La
chullpa o chulpa è
un monumento funerario apogeo caratteristico di alcune civiltà
preincaiche, costruito in pietra o in adobe e destinato in
genere a persone di alto rango sociale. A seconda della sua
localizzazione geografica e della cultura alla quale è dovuta la sua
costruzione, la struttura può assumere la forma di una torre a
pianta circolare o di un edificio a pianta quadrata o rettangolare.
Originariamente ritenute esclusive
della cultura aymara, sviluppatasi nell'altopiano compreso
tra il Perù meridionale e la Bolivia, sono oggi
considerate chullpa, per estensione, anche le camere sepolcrali
di forma diversa diffuse più a nord, nelle Ande centrali,
dove la loro tradizione risale all'orizzonte medio o all'ultima
fase del periodo intermedio antico.
Non esiste traccia del
termine chullpa nelle cronache spagnole del XVI e del XVII
secolo; il primo a menzionarlo fu il diplomatico francese Eugène
de Sartiges nel 1834, seguito nel 1877 dall'archeologo
statunitense Ephraim George Squier.
Sedici anni dopo, in una nota ad una
nuova edizione dell'opera del gesuita spagnolo Bernabé
Cobo, l'esploratore e scrittore Marcos Jiménez de la
Espada registrò che il giusto termine per indicare i monumenti
sepolcrali preispanici non fosse quello ormai in uso di chullpa ma
la parola aymara amaya-uta, che significa semplicemente
“casa del defunto”. Jiménez non fornisce l'origine del termine
usato a suo giudizio in maniera sbagliata, ma spiega che tale parola
indicava la cesta che custodiva i cadaveri mummificati, composta
da erba ichu intrecciata o da canne di totora.
La
ricerca etimologica sembra indicare che il
termine chullpa non fosse usato in epoca preincaica, ma sia
entrato in uso in epoca più tarda per indicare gli edifici
sepolcrali di un'area geografica ristretta dove era diffusa la lingua
aymara; la mole monumentale di strutture come quelle presenti nel
sito di Sillustani avrebbe in seguito imposto tale nome
anche al di fuori di tale regione.

Secondo la nozione tradizionale di chullpa, tali strutture sono
state costruite sugli altopiani compresi tra Perù e Bolivia tra
la fine dell'epoca Tiahuanaco e la conquista spagnola,
vale a dire tra l'inizio del periodo intermedio
recente (1000-1450) e la fine dell'orizzonte tardo (1450-1532).
Il fatto che non siano state trovate all'interno degli edifici
sepolcrali ceramiche di stile Tiahuanaco sembra smentire l'ipotesi
che tali strutture siano un'evoluzione delle camere funerarie
costruite dalla precedente cultura. Le datazioni
radiometriche effettuate sembrano indicare che la nuova cultura
attecchì nel nucleo della zona d'influenza Tiahuanaco agli inizi del
XIV secolo, almeno 200 anni dopo la scomparsa di quest'ultima
civiltà; le chullpas più antiche sono quelle esaminate a
nord del lago Poopó, risalenti alla seconda metà del XIII
secolo. Sembra in tal modo assodato che questi edifici furono
eretti dalle civiltà che si sostituirono ai Tiahuanaco nella
regione, principalmente i Lupaca e i Colla, e
che tale tradizione continuò in epoca incaica fino ad
arrivare ai primi anni della colonizzazione spagnola.

Lo studioso John Hyslop ha proposto una cronologia di costruzione
composta da due fasi distinte; la prima, chiamata Fase
Altopiano, sarebbe durata tra il 1100 e il 1450, e sarebbe
caratterizzata da chullpas circolari e basse con muri
grezzamente lavorati, mentre la seconda, chiamata Fase
Chucuito-Inca, sarebbe occorsa tra il 1450 e il 1550, promuovendo la
costruzione di monumenti più elaborati, con la presenza di diverse
nicchie e di decorazioni scultoriche. A questo periodo
apparterrebbero anche i monumenti a pianta quadrata, che sarebbero
stati eretti all'interno del Tawantinsuyu per celebrare le
élite locali.
