrativo. I due luoghi (Lagina e Stratonkeia) erano connessi tra loro nell'antichità da una via sacra.
La ricerca archeologica condotta a Lagina è stata la prima ad esser stata condotta da un team scientifico turco, sotto la direzione di Osman Hamdi Bey e Halit Ethem Bey. Nel 1993, un lavoro di scavo e restauro è stato ripreso sotto la guida del Museo di Muğla, da un team internazionale guidato da Ahmet Tırpan.
I fregi del santuario di Ecate sono attualmente esposti nei Musei archeologici di Istanbul. Quattro differenti temi sono dipinti in questi fregi. Questi sono, sul fregio orientale, scene dalla vita di Zeus; sul fregio occidentale, una battaglia tra gli dei e i giganti; sul fregio meridionale, diverse divinità carie; e sul fregio settentrionale, una battaglia di Amazzoni.

TURCHIA - Qal'at ar-Rum

 

Il Qal'at ar-Rum  ,in curdo Hromkla , chiamata Rumkale in turco e Hromgla in armeno, sempre con il significato di "castello romano" (nel senso di bizantino), fu una potente fortezza sul fiume Eufrate, 50 km a nord-est di Şanlıurfa, il capoluogo della omonima provincia della Turchia.
La sua posizione strategica era già conosciuta dagli Assiri, sebbene la presente struttura sia soprattutto di origine ellenistica e romana. Durante il medioevo il sito fu occupato da vari signori della guerra bizantini ed armeni. Qal'at ar-Rum fu il seggio di un patriarca armeno dal XII secolo. Dal 1203 al 1293 fu la residenza del capo supremo (catholicos) della Chiesa armena. Nel 1293 fu espugnata dai mamelucchi d'Egitto a seguito di un lungo assedio.
La fortezza è attualmente una rovina accessibile per battello solo dalla vicina cittadina di Halfeti nella provincia di Şanlıurfa.


  IL SITO E'  IN MANUTENZIONE. TORNERA' ON LINE APPENA POSSIBILE (lasciate un commento, se volete)