Le chullpas delle zone andine settentrionali del Perù, di
forma differente, secondo alcuni studiosi non sono collegate al
fenomeno rilevato nell'altopiano. La loro costruzione, molto
più antica, divenne una tradizione consolidata a partire dal 600
d.C., tra la fine del periodo intermedio antico e l'inizio
dell'orizzonte medio, durante il declino della cultura
Recuay nella regione e la loro estrema variabilità di forma e
di misure porterebbe a pensare che in questo caso non si sarebbe
trattato di un edificio destinato esclusivamente alle élite. Lo
studioso William Isbell ha ipotizzato che tali edifici costituiscano
una forma di resistenza nei confronti di una classe emergente
composta da capi locali appoggiati forse da elementi della
civiltà Huari in espansione.
Le chullpas dell'altopiano sono costruzioni con un'altezza
compresa tra 1,5 m e 8 m, di pianta circolare o
quadrangolare; la maggior parte di esse è costruita con adobe,
ma sono abbastanza comuni anche gli edifici in pietra. Possono
variare considerevolmente per misura, forma e stile costruttivo.
L'estrema variabilità di tipologie si riflette anche nella
dislocazione delle chullpas all'interno del paesaggio: i
monumenti funerari possono essere infatti isolati o riuniti tra di
loro in vere e proprie necropoli più o meno lontane dagli
insediamenti abitati. Disposte su uno o più piani, sono
dotate di un'apertura rivolta preferibilmente verso est, in probabile
relazione con il culto solare, ma non sono rari gli accessi orientati
in altre direzioni; alcuni studiosi ipotizzano che la diversa
dislocazione delle aperture il fatto che la costruzione fosse dovuta
a identità etniche diverse, probabilmente di lingua puquina.
Le strutture funerarie più antiche presenti nella regione di
Ancash, chiamate anch'esse per estensione chullpas, sono invece
di forma quadrata e presentano un accesso e una finestrella; sono
in genere costruite con la tecnica denominata huanca y pachilla,
che consiste nell'alternare strati di grossi massi con altri di
piccole pietre piatte, e contengono all'interno diverse camere.
Le chullpas sono
diffuse in una vasta area delle Ande centrali e
dell'altopiano del Titicaca, ma alcuni siti archeologici sono
noti per contenere una grande quantità di tali strutture. A Kulli
Kulli, nella provincia di Aroma, sono presenti tre diverse zone
in cui sorgono questi monumenti, per un totale di 58 esemplari; a
metà del XX secolo era stato censito un numero maggiore di unità,
ma a causa del saccheggio sistematico, del vandalismo e dell'incuria
alcuni monumenti sono stati persi. Tutte orientate verso est,
le chullpas sono state costruite tra la fine del XIII e
l'inizio del XIV secolo; le più antiche sono quelle situate al
centro del sito principale. Molte di esse sono state erette a pochi
metri le une dalle altre, formando una linea. Il sito presenta una
delle maggiori concentrazioni di camere sepolcrali delle Ande,
portando ad ipotizzare che in esso si sia sviluppata una tradizione
rituale diversa rispetto ad altri luoghi.
A Sillustani, nella provincia di Puno, è presente un
insieme di chullpas su una penisola che si
protende nel lago Umayo, ad un'altitudine di circa
4000 m s.l.m. I monumenti funerari sono per la maggior
parte disposti sui bordi superiori della penisola, ma esistono anche
elementi isolati o riuniti in piccoli gruppi; la costruzione risale a
tre diversi periodi culturali, culminati nel dominio inca. La
più imponente di queste strutture, chiamata chullpa del
Lagarto (in italiano chullpa della Lucertola) per la
presenza di un rilievo scolpito raffigurante tale animale, ha una
forma a tronco di cono rovesciato, con la parte superiore
più ampia rispetto alla base; tale soluzione è puramente estetica e
non ha alcuna motivazione strutturale.
Un altro sito
significativo in cui si possono trovare raggruppamenti di chullpas è
ubicato a Caillama, nella regione cilena di Arica e
Panaricota, dove esiste un insieme di monumenti funerari a pianta
rettangolare costruiti in argilla e risalenti al periodo
intermedio recente